LSD Albert Hofmann
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Basilea, 11 gennaio 2006: compie 100 anni lo scopritore dell'LSD.

L'UOMO DELL'LSD:
ALBERT HOFMANN

di Pierangelo Garzia
(Milano, Italia) Centro Studi e Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza

Tratto da ALTROVE # 1 (Annuario della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza)
Editore NAUTILUS (TO - Italia)


LSD

 


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Perché Albert Hofmann, lo scopritore delle proprietà psichedeliche dell'LSD, ha fatto tanto parlare di sé? Qual è il motivo per cui c'è un rinnovato interesse per questa sostanza che, nella storia e nella mitologia delle droghe occupa un posto del tutto particolare?

Hofmann è un personaggio che riunisce in sé varie caratteristiche che lo rendono affascinante e carismatico. E' uno scienziato dalle solidi basi in campo chimico e farmaceutico. E' un amante della cultura umanistica. E' un grande vecchio, saggio e dallo sguardo penetrante. E, naturalmente, è stato il primo uomo della nostra cultura e della nostra epoca a mettere piede sul pianeta interiore grazie a una sostanza sintetizzata in laboratorio, le cui origini nel mondo vegetale sono però conosciute dalla notte dei tempi. E' forse questa la ragione del rinnovato successo del personaggio Hofmann e del suo lavoro: egli rappresenta un punto di svolta per la nostra cultura, il simbolo vivente del fatto che l'uomo, in qualsiasi contesto si trovi, naturale o negli spazi di un asettico laboratorio chimico è comunque spinto ad andare oltre i confini del conosciuto, altrove, appunto, dal risaputo e dal codificato.
Fino a quel giorno di mezzo secolo fa (proprio quest'anno si è celebrata la ricorrenza della scoperta degli effetti dell'LSD) l'alterazione dello stato di coscienza era qualcosa che aveva a che fare con il retroterra magico-religioso, con il mondo dell'irrazionale, banditi, apparentemente in modo definitivo, dal mondo della scienza e della ricerca. Ecco, forse, uno degli elementi mitopoietici, direbbe Mircea Eliade, che hanno fatto della scoperta dell'LSD e della famosa pedalata in bicicletta durante la quale Hofmann iniziò a percepire i perturbanti effetti dell'allucinogeno, un mito dei nostri tempi. E' già una ideale scena da film, che un giorno verrà sicuramente realizzato.


Hofmann a 81 anni nel giardino della sua casa di Basilea (foto Christian Ratsch)

L'incontro tra la scienza e la magia, tra la fredda ragione e l'irrompere del mondo interiore. E tutto ciò per una sostanza penetrata accidentalmente, racconterà Hofmann, attraverso una lesione cutanea. Se il cervello e la coscienza potevano reagire in modo così rapido e sconvolgente sotto l'effetto di una sostanza entrata in circolo, era evidente che molte acquisizioni e molti concetti che fino a quel momento si erano accumulati sulla natura umana e sulle funzioni cerebrali, dovevano, in un certo senso, essere rivoluzionate. Ma le "rivoluzioni", specie quelle riguardanti gli stati di coscienza, nella nostra epoca che ha assunto lo stato di veglia come termine assoluto di riferimento, non possono essere qualcosa di indolore e che non assuma una connotazione ideologica.

