transe sciamanismo trance sciamano SCHULTES, RICHARD EVANS; HOFMANN A. Plants of the Gods: Origins of hallucinogenic use
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TRANCE, SCIAMANESIMO E ETNOFARMACOLOGIA


Sciamano huichol in azione (foto Mexicoart)

Sentiti ringraziamenti al Prof. Giovanni Pierini, Università di Bologna, www.sanita.unibo.it, per la cortese disponibilità.

 

Il termine sciamano giunge a noi come termine tunguso via le popolazioni russe siberiane, inteso sia come parola per designare un' esperienza che una specifica pratica; non si tratta quindi di un nome che indichi una religione o setta religiosa.

Gli antropologi classificano lo sciamanesimo come un fenomeno magico-religioso arcaico dove il fulcro, lo sciamano, fonda la propria esperienza nell'estasi, come definito da Mircea Eliade.
L'estasi in generale può essere suddivisa in tre tipi: sciamanica, profetica e mistica. Nel primo caso si indica un viaggio spirituale compiuto con l'accompagnamento del proprio corpo trasformato (il segno del giaguaro o di altro animale) attraverso tutti i gradi dell'essere del Mondo; al ritorno lo sciamano sarà in grado di portare indietro un qualcosa che sarà a sua volta capace di intervenire nel nostro mondo fisico, in generale al "bianco" ovvero a fin di bene. In tal senso sono evidenti i fondamenti di una medicina magica, ben diversa però da quella europea mediterranea, dove l'operatore è magus come manipolatore di forze già disponibili al suo livello esistenziale. Sciamanesimo e Magia tradizionale sono quindi ben diversi termini. Il secondo e il terzo tipo di estasi si riferiscono invece alle virtù profetiche intese come capacità di farsi portavoce del Divino, oppure di partecipare per un attimo alla dimensione sovraumana del Divino nel contatto mistico, contatto che schiaccia l'uomo e la sua umanità nei minimi termini della povera condizione umana.


Sciamano huichol (foto Mexicoart)

Lo sciamano può essere nelle società arcaiche di sesso maschile come femminile (il calice e la spada), può essere aiutato da spiriti nel viaggio, senza che si verifichi però una vera possessione. Lo sciamano pratica la tecnica del sogno lucido (psicomagia) come un sognante capace di indirizzare nel sogno i propri movimenti, al di là dei limiti normalmente imposti dal proprio spazio fisico e corporeo. Un residuo dello sciamanesimo può essere colto in tutte le moderne civiltà che però conservino i miti della salita ai cieli e della discesa agli inferi, il volo sciamanico: ekstasis, l'uscire da sé.

Fisiologicamente è come se il sensorio fosse disabilitato, con conseguente inerzia, rimanendo presenti la percezione emozionale e intuitiva, e il processo in generale è da considerarsi provocato da una iniziale autoipnosi. Lo sciamano non è però solo una persona identificabile dalle sue esperienze, è soprattutto un iniziato che ha compiuto un lungo lavoro di preparazione.
I primi centri cerimoniali rinvenuti sono quelli di CHAVIN e LA VENTA, rispettivamente in Perù e in Messico del 1500 a.c. Sono stati trovati nei reperti archeologici motivi iconografici comuni che fanno capo al culto del giaguaro. L' anzidetto felino rappresenta per queste prime civiltà mesoamericane la personificazione della Divinità, è amico dello sciamano tanto che spesso quest'ultimo s'identifica con l'animale sacro. Lo sciamano è sacerdote e curandero nello stesso tempo. Il contatto con le divinità è dunque importante non solo per il rito religioso ma anche per il rituale che impegna lo sciamano impegnato nell' estirpare la malattia dal paziente. Cosicché l'uomo o la donna investiti di questa carica (ereditata e conquistata attraverso le prove iniziatiche) indossano un mantello fatto dalla pelliccia di un giaguaro, si siedono su uno sgabello a forma di giaguaro, fanno uso di allucinogeni (Peyote tra le cactacee, il locale Ololiuqui identificato come Ipomea violacea, Yopo preparato dai fagioli dell'Anadenanthera peregrina) e cantano una nenia per tre giorni e tre notti senza nulla mangiare o bere fino allo stato di estasi.
Nello stato di trance, lo sciamano pratica la tecnica del sogno lucido, per cui indirizza nel sogno i suoi quesiti alle divinità relativi a cure, penitenze, sacrifici da sottoporre alla gente del villaggio che aveva chiesto consulto al medico-sacerdote. Per noi Occidentali supertecnicistici, oggi, risulta alquanto difficile comprendere la necessità di affidare la propria guarigione da una malattia organica a un sacerdote di anime. Le parole del cronista spagnolo Diego de Landa sono ben più esplicative di qualunque congettura:

"Gli abitanti dello Yucatan…. poiché erano convinti che dal male fatto e dai peccati derivavano loro sofferenze , infermità e morte, avevano la consuetudine di confessarsi quando avevano già commesso i peccati di cui sopra nel seguente modo: allorchè a causa di una malattia o per altra ragione si trovavano in pericolo di morte confessavano le loro colpe e, se se ne dimenticavano in seguito, i loro parenti e amici più intimi le tenevano a mente e le dichiaravano pubblicamente.
Se era presente un sacerdote li confidavano a lui, altrimenti li comunicavano al padre e alla madre, le mogli ai mariti e i mariti alle mogli. I peccati di cui comunemente si accusavano erano il furto, l'omicidio, l'impudicizia e la falsa testimonianza e, facendolo, si ritenevano salvi; molte volte poi, se sfuggivano al pericolo, scoppiava un alterco fra il marito e la moglie per le disgrazie che si erano verificate e per le ragioni che le avevano determinate".

Quando uno sciamano veniva interpellato per la cura di una malattia , entrava in contatto con le divinità dei Cieli e degli Inferi dopo essere entrato in trance e, una volta tornato tra i mortali, si operava per la guarigione del malato attraverso l'uso di unguenti e bevande vegetali considerati sacri perché "consigliati" direttamente dagli Dei. Contemporaneamente lo sciamano cantava, pregava, toccava il corpo malato fino all'estirpazione della malattia che si concretizzava nelle mani del curandero sotto forma di uova, pietruzze, denti di giaguaro.


VARIE

Banisteriopsis. L'assunzione avviene durante speciali rituali tribali. I principi attivi (armina, armalina, d-tetraidroarmina) sono fondamentalmente dotati di azione allucinogena, e le visioni iniziali ottenute sono estremamente piacevoli. Anche la simbologia che accompagna i rituali è importante, connotata da richiami sessuali: il vaso di ceramica in cui viene preparato l'infuso è considerato analogo dell'utero, e in tal senso vanno intese le decorazioni ad esso esterne.
Scopo è raggiungere lo stato dell'era mitica primordiale, indicato come ritorno all'utero e denominato Yajé.
Nell'Amazzonia Nordocc., Brasile e Colombia, e in prossimità dell'Orinoco in Venezuela, viene assunto un potente allucinogeno per sniffing, il Viho, o seme del Sole. Il principio attivo si ricava da cortecce del genere Virola e Anadenanthera (o Piptadenia per., Leguminosae), dato da 5-metossiNNdimetiltriptamina e derivati triptaminici.
Nel Gabon e sub Sahara troviamo la Tabernante iboga, nella cui corteccia e radici è contenuta l'ibogaina, indolo, detta Eboka, consumata nei riti di iniziazione, il più famoso fra questi il Bwiti. Effetto antifatica che a dosi più alte diviene allucinogeno.
Nell'ex Congo cresce la Corynanthe yohimbe, nella cui corteccia è presente la yohimbina, indolo, stimolante, afrodisiaca. Così la Achornea floribunda. Sono le uniche fonti considerate reale fonte di rimedi contro l'impotenza sessuale, essendo stimolanti dei gangli spinali.
In Polinesia cresce il Piper methysticum, euforizzante e analgesico per gli uomini medicina. Un terzo della pianta era tabù, legata e offerta al lato oscuro della metafisica. Il principio attivo si libera dal glucoside base per masticazione: derivati del 6-alfapirone.
In Europa l'Atropa belladonna, il Giusquiamo (Hyosciamus niger), la Mandragora; tutte contengono scopolamina, iosciamina e atropina.


