Sonia Serravalli L'oro di Dahab
 
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“Da oggi questo è il tuo Paese. Non buttare spazzatura, non passare più col semaforo rosso, non pagare il pizzo, non contraffare più, non andare contromano, non entrare nella metro dall’uscita, non molestare le donne, non dire me ne frego, lavora bene e con coscienza. Non abbiamo più scuse.”
Il blog italiano più informato sulla rivoluzione del popolo egiziano

Il sito di Sonia Serravalli: http://www.dahabtravel.eu

 


Sonia Serravalli
"L'ORO DI DAHAB"
Creando ponti

Vincitore del Premio Nazionale Rhegium Julii

Un libro che Sonia ci ha fatto attendere ma che ora è finalmente pubblicato. E' il racconto della sua incredibile avventura di sopravvissuta all'attentato di Dahab in Egitto e la sua storia d'amore con Fares, egiziano di religione e cultura musulmana.

"Per me l'unica chiave per sconfiggere la chiusura e la mancanza di comprensione è sfatare i luoghi comuni. Quando si vive a lungo inseriti in un'altra cultura si viene spesso sorpresi da commenti che minano i nostri pregiudizi pluriennali in pochi secondi. Non è la prima volta che scopro interessanti pregiudizi al contrario che cozzano con i nostri. Solo di recente per esempio ho scoperto che mentre noi riteniamo generalmente gli arabi "teste calde", questa è esattamente l'idea che hanno loro degli italiani…!"
" L'esperienza che ho vissuto è stata il mio tentativo estremo di dimostrarmi che il sentimento più grande e ingovernabile del mondo può superare perfino il più grande e mistificato tabù del mondo: quello divino. Ed è lì che ritengo che Dio si riveli veramente, venendoci incontro, perché neanche sotto tortura potrei mai ammettere di credere che Dio possa essere contrario all'amore, in qualunque sua forma.

Intervista a Sonia Serravalli

L'attentato ha cambiato il tuo rapporto con l'Egitto? E ha cambiato la vita delle persone a Dahab?
Ha cambiato il mio rapporto con l'Egitto e con Dahab nel senso che prima ero soltanto una viaggiatrice lavoratrice di passaggio, poi all'improvviso mi sono ritrovata catapultata dentro la realtà delle persone che mi circondavano, dei locali, che nel frattempo erano diventati colleghi, amici e confidenti.
Se ha cambiato la vita delle persone a Dahab, credo di no: mi sono ritrovata sorpresa davanti alla velocità di reazione di queste persone. Come se con rassegnazione fossero in qualche modo già abituati a cose del genere, o come se se lo aspettassero (e parlo ovviamente solo di mie impressioni). Ma la loro attenzione non indugia volentieri sul passato, specie su eventi così drammatici, e anche qui risiede secondo me parte della loro forza e della loro energia: l'orgoglio per i risultati ottenuti è più forte dei cattivi ricordi, e merita più concentrazione. E' come se tutti i presenti a quell'evento fossero misteriosamente colpiti da uno strano morbo: quel giorno non lo nominiamo più.

Cosa ti ha insegnato l'esperienza del confronto con il mondo arabo?
A non giudicare. Ho imparato che quando giudichiamo limitiamo le possibilità della persona (o della cultura, o della situazione) che abbiamo di fronte. Giudicare vuol dire relegare una persona dentro uno spaccato, farne una sezione. Forse perché il contesto intero è troppo grande per poterlo affrontare, è giustificabile: noi possiamo digerire solo l'angolo che abbiamo deciso di ritagliarvi. Ma questo non potrà mai portare a vera comprensione. Mancano molta pazienza, tolleranza e ascolto da entrambe le parti (le nostre due culture).

