Siti maya
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Cobá - Messico (Yucatán) altre foto
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A
Uxmal sono stati scoperti i più begli edifici di stile Puuc, caratterizzati dall'uso
di mosaici, le cui tessere raggiungono dimensioni insolite (fino a 1 metro di
lunghezza). Il Palazzo del Governatore, eretto su una triplice terrazza alta 15
metri, contiene 24 stanze; gli elaborati mosaici che decorano le quattro facciate
sono composti da ben ventimila pezzi. Altrettanto imponente è il cosiddetto Chiostro,
un cortile lungo 75 metri e largo 60, circondato da quattro edifici dalle facciate
scolpite. Si pensa che il Chiostro servisse da residenza ai sacerdoti che officiavano
nella Casa dello Stregone (foto a sin.), così chiamata anche se si trattava
in realtà del principale tempio di Uxmal. Tra gli altri edifici degni di nota
si segnalano la Casa delle Tartarughe, la Grande Piramide, la Casa della Vecchia,
il gruppo del Cimitero e lo sferisterio. ![]()
Situata
a una quindicina di chilometri a sud di Uxmal, con cui era collegata da una strada
selciata, Kabah conserva un edificio insolito. Si tratta del Palazzo delle Maschere,
lungo 46 metri, con due file di cinque stanze collegate a coppia.
Gli
edifici di Kiuic, sepolti nel folto della foresta, furono scoperti da John Lloyd
Stephens 160 anni fa. Da allora poco è cambiato, attualmente una missione
esplorativa, la prima dopo Stephens, sta per essere attuata. Altri 150 siti maya
esisterebbero nella zona del Puuc.
Oxkintok,
posta oltre le colline di Puuc, verso il mare, godeva di una fitta rete di scambi
di merci verso la costa. A destra una maschera funeraria di conchiglie esotiche
scoperta in una ricca tomba di Oxkintok.
L'arco
a sinistra, uno dei capolavori dell'architettura puuc, immette in un patìo
privato, probabilmente uno spazio sacro riservato alla famiglia reale.
Le
rovine di questo sito sono in restauro, la parte superiore della piramide a sin.
è stata ricostruita dagli abili muratori del luogo, discendenti degli antichi
abitatori. Nello sfondo le colline del Puuc.
Gli scavi indicano che
intorno al 750 d.C. la città fu deliberatamente distrutta.
La
città, caratterizzata da un impianto urbanistico difensivo sui tre lati non confinanti
con l'oceano, fu abitata a partire dal 1200 d.C., e fu uno dei primi centri maya
avvistati dai conquistatori spagnoli.
Principale
insediamento maya in territorio messicano, Palenque è nota per la qualità artistica
delle sculture e dei lavori di stucco. La città raggiunse l'apogeo nel VII secolo,
durante il regno di Pacal il Grande. La sua tomba, ritrovata nel 1952 all'interno
del Palazzo delle Iscrizioni, rappresenta uno dei più importanti ritrovamento
maya. La delicatezza dei tratti, la bellezza della composizione e la preziosità
tecnica dei bassorilievi reggono perfettamente il confronto con gli equivalenti
egizi. L'eleganza architettonica delle piramidi-templi delle Iscrizioni, del Sole,
della Croce, della Croce Laminata, del Conto e del Gruppo del Palazzo (costituito
da due file di stanze, un torre alta e quadrata, alcuni ripostigli e passaggi
sotterranei) - ne fanno un sito unico al mondo.
Era
il centro più importante degli altopiani del sudovest. Sulle sedici stele rinvenute,
quindici erano scolpite. Le stele di Toniná si differenziano dalla restante produzione
maya per due motivi: sono generalmente più piccole e sono scolpite a tutto tondo.
I mascheroni che ornano la principale piramide di Cerros risalgono alla fine del periodo preclassico.
Gli scavi effettuati a Cuello documentano lo sviluppo di una piccola località maya dal 1000 a.C. fino al termine del periodo classico.
Fu forse la più grande delle "metropoli" maya intorno alla fine del periodo preclassico, come testimoniano due imponenti piramidi.
Le magnifiche tombe dipinte di Rio Azul, purtroppo profanate da saccheggiatori, hanno fornito molte informazioni sulla vita dei maya nel V secolo d.C.
L'insediamento
sorge quasi al confine meridionale della foresta del Petén oggi parco nazionale
- e fu la città più importante del periodo preclassico. Nel momento di massimo
splendore copriva una superfici di circa 16 chilometri quadrati e ospitava una
popolazione valutata intorno a 55.000 abitanti. La caratteristica architettonica
più significativa del sito consiste in sei piramidi-tempio, erette in memoria
dei sovrani locali. Otto delle dodici porte di questi templi erano originariamente
omate di architravì lignei scolpiti con magnifiche rappresentazioni di cerimonie
religiose. La maggior parte di questi architravi è andata distrutta, mentre il
più bello si trova ora nel museo archeologico di Basilea. Il tempio IV, alto 65
metri, è una delle strutture antiche più imponenti del Nuovo Mondo. Sulla stele
29 - una delle ottantasei stele rinvenute a Tikal - è incisa una data che corrisponde
al 292 d.C. ![]()
La località, che intrecciò sicuramente stretti rapporti con Tikal, conserva numerose rovine di strutture architettoniche (una scala monumentale e uno sferisterio) e 47 stele, di cui 36 scolpite.
Le grotte di Naj Tunich, probabilmente utilizzate dai maya per svolgervi riti religiosi, mostrano numerosi testi dipinti e disegni dell'VIII secolo d.C.

