| Eduardo
Galeano: i sacrifici umani esistevano anche in Europa (...)
Montezuma ha vinto a Teuctepec. Nei templi ardono i fuochi. Risuonano i tamburi.
L'uno dopo l'altro, i prigionieri salgono i gradini verso la rotonda pietra del
sacrificio. Il sacerdote conficca loro in petto il pugnale di ossidiana, solleva
il cuore nel pugno e lo mostra al sole che spunta dai vulcani azzurri. A quale
dio si offre il sangue? Il sole lo pretende, per nascere ogni giorno e viaggiare
da un orizzonte all'altro. Ma le pompose cerimonie della morte servono anche un
altro dio, che non compare nei codici né nelle canzoni. Se quel dio non regnasse
sul mondo, non ci sarebbero schiavi né padroni, né sudditi, né colonie. I
mercanti aztechi non potrebbero strappare ai popoli sottomessi un diamante in
cambio di un fagiolo, né uno smeraldo per un chicco di mais, né oro per lusinghe,
né cacao per sassi. I portatori non attraverserebbero l'immensità dell'impero
in lunghe file, recando sulle spalle tonnellate di tributi. La gente del popolo
oserebbe vestire tuniche di cotone e berrebbe cioccolata e avrebbe l'audacia di
ostentare piume proibite di quetzal e bracciali d'oro e magnolie e orchidee riservate
ai nobili. Cadrebbero allora le maschere che nascondono i volti dei capi guerrieri,
il becco d'aquila, le fauci di tigre, i pennacchi di piume che ondeggiano e brillano
al vento. Sono macchiate di sangue le scalinate del tempio maggiore e i teschi
si accumulano nel centro della piazza. Non solo perché si muova il sole, no: anche
perché quel dio segreto decida al posto degli uomini. In omaggio allo stesso
dio, sulla sponda opposta del mare gli inquisitori friggono gli eretici sui
roghi o li tormentano nelle camere di tortura. E' il Dio della Paura. il
Dio della Paura, che ha denti di topo e ali di avvoltoio (...). (da:
Eduardo Galeano - Memoria del fuoco - 1989 RCS Sansoni Editore) |