Cosa ti ha insegnato Fares (nome fittizio del co-protagonista)?
Fares non è forse mai stato capace di mettersi veramente nei panni del prossimo. Ma se mi ha insegnato una cosa è stata la forza di carattere, la convinzione nelle proprie idee, quella passione nei propri ideali che presuppone anche grandi sacrifici, e che sì, idealmente può portare fino al sacrificio di sé (e fisicamente solo in situazioni storiche estreme: non sto pensando ai kamikaze… sto pensando a Gesù, per esempio). Non m'importa poi che lui secondo la visuale mia e occidentale fosse su una strada sbagliata. Quel che m'importa è che noi quell'abnegazione, quella passione e quella disponibilità a (pacificamente) lottare per le cose in cui crediamo l'abbiamo perduta.
Ci lamentiamo che stiamo perdendo la nostra identità. Paradossalmente, è in colui che riteniamo l'"altro" o il "nemico" che io vedo aspetti preziosi da cogliere e fare nostri come antidoto a questa perdita o dissoluzione. E' proprio colui che crediamo ci porti minaccia che, se sappiamo ascoltare bene, forse inconsapevolmente, ci sta offrendo parte della soluzione. E credo sia verissimo che la cura di ogni malattia sia contenuta dentro di noi, e che ogni domanda contenga già in nuce la propria risposta. Si tratta della stessa dinamica.

Cosa ne pensano gli "altri" di noi e della possibile interazione e in che modo vedi una possibile soluzione al problema delle incomprensioni culturali?
Per me l'unica chiave per sconfiggere la chiusura e la mancanza di comprensione è sfatare i luoghi comuni. Quando si vive a lungo inseriti in un'altra cultura si viene spesso sorpresi da commenti che minano i nostri pregiudizi pluriennali in pochi secondi. Non è la prima volta che scopro interessanti pregiudizi al contrario che cozzano con i nostri. Solo di recente per esempio ho scoperto che mentre noi riteniamo generalmente gli arabi "teste calde", questa è esattamente l'idea che hanno loro degli italiani…! E' in momenti del genere che ci si sente quasi vittime di un inganno, e si riscopre l'altro molto più simile a se sessi, e fondamentalmente umano.
I cliché sono la nostra schiavitù. Decidono per noi e limitano la nostra libertà di discernimento e di azione. Essendo tutti esseri umani - dunque nessun alieno tra noi, - non posso proprio rinunciare all'idea che non esista un canale o un ponte su cui trovarsi. Credo di aver cercato un denominatore comune per tutta la vita.

Può l'amore creare un ponte, superare le incomprensioni tra le due culture?
Forse lo può l'amore più alto, quello non egoistico e disposto ad una tolleranza a 360 gradi, all'ascolto, quello alla Ghandi e, per essere più chiari, quello esemplificatoci dal Cristo. Quello passionale/romantico che esiste tra due persone comuni forse, in quanto ingovernabile, può essere fuorviante. E forse per noi lo è stato: per questo non mi sentirei di assumere una coppia come esempio del connubio che potrebbe crearsi tra due nazioni o società diverse.
Comunque pensando ai contrasti tra culture spesso ragioniamo per grandi sistemi, senza pensare che nel quotidiano le persone interagiscono tra loro in maniera molto più naturale, fluida, creando collaborazioni, amicizie e anche amori. Durante la Seconda Guerra Mondiale mia nonna ospitava giovani soldati tedeschi e compartiva con loro i suoi pasti. Oggi le persone continuano ad innamorarsi al d là delle categorie razziali, religiose e politiche. E' sempre la società o qualcuno che comanda dall'alto a ostacolarlo. L'esperienza che ho vissuto è stata il mio tentativo estremo di dimostrarmi che il sentimento più grande e ingovernabile del mondo può superare perfino il più grande e mistificato tabù del mondo: quello divino. Ed è lì che ritengo che Dio si riveli veramente, venendoci incontro, perché neanche sotto tortura potrei mai ammettere di credere che Dio possa essere contrario all'amore, in qualunque sua forma.