SCHULTES, RICHARD EVANS; HOFMANN A.
Plants of the Gods: Origins of hallucinogenic use. 1979
Ayahuasca has many native names: Caapi, Dapa, Mihi, Kahi, Natema, Pinde, Yaje. The drink, employed for prophecy, divination, sorcery, and medical purposes, is so deeply rooted in native mythology and philosophy that there can be no doubt of its great age as a part of aboriginal life. Two closely related species of the malpighiaceous genus Banisteriopsis - B. caapi and B. inebrians - are the most important plants used in preparing Ayahuasca. But other species are apparently used locally on occasion: B. quitensis; Mascagnia glandulifera, M. psilophylla var. antifebrilis; Tetrapteris methystica and T. mucronata. All of these plants are large forest lianas of the same family. Banisteriopsis caapi and B. inebrians are frequently cultivated in order to have a supply close at hand for use. Many plants of diverse families are often added to the basic drink to alter the intoxicating effects. The most commonly used admixtures are leaves of B. rusbyana and of the rubiaceous Psychotria carthaginensis or P. viridis. Other known psychoactive plants, such as Brugmansia suavolens, Brunfelsia chiricaspi, and B. grandiflora, may also be added. Among the many other plants employed are Tobacco; Malounetia tamaquarina and a species of Tabernaemontana of the Apocynaceae; the acanthaceous Teliostachya lanceolata var. crispa or Toe Negra; Calathea veitchiana of the Maranthaceae; the amaranthaceous Alternaria lehmannii and a species of Iresine; several ferns including Lygodium venustum and Lomariopsis japurensis; Phryglanthus eugenoides of the Mistletoe family; the mint Ocimium micranthum; a species of the sedge genus Cyperus; several cacti including species of Opuntia and Epiphylum; and a member of the genus Clusia of the Guttiferae.
Banisteriopsis
BANISTERIOPSIS C.B. Robinson et Small., B. caapi (Spruce exGriseb.) Morton., Malphigiaceae. Tropical zones of N-S America, West Indies.
These giant forest lianas are the basis of an important hallucinogenic drink ceremonially consumed in the western half of the Amazon Valley and by isolated tribes on the Pacific slopes of the Colombian and Ecuadorian Andes. The bark of Banisteriopsis caapi and B. inebrians, prepared in cold water or after long boiling, may be taken alone, but various plant additives - especially the leaves of B. rusbyana, known as Oco-Yaje, and of Psychotria viridis - are often used to alter the effects of the hallucinogenic drink. Both species are lianas with smooth, brown bark and dark green, chartaceous, ovate-lanceolate leaves up to about 7 inches (18 cm) in length, 2-3 inches (5-8 cm) wide. The inflorescence is many-flowered. The small flowers are pink or rose-colored. The fruit is a samara with wings about 1 3/8 inch (3.5 cm) long. Bansiteriopsis inebrians differs from B. caapi mainly in its thicker ovate, more attenuate leaves and in the shape of the samara wings.
Caapi-pinima
COMMON NAME: Caapi-Pinima. BOTANICAL NAME: Tetrapteris methystica R. E. Schult.; T. mucronata Cav. USAGE HISTORY AND ETHNOGRAPHY: Caapi-pinima is employed by the nomadic Maku' Indians of the Rio Tikie' in the northwestern Amazon of Brazil. They call it Caapi, the same as Banisteriopsis. Several writers have mentioned 'more than one kind' of Caapi in the Rio Vaupe's area of Brazil and adjacent Colombia. USAGE CONTEXT AND PURPOSE: Hallucinogenic intoxication. PREPARATION: A drink is prepared from the bark of T. methystica in cold water. The infusion is yellowish, unlike the brownish color of the beverage prepared from Banisteriopsis. CHEMICAL COMPONENTS AND EFFECTS: It has not been possible as yet to carry out chemical examination of T. methystica, but reports of the effects of the drug would suggest that the same or similar beta-carboline alkaloids are present as in Banisteriopsis.

Phalaris aquatica, Phalaris tuberosa, Phalaris arundinacea, Harding Grass, Reed Canarygrass
See also:Phalaris, PLANT DATABASE, Hyperreal
Note: Phalaris tuberosa var stenoptera, Phalaris tuberosa and Phalaris aquatica are synonyms for the same plant.