La
località, sorta sulla riva settentrionale del fiume Motagua, si trovava lungo
l'asse che collegava la costa caraibica all'entroterra. Conserva una serie di
splendidi monumenti, tra cui dodici stele scolpite - che riportano le cronache
delle lotte con le dinastie rivali -, quattro sculture zoomorfe e un tempio. A
Quiriguá fu anche scoperto il più grosso blocco di pietra lavorata di tutta l'area
maya: la stele E, scolpita nel 771 d.C., è lunga 10,70 metri, larga 1,55 e pesa
65 tonnellate.
Gli edifici conservati a Mixco Viejo, tra cui due sferisteri, risalgono al periodo Postclassico.
Prima ed effimera capitale guatelmateca fondata da Pedro de Alvarado nel 1524, la città conserva, in cima a un'altura, un importante sferisterio.
Grandi
tumuli di terra caratterizzano quest'antica località. La presenza di sculture
monumentali di stile lzapan, risalenti al periodo preclassico, indicano i rapporti
esistenti tra i maya dei bassipiani e i primi popoli del Pacifico. Lo stile architettonico
e i contenuti delle sepolture del primo periodo classico rivelano invece i legami
tra i maya e Teotihuacán, più di mille chilometri a nordest.
Sulla piazza della cittadina si ergono enigmatiche figure di guerrieri provenienti dal vicino Monte Alto e alcune teste colossali simili a quelle degli olmechi.
L'arcipelago dove avenne il primo incontro tra commercianti maya ed europei. Correva l'estate del 1502 e Cristoforo Colombo era al suo quarto viaggio.
Molto popolata prima della conquista, la valle era il centro di produzione di vasi di marmo riccamente decorati.

Fu
il più importante centro meridionale della civiltà maya oltre ad essere la capitale
delle scienze nel periodo classico. Copán è oggi la zona archeologica più famosa
dell'Honduras. L'insediamento consiste nell'Acropoli (piramidi, terrazze, templi)
e in cinque piazze attigue. Notevole il tempio 26, a cui si accede su per la Gradinata
dei Geroglifici, scolpita con la più lunga iscrizione maya rinvenuta fino a oggi
(quasi 2000 glifi); ogni dodici gradini vi è una grande statua antropomorfa assisa.
Molto bella è anche la Gradinata del Giaguaro, con i suoi felini rampanti. Il
tempio 11 è stato eretto per ricordo di una significativa scoperta astronomica
fatta a Copán, mentre il tempio 22 è dedicato al pianeta Venere. Sono notevoli
anche lo sferisterio e la stele P, il più recente monumento del periodo classico,
e diversi altari. Di grande interesse è anche la vasta sezione trasversale dell'Acropoli,
che mostra una facciata verticale lunga 300 metri e alta fino a 36, dove è possibile
distinguere numerosi strati della pavimentazione di piazze più antiche.
Nella capitale honduregna, che ha in gran parte conservato l'originario aspetto coloniale spagnolo, ha sede il Museo nazionale antropologico, con una discreta collezione maya.

Piccolo
borgo maya sommerso sotto una coltre di cenere spessa 4 metri proveniente dal
vulcano Laguna Caldera (eruzione del VI secolo). Una sorta di Pompei salvadoregna
che ha permesso agli archeologi di studiare la vita e le abitudini della piccola
comunità agricola.