La tua storia non è stata una semplice storia d'amore: quello che racconti qui è sempre vissuto come uno scambio che per tutto il tempo rispecchia la situazione esterna del tuo Paese, non è vero?
Sì, ci tengo sempre a sottolineare che non volevo raccontare una storia d'amore zuccherosa e prettamente privata. Che per tutto il tempo di questa relazione con un musulmano (inizialmente presentatosi come una persona di ampie vedute, poi rivelatosi estremista) ho continuamente vissuto questo sdoppiamento tra la dimensione privata della mia relazione e quella globale, più grande, che parallelamente stava vivendo il mio paese di fronte al cosiddetto "Medio Oriente". E' la storia di uno scambio, con la partecipazione e il massimo impegno reciproco. Tutto ciò che di Fares potremmo contestare dalla nostra mentalità occidentale è stato fatto con amore e mai per imposizione o pura cattiveria, non un singolo istante. E' qui che io percepisco una possibile chiave alla risoluzione del conflitto e dell'incomprensione. Se certi musulmani adottano un certo comportamento è perché ritengono quella la loro missione nel mondo. Se per loro quella è la strada giusta da portare nel mondo, è ovvio che quello che noi leggiamo direttamente come tentativo d'imposizione, per loro è condivisione di quel che ritengono giusto. L'ho vissuta sulla mia pelle. Posso non essere d'accordo con una persona come Fares, ma non posso dire per un solo istante che non sia stato mosso dal desiderio di amore e di bene per me.

Il significato del titolo?
Dahab in arabo significa "oro". Ma per me il gioco di parole non si ferma qui: c'è anche un po' d'ironia/sarcasmo nel nominare l'"oro" in un libro in cui si parla di un attentato e di miseria. L'ironia dell'aver messo in dubbio la mia scala di valori, e del non essere più sicura di chi sia "ricco" e chi non lo sia. Direi che è ora di cominciare a misurare la ricchezza di una persona e di un popolo dalla quantità di sorrisi che dispensa in un giorno, e dalla qualità della sua felicità, non misurabile materialmente in alcuna maniera.

 

 

TROVEREMO LA MANIERA

Troveremo la maniera
di aprirci strade di silenzio
con selciati di cera e lune di perla
per attendere con il cappio pronto
la nera solitudine, quando viene.
Troveremo la maniera
di continuare a giocare anche nell’evidenza
trascinante, impalpabile,
rumorosissima e terribile
della guerra.
Troveremo la maniera
di trasformare in oro i momenti semplici,
adulare il tempo perchè ci aspetti,
piangere nel buio quando diventiamo
una persona sola.
Troveremo la maniera
di interpretarci negli occhi costellazioni,
di riconoscere odori di altre vite
e pensieri che abbiamo già fatto
sotto nevi perenni o lune di pietra.
Troveremo la maniera
di raccogliere in fiori e conchiglie
- e farne monili per le donne tradite,
e farne gioielli per bimbi e sirene, -
tutte le volte in cui mi salvi la vita.
E non ci sarà più un tunnel
nel mio cuore
dove possa rifugiarsi un singolo fantasma.
E non ci sarà la mano tetra
del freddo
ad esortarmi ad andare a morire da sola.
Perchè troveremo la maniera
di abitare terre in bilico
di liberare i sogni in ostaggio
e di redimere quelli che dicevano
che non si poteva.

(Sonia Serravalli, 28/04/2004)

 

SE MI GUARDANO ADESSO

Se mi guardano adesso
sono finiti,
e sono finita.

Se mi guardano adesso
ho un occhio azzurro e uno nero.
Ho cellule nuove
ballerine con veli bianchi
mi volteggiano piroette
nella mente
nel cuore
e chitarre imbottite di farfalle,

se mi guardano adesso
sono acqua impazzita
sono leggenda sono estensione
pianura e selva
argilla e cristallo,
coppie scure che ballano strette
sul bordo di uno specchio,
pietre colorate che filtrano male
pensieri indisciplinati
e incantesimi maledizioni
forme d'arte non invitate
che si siedono a mangiarmi tutto,

se mi guardano adesso,
musica che sanguina
ridendo di gioia,
esplosioni all'orizzonte della gola,
Dio che scrive
ma vuole la mia penna,
e tucani azzurri,
vele sole come uomini,
logiche infedeli come coppie.