E' stata definita la "rivoluzione psichedelica" quella innescata negli anni Sessanta dall'LSD: il suo uso divenne un fatto di massa, coincidente con i movimenti giovanili e studenteschi dei figli dei fiori, della controcultura. Chi oggi è intorno ai quarant'anni e ha respirato l'atmosfera della controcultura sa quale spinta al rinnovamento abbia rappresentato. Da una parte era il recupero di tutte quelle cose che la cultura ufficiale aveva bandito: il rapporto diretto con la natura, l'importanza dei sentimenti e delle emozioni, il vivere seguendo i ritmi naturali e non quelli della produttività industriale, l'uso di sostanze, come l'acido, in grado di portare altrove. Dall'altra era il creare arte, musica, scrittura, modi di vivere, che si differenziassero da quelli imposti dall'urbanizzazione e dalle leggi di mercato. L'LSD è entrato nella rivoluzione culturale degli anni Sessanta come la pasticca che poteva cortocircuitare i neuroni. E quindi dare una percezione diversa di se stessi e del mondo circostante, premessa per comportamenti e realizzazioni diversi dall'ordinario. Come a dire: da sempre l'uomo ha grosse difficoltà a cambiare la propria interiorità, il proprio agire, se non è aiutato da qualcosa, o addirittura "spinto" da qualcosa. Ma se è la sostanza, se è la pasticca anziché il sacerdote, il guru o lo psicoterapeuta a determinare diversi indirizzi nel pensiero e nell'azione dell'uomo, tutto ciò è qualcosa di duraturo o rappresenta soltanto una moda temporanea?


La molecola dell'LSD

La domanda è legittima e, del resto, Hofmann si è sempre dichiarato contrario ad un uso indiscriminato, di massa, dell'LSD. La ricerca richiede impegno, preparazione, maturità e dedizione, a maggior ragione la ricerca interiore. Quando affronta questo argomento Hofmann assume toni moralistici, ma il suo invito alla prudenza, al non gettare le perle ai porci, a non mettere in mano a chicchessia una sostanza così potente, non può non essere ascoltato. L'uso di massa dell'LSD ha del resto fatto sì che tale sostanza non potesse più rendersi disponibile neppure per i veri ricercatori, per gente come Grof ad esempio, che avevano da anni imparato ad impiegarla efficacemente in ambito psichiatrico e psicoterapeutico. E' dal 1968 che il Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs ha classificato l'LSD come di nessuna utilità nel campo medico, e di conseguenza rendendolo illegale. Tutte le ricerche intraprese anche nell'ambito del processo creativo vennero interrotte drasticamente. Eppure qualcosa di fortemente interessante stava cominciando ad emergere, soprattutto dalle testimonianze di molti scrittori, pensatori, attori, artisti che avevano intrapreso una sperimentazione dell'LSD su se stessi. Nel 1986 lo psichiatra americano Oscar Janiger organizzò una mostra grafica di produzioni artistiche ottenute sotto l'effetto dell'LSD, in una sperimentazione condotta dal 1954 al 1962, e in quella occasione dichiarò: "Abbiamo solo graffiato la superficie dell'effetto degli stati di alterazione nel processo creativo. Sono studi che vanno ripresi perché di grande utilità medica e sociale, oltre che conoscitiva. Ora, dopo l'isteria degli anni Sessanta, il veto governativo e l'ostilità pubblica, è tempo di ricominciare seriamente. Senza scandali e senza sensazionalismi, perché il processo creativo è una delle più grandi funzioni dell'uomo". Senza fare l'apologia dell'LSD, sono in molti oggi a ritenere che questa ricerca, con le dovute cautele e i necessari controlli per qualsiasi ricerca di carattere psicofarmacologico, meriti di essere ripresa. Proprio perché c'è la profonda convinzione che dallo studio degli stati alterati e del loro rapporto con il processo creativo possano emergere importanti elementi ai fini del mantenimento o della riacquisizione della salute mentale. Se il cervello ha una attività per cui ogni notte trascorriamo almeno due ore in quello stato di alterazione della coscienza che chiamiamo sogno, evi-dentemente tali stati hanno una importante ragione di essere dal punto di vista biologico e evolutivo.