Simons, A. B., and G. C. Marten.
Relationship of indole alkaloids to palatability of Phalaris arundinacea L.
Agronomy Journal 63:915-919. (1971) "We screened 411 diverse genotype of reed canarygrass (Phalaris arundinacea L.) for palatability to sheep. Indole alkaloid type and concentration were estimated in selected plants... Either gramine or 5-methoxy-N,N-dimethyltryptamine (5-MeO-DMT) + N,N-dimethyltryptamine (DMT) were the primary alkaloids in all genotypes."
(A Flora of Kern County. Twisselmann 581.9794 T974) Phragmites communis Trinus var Berlanderi (Fournier) Fernald.
Carizzo grass. Now known only from Mesquite Springs at the southeast base of the El Paso Mountains (T10,300), carizszo grass was once much more common in the county. Lt. R.S.Williamson (Report of Explorations in California for Rail Road Routes, IV:18) reported it was abundant in 1853 along Canbrake Creek (which was named for the grass) west of Walker Pass adn along Kelso Creek south of Weldon where Williamson observed Indians harvesting the grass for the sugar incrustations on the leaves. According to Donald J. Bedell (oral communication) cattle graze it avidly. Its extermination, however, is more likely to have been caused by horse pawing out its roots in times of scant forage.

Discover, December 1992
Plants - Oh, Wilbur
Stipa robusta, "Sleepy Grass" to its friends, is a tough plant. Not only does it survive in the rugged terrain of the southwestern Rocky Mountains, but it has also evolved a unique defense against animals that graze on its feathery plumes. It harbors a fungus called Acremonium, which produces a powerful poison that can knock a horse cold for up to a week. The fungus gets passed on to future generations through the plant's seeds. "The fungus gets a home and gets fed, and the grass gets protection from critters that want to eat it," says Indiana University biologist Keith Clay. "So it's a mutually beneficial association, not a disease." In pastures where every other type of vegetation has been nibbled to the ground, one can easily spot the sleepy grass - tall, proud, and untouched. Clay and his co-workers Richard Petroski and Richard Powell from the US Department of Agriculture have now isolated the chemical that gives the sleepy grass fungus its potent punch. It is an alkaloid called lysergic acid amide. Alkaloids are the poisons in hundreds of poisonous plants, and lysergic acid amide has been found before in a few of them, but never in such high concentrations as in sleepy grass. Lysergic acid amide is a potent sedative in humans as well; Central American Indians are said to quiet crying infants by feeding them a single sleepy-grass seed. In fact, in the 1950s American pharmaceutical manufacturers (who didn't know about the sleepy grass connection) considered marketing the compound as a prescription sleeping aid. Bu the idea ran aground on a public relations problem. Lysergic Acid amide has a close chemical relative called lysergic acid diethylamide, which is more commonly known as LSD. "When the pharmaceutical industry discovered the compound's link to LSD and all the problems associated with that," says Clay, "they essentially dropped it."
in 6 TO 24 hours and lasted 24 TO 48 hours. Field cases have been reported in which as much as a week elapsed before all signs of poisoning had disappeared. Great variation in degree of sleepiness was found. Mildly poisoned animals were dejected, inactive and withdrawn. With greater dose animals became somnolent, presenting symptoms of drooping head, closed eyes, and irregularity of gait if forced to move. Severely poisoned animals lie on the sternum or flat on the side with head resting on the ground. These horses are in profound slumber from which they can be raised only momentarily with great difficulty. In such animals the pulse and respiration become weak and irregular. A definite rise in temperature has been recorded in many instances. Despite field reports of toxicity to cattle, doses of active material up to 3.4 percent of an animal's weight in a single day failed to bring out symptoms. In sheep, doses of about 2 percent of an animal's weight provoked depression and a rise in temperature, but not sleepiness. CONDITIONS OF POISONING: Reports of poisoning have come from only a portion of the area in which Stipa robusta is found, namely the Sacramento and Sierra Blanca Mountains of New Mexico. Material collected from several other areas failed to bring on poisoning although given in more than adequate amount in feeding experiments [998]. The plant retains full toxicity on drying. Sleepygrass was readily and repeatedly taken by horses during feeding experiments, bit it is generally believed among ranchers that horses once poisoned will refuse subsequently to graze the plant.

ETNOFARMACOLOGIA:
CACTUS NARCOTICI ED ALLUCINOGENI DEL NUOVO MONDO

 

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