Se mi guardano adesso
e' grazie a te che scrivo
che mi faccio male
che mi libero
che spicco il volo

e finalmente impazzisco
per dare a un dio ubriaco
la penna e la mano che non si e' creato.

Se mi guardano adesso
sono luna sono Messico
sono rovine sono cenotes maya
con tutta la vita e tutti i loro morti
sono una parola scritta male
sono un errore di valutazione
sono un pazzo che picchia la parete
con ruedas cubanas negli occhi
all'incrocio tra la notte e l'impotenza

l'impotenza assoluta
anche di fronte a un insetto.

Sonia Serravalli
10 maggio 2003

 

TIEMPO

Finalmente
il tempo ha un senso
e mi contiene.
Ci saranno sempre
centimetri di noia
da riempire con un prestito
di genio.
Così è il mondo,
un fiume di linfa
tra due valli di vuoto.
Un secondo solo
di equilibrio perfetto
fra tre parole.

Poi arriva il mare
e rovescia tutto.

Sonia Serravalli
17/5/03

 

A MÉXICO

Terra di amori e disperazioni
terra di gnomi e fattucchiere.
Respiro forte nello stupore
di vivere ancora.
Un ragno mi ha rubato l’anima
un’aquila mi ha abbagliato gli occhi
un corallo consola il pianto
del mio sangue zingaro versato.
Con gli insetti condividiamo
nascondigli e attacchi di panico.
Con le lune eclissate nel mare
tutto il lutto dell’essere fragili.
Terra di scosse e d’incantesimi
terra di rettili e farfalle.
Ti ho amato di colpo senza sapere
se mi vuoi salva o vuoi la mia anima.

Sonia Serravalli
2 giugno 2003

 

ASPETTANDO CHE SPIOVA

Aspettando che spiova ti dico.
Se sei per questa selva
allunga una mano e trovami.
Se sei il motivo di questo,
piano fatti riconoscere.
Se anche tu senti la luna,
vieni fuori dall’oceano.
Se pensi che possa capire
forse e’ presto oppure sbagli.
Se sei dietro le mie notti vuote
dimmi almeno che mi vedi.
Se sai cose più di me
vieni presto a rivelarle.

Perche’ si dissangua il senso
del letto vuoto
del corpo vivo
la penna stanca
il silenzio truce
la selva calda
la spiaggia nuda
il vento che si capovolge
con sabbia che scolpisce nomi
con l’acqua che inonda le calles
per ordinarmi ancora una volta

C’E’ UN MOTIVO

e tutto il resto e’ solo
confusione.

Aspettando il destino.

Che strana la vita
aspettando che spiova.

Sonia Serravalli
16 luglio 2003

 

ZINGARI

Vandalo dei sogni.
Sanguini dalle ali.
Riassumi il trono della notte
e torna all'ossigeno
del tuo sacro migrare.

Non volevo farti del male.

Ma ho cellule randagie
e nomadi paure
di non poter guardarti
mentre ami e ti condanni.

Non volevo farmi del male.

Ma il treno sta partendo,
stavolta più non guarderò
gli occhi tuoi zingari
miei affini
............... bellissimi inganni.

Porgimi solo
un'oncia di luce e una rosa.

Io sarò in giro
per il mondo a cercarti.

 

 

Sonia scrive dai CARAIBI MESSICANI

 

LETTERA dal cenote CHAK-MOOL

Ciao a tutti. Scusate (per la maggior parte di voi) il lungo silenzio, ma questo e' stato (y esta' siendo) un viaggio molto strano... Oggi ho recuperato me, sulla sponda di un cenote e dentro le sue acque. Vorrei scrivervi un intero reportage, ma non ci saranno mai le parole, e allora lasciamo che quelle sconclusionate che ho trovato scorrano libere come le ho appuntate là, da sola in mezzo alla selva...