Hofmann ai tempi della scoperta dell'LSD

Hofmann ha definito l'LSD "il mio bambino difficile": è difficile, in effetti, far crescere la ricerca con una sostanza che, al suo apparire sulla scena del mondo occidentale, ha avuto così tali e tante implicazioni sociali. Bisognerebbe azzerare tutto e avere la maturità per ricominciare. Ed è ancora Hofmann l'uomo che dall'alto dei suoi quasi novant'anni è ancora pronto a riprendere le fila di questo discorso: per lui è come una seconda nascita scientifica e culturale. Com'è visto e interrogato oggi?
Albert Hofmann non ha nulla dell'attempato signore ottantasettenne che dovrebbe essere. Lo sguardo è fiero e diretto. Un sorriso enigmatico si accompagna ogni tanto ad un lampo degli occhi, come di chi ha più volte avuto accesso a visioni negate ai comuni mortali. Ha un timbro di voce deciso, profondo. Ascolta e risponde a domande che gli sono state fatte infinite volte con fare a volte bonario, a volte severo. Deve difendere la sua creatura, l'LSD, dalle semplificazioni, ma anche da chi vorrebbe farla diventare oggetto di volgare consumo, anziché l'equivalente sintetico delle "sostanze sacre" utilizzate dagli sciamani per accedere a dimensioni della conoscenza diverse dall'ordinario.
Hofmann è entrato nel dominio degli allucinogeni per caso e, in un certo senso, paradossalmente. Dal luogo più asettico che si possa immaginare - un laboratorio dell'industria farmaceutica Sandoz di Basilea - nel 1943 si è trovato incidentalmente a spiccare il volo verso quelle latitudini che fino a quel momento erano state dominio degli sciamani e degli uomini di magia, a seguito di una goccia di LSD cadutagli sul dito e assorbita attraverso la pelle.
"Improvvisamente mi sentii preso da uno strano stato di ebbrezza", scriveva Hofmann nei suoi appunti di laboratorio. "Il mondo esterno mi appariva come un sogno. Gli oggetti sembravano crescere di rilievo e assumere delle insolite dimensioni; e anche i colori si facevano più brillanti. Perfino l'autopercezione e il senso del tempo risultavano modificati".
Era l'inizio di una nuova avventura. Un'avventura scientifica e culturale che, probabilmente, al di là dei risvolti sociali dei decenni trascorsi, non siamo ancora in grado di valutare pienamente.


Basilea, 11 gennaio 2006: centesimo compleanno del Prof. Albert Hofmann (foto Erowid.org)

D. Prof. Hofmann, quale era l'obiettivo che si proponeva studiando l'LSD?

R. Avevo sintetizzato l'LSD alla ricerca di una sostanza che stimolasse il sistema circolatorio, in analogia con un'altra sostanza, la coramina, che è la dietilammide dell'acido nicotinico.

D. Il fatto di avere scoperto le proprietà allucinogene dell'LSD, che svolta ha comportato nei suoi studi?

R. Quindici anni dopo aver individuato le proprietà dell'LSD ho scoperto una sostanza in una pianta messicana che produceva effetti simili all'LSD, quindi la mia ricerca è proseguita nel campo di queste piante messicane. Ho trasferito le mie conoscenze, dallo studio della dietilammide dell'acido lisergico, alla ricerca sui principi attivi di queste piante messicane. Constatai che quanto avevo sintetizzato in laboratorio corrispondeva a ciò che esisteva già in natura, e che era stato utilizzato dai tempi più remoti a scopi magico-religiosi.

D. Come ha scoperto gli effetti psichedelici dell'LSD?

R. L'LSD era nelle mani dei farmacologi già da cinque anni, ma non si erano accorti delle sue proprietà sulla coscienza. lo stavo lavorando alla seconda sintesi di questa sostanza, a stretto contatto di essa. E' stato allora che una goccia mi è caduta su un dito e probabilmente è penetrata attraverso un taglio che mi ero fatto in precedenza. Così mi sono accorto degli straordinari effetti psichici di questa sostanza. È avvenuto per caso.

D. Come la scoperta della penicillina...

R. Sì, per caso, anche se la cosa poi non è stata così immediata. Maneggiavo numerose sostanze, per cui ho dovuto pianificare una ricerca sistematica per individuare esattamente quale di esse mi avesse procurato quell'effetto.