Selva intricata. Uccelli spettacolari. Blu. Cespugli di papiro, immensi. Rumori. Sollievo ogni volta allo scoprire che non si tratta di umani. Nuotando: pesciolini incuriositi a circondarmi. Poi solo silenzio, e volo. Rocce, sopra e sotto. A tratti, sub. Questa selva sul cenote ti apre le precezioni. Nuotando e facendo snorkeling rivolta verso le rocce di sotto, ho visto direttamente i nostri stessi abissi.

Paura, fatica nell'accettare che ce li portiamo dentro.

Le rocce si rispecchiano nell'acqua perfettamente trasparente. Verde, azzurra, cobalto.

E' qui che gli alberi mi parlano. Picchi. Il vento. La pace estesa di cui abbiamo paura. Aquile. Le palme protese sull'acqua, il disordine della vita.

Qui in mezzo al nulla c'è sempre qualcosa di vivo. Qui e' chiarissimo, per tutti i cittadini, che non possiamo vivere lontano dalla natura. Quando per anni non ci pensiamo neanche, viviamo in una bolla di amnesia.

Ipnotica, contaminata, comoda. Lavaggio del cervello. Plagio.

Il suono dei picchi me la sta bucando ricordandomi come ho fatto a vivere in uno spazio di felicita' costante per un anno intero, l'ultimo. Quando gli altri "cittadini" faticavano a credermi.

Qui ho camminato per chilometri attraverso la selva mentre mi usciva da sola una melodia che credevo di non conoscere, in una lingua che pareva inventata e che non so se abbia un senso, ma credo di sì. La foresta è più, e meglio, di qualsiasi droga. Spalanca. Assomiglia all'amore. È qui che si scopre che la terra non è sporcizia, che la polvere non è sporcizia. Arrivando dall'Europa i primi giorni la rifiuti e non ti arrendi a sentirti bene.

Come siamo poveri. Come siamo prigionieri. Come siamo tutti spaventosamente otturati.

Il vento qui è una carezza comune per me e per gli alberi. L'oasi in cui mi sono immersa RIEMPIE, riempie da far paura ogni poro della pelle e dell'anima, e porta alla paura di scoppiare. Che consiste esattamente nella crudele consapevolezza, assoluta, di non poterlo raccontare. A chi non passa di qui per farsi possedere dalla selva. Non ci riuscirò mai, è una sconfitta con cui convivo come con un nemico. Giorno e notte, dentro di me, per sempre.

Vorrei poter conoscere il linguaggio delle piante per dire loro GRAZIE. Qui si lava via tutto. I pesi, i ragionamenti, le false identità. Nulla di inutile potrà resistere alla personalità immacolata di quest'acqua. Ho abbracciato un albero e gli ho chiesto cosa devo fare. Ho annusato i tronchi. Ho recitato il nahm myo ho renge kyo a gambe incrociate su un'amaca davanti a un papiro alto tre metri. Brillava molto più del gonzon e almeno lui respirava.

Odori: terra bagnata, roccia, resine, funghi, muschio, acqua. Mi sa più da pulito che da sporco. La scena mi abbracciava ed era commovente fino alle lacrime. Ho espresso un desiderio lanciando di spalle una moneta nell'acqua come non facevo da quando ero piccola. Ho desiderato lasciare un'offerta che non avevo. Ho socializzato con i cani randagi che non mi volevano più lasciare andar via. Ho vinto una paura enorme, dopo ben tre tentativi, accettando l'invito di un sub sbucato dal nulla di immergermi con lui per pochi metri. E ho capito quanto resta da fare. E quante poche persone avranno il coraggio di farlo.

Tornerò in quel cenote ogni notte. Basterà chiudere gli occhi.

Vi abbraccio tutti, premettendovi che mi scuso se da questo viaggio non vi porterò niente, se non tutto questo... Penso di andare a isolarmi un paio di giorni a Tulum, dove non credo che prenda neanche il cellulare. A presto. Buena vibra de la selva, para todos, en gran canidad. Vi voglio bene.

Vostra Sonia


"Love is not a victory march, it's a cold and it's a broken hallelujah" - Leonard Cohen

 

LETTERA n° 11

Ciao amici. Qui oggi c'e' una calura da pressione bassa. I ragazzi in spiaggia giocano a volley-ball in costume da bagno col berretto rosso di Babbo Natale. I messicani comprano sciarpe e giubbotti perché hanno freddo (!!!). Allora era questo il "freddo" di cui tanto mi parlavano in agosto... Sono poi riuscita a festeggiare il mio 30esimo compleanno in Messico in compagnia di soli messicani, che mi hanno regalato una rosa e fatto suonare un mariachi per me, per poi ballare e bere tutta la notte - finché all'alba non mancò la corrente. Un sogno realizzato.

Nel frattempo, mi sono innamorata per la 58esima volta, passo la maggior parte del mio tempo da sola a meditare leggere e scrivere, sul mio nuovo lavoro mi diverto sempre da morire, e via così. Alla fine mi hanno presa tra i loro i messicani della gioielleria al lato. Poi UDITE UDITE l'altro giorno e' finalmente sbarcato il mio ex capo con 8 signori-mesi di ritardo e sta tutto il giorno a fumare sigarette nella boutique in cui lavoravo, e mi manda pure a salutare. E’ venuto solo per far definitivamente chiudere il negozio in 3 giorni. Tutte licenziate senza neanche il legale preavviso di un mese. I miei vicini messicani magicamente lo sapevano ancora prima che lo sapesse la nuova responsabile italiana. Bellissimi gesti. Ma intanto io sono saltata fuori dalla nave per tempo, e' proprio vero che si chiude una porta e si apre un portone... E allora io ringrazio il mio bellissimo capo messicano, duro e di poche parole, che forse non capisce come lavorare possa anche davvero piacere.

Quando le giornate sono cosí corte e i tramonti cosí lunghi, vorrei avervi qui vicino a me, solo poter sollevare la cornetta del telefono e chiamarvi in strada, mandare via i fantasmi, cercare un aperitivo, una battuta, un abbraccio... Basta sempre un giorno a casa dal lavoro per farmi sentire sola.

Vi mando un po' di tramonto - certi giorni corti dai tramonti lunghi mi rendono inconcludente e più nomade del solito.

Da ieri sono nella casa nuova, lo sradicamento qui e' condizione stanziale e io lo faccio anche apposta per abituarmi. Ho un albero bellissimo alla finestra, parei ovunque e molta luce. Un bacio da una Playa natalizia, con 25 gradi.

Sonia

PS Ciao Eugi! L'altra sera il mangiafuoco che ci piaceva faceva i suoi giochi bendato. E intanto la luna fa vedere gli stessi colori smeraldo del giorno, e il mare dice, ritorna...

Un abbraccio alla salsedine a tutti!!!

SONIA Serravalli

LETTERA n° 10

Scusatemi l'inevitabile assenza di certi periodi... ("scusateCi!" ndr)

Le novità per chi non sento da un po' sono che sto perdendo il lavoro attuale data la mia precedente decisione di tornare in Italia, poi ahimè da me stessa smentita... E dopo un lungo battibecco con la Direzione di Lugano siamo solo in attesa del mio capo, che ha già 3 mesi e oltre di ritardo per terminare le pratiche con me in modo ufficiale, quindi ad ora ho circa un mese di tempo per trovarmi un altro lavoro che mi permetta di completare la mia esperienza qui. Sogno di trascorrere almeno un inverno ai Caraibi per avverare il mio antico sogno di scappare dal freddo... Magari fare il qui mio 30esimo compleanno, chissà... Tornerò quando sarà il momento giusto: qui dai tutto ciò che puoi puramente per vivere ESPERIENZE, il lato economico in questa cultura non ha praticamente senso...