D. Potrebbe descrivere le prime sensazioni che ebbe nel venire a contatto diretto con l'LSD?

R. Si ha un diverso contatto con la realtà. Ma è difficile da descrivere. Così come se si tentasse di spiegare a un cieco com'è il rosso o come sono fatti i colori. Bisogna averlo vissuto. Le sensazioni tattili , visive, del gusto, dell'udito o dell'odorato hanno un altro contatto con la realtà. Tutti i sensi sono stimolati. Si ha un'altra coscienza del proprio io.

D. L'LSD ha avuto un grosso impatto sulla società. Come ha vissuto questo risvolto della sua scoperta?

R. Ho provato due sentimenti contrastanti. Da un lato c'era la soddisfazione di aver scoperto una sostanza rivelatasi utile come strumento terapeutico in campo psichiatrico. Dall'altro sono invece rimasto deluso e amareggiato dall'uso che è stato fatto dell'LSD da parte di persone fuori dall'ambito medico psichiatrico. Ho provato amarezza riflettendo soprattutto su come venivano utilizzate le piante allucinogene dagli sciamani. Era lo sciamano, l'uomo di sapienza, che poteva utilizzare la pianta delle visioni, e non la persona comune. Mentre da noi sono state le persone meno sapienti ad avere avuto accesso alla sostanza, finendo per usarla male o addirittura abusarne, invece di lasciarne l'impiego limitato allo psichiatra, che è lo "sciamano" della nostra società. Ne è conseguito che dalla fine degli anni Sessanta l'impiego dell'LSD è vietato anche in medicina, proprio a causa dell'abuso che è stato fatto da persone non competenti.


(foto Erowid.org)

D. Da un punto di vista farmacologico, quali sono gli effetti indesiderati dell'LSD?

R. L'LSD non provoca dipendenza e non ha effetti collaterali di tipo tossico. Bisogna prestare attenzione al fatto che provoca una esperienza psichica molto profonda, cosa che può disturbare l'equilibrio psichico di una persona psicotica o prepsicotica.

D. Ciò che è accaduto all'LSD mi sembra tipico della nostra società: un consumo per la ricerca del piacere e non per investigare altre modalità di conoscenza.

R. L'LSD appartiene al gruppo delle sostanze "sacre" utilizzate dagli indigeni per scopi spirituali. Queste sostanze vengono utilizzate per motivi religiosi, all'interno di gruppi rituali. Anche dal punto di vista chimico l'LSD è imparentato con l'ololiuqui, la pianta magica degli Aztechi. L'uso di massa che se ne è fatto, è l'esatto contrario della dimensione in cui si dovrebbe collocare.

D. Lei ha definito l'LSD "il mio bambino difficile". Perché?

R. È la stessa cosa che si verifica con un bambino molto dotato: la sua intelligenza può essere usata bene o male. L'LSD è come un bambino intelligente, ma va seguito, va tenuto d'occhio. Affinché non procuri danni anziché benefici. Come per tutte le doti di un certo livello, si possono realizzare cose magnifiche o cose terribili. Tutto sta all'uso che se ne fa.

D. Perché tanti scrittori, artisti e scienziati sono stati attratti dall'esperienza con l'LSD?

R. È il desiderio di ogni uomo, in particolare dei più dotati, quello di poter vivere un'esperienza diversa. Di poter uscire dalla propria realtà almeno una volta.

D. Qualcuno ha sostenuto che l'LSD può far compiere delle esperienze di tipo "paranormale". Lei cosa ne pensa?

R. Può far compiere delle esperienze oniroidi, simili al sogno, ma non paranormali. L'LSD tira fuori quello che uno ha già dentro di sé. Niente di ciò che si può esperire è "paranormale".

D. In definitiva, professor Hofmann, oltre che nel campo psichiatrico, lei giustifica l'uso dell'LSD nell'innescare il processo creativo, nella ricerca interiore?

R. L'uso controllato. Ripeto: è uno psicofarmaco, una sostanza molto potente, e quindi bisogna fare molta attenzione.

 

di Pierangelo Garzia (Milano, Italia) Centro Studi e Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza

 

Articolo tratto da ALTROVE # 1 (Annuario della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza)
Editore NAUTILUS (TO - Italia)

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