Qui mancano le librerie, i miei amati dizionari, romanzi, perfino i libri per poter insegnare le lingue: si vive in una sorta di terra di pionieri, con molte leggi e nessuna, tutto nuovo, tutto ancora da regolare dopo questa esplosione improvvisa che ha investito questo ex paese di pescatori solo negli ultimi 5 anni... C'e' chi come agli inizi degli Stati Uniti si e' impossessato impropriamente di ettari di terra e foresta ora da poco sradicata, politici vari e avventurieri, e ad oggi non possiede una sola carta che ne attesti la proprietà...

Sono carenti i servizi medici, l'igiene e' quella che e': con questo ennesimo scossone nella mia vita non ho fatto che unirmi alla lunga schiera di persone qui di passaggio come me, o comunque venute da lontano, tutte in attesa di capire anche da un giorno all'altro cosa riservi loro il destino vivendo, innamorandosi in modo strano di qualsiasi persona e di qualsiasi lavoro si faccia, in questa atmosfera magica fatta di pazzi, di hippies, di stregoni e sciamani, di personaggi da circo, di poeti frustrati, di artisti, musicisti e creazioni oniriche: siamo tutti qui....

Non so come "percepirò " l'Italia al mio ritorno, a volte la cosa mi spaventa un po': mi raccontano quelli di qui che al ritorno hanno dovuto vivere un periodo di "riadattamento alla civiltà" non facile, ma sono cose da mettere in conto nel tutto. Sicuramente avrò anche molto bisogno di riposarmi e di mettere un po' di ordine... Qui per un europeo pare tutto un gioco, e pensi che stia a te porre fine alla miseria quando lo deciderai. I nativi locali invece non possono godere di questa scelta. Qui se ti va bene ti pagano 7000 pesos al mese (l'equivalente di 500 euro e non gliene frega niente che tu sia laureato o meno), solo che i costi ai Carabi sono quasi pari ai nostri... Mi sto scontrando con realtà più grandi di me, ma mi porta avanti sempre la certezza che questa vita sia una sola ed unica nel suo genere, e che vada riempita con generosità.

Qui non ci si riposa quasi mai. Ma anche quando trovi un'ora la notte per andare a ballare nel vento sulla spiaggia, si e' nel mezzo di avvenimenti tanto surreali che la tua mente non può riposare... L'uomo dei serpenti (un tipo della bruttezza di Marilyn Manson che porta a spasso sei o sette serpenti - non sono riuscita a contarli - attorcigliati tra il collo e le braccia)... Messicani vestiti da indiani d'America che all'improvviso nei 40 gradi delle due ti sbucano da un angolo suonando flauti e tamburelli... Bambini scuri che dentro sandali rotti si dividono in 4 o 5 un vecchio triciclo in mezzo al traffico... Rasta che suonano percussioni in un'ora impossibile da decifrare da un tavolino di un bar. Tutto pare sempre una visione: quasi non fai più caso a niente, o dai la colpa al calore... Lo capite che chi passa di qui non può più essere la stessa persona, dopo? Queste persone convivono con me giorno e notte, in un angolo o nell'altro di Playa, costantemente. E io non sono una turista. La mia commessa ieri guardandomi mi dice: "Sonia a volte mi dimentico che non sei messicana"...

Avrò tanto bisogno della vostra vicinanza al mio ritorno. Certo Bologna mi manca, eccome... Ma diamo tempo al tempo... Questo posto ti strega per queste continue visioni. I suoi abitanti sono piccoli esseri scuri, oppure gente carica di poesia venuta da lontano per trovare qui un suo compimento.

Cambiare casa dentro Playa e' cosa all'ordine del giorno. Nell'arco di 24 ore misteriosamente chiudono locali, e nell'arco di un altro giorno ne aprono di nuovi senza che tu ti fossi neanche reso conto dei preparativi.

Per chi di voi mi scrive: "come sai descrivere le cose": non e' affatto vero: non faccio che raccontarvi quello che qui e' NORMALE... Poi ditemi voi come una persona qui non può dare un po' di matto... Al lavoro non funziona quasi niente, pos, computer, stampante, fax rotto... Ma non ti esagiti più davanti al cliente: puoi risolvere tutto con un sorriso aperto e una frase ("mi scusi, ma siamo in Messico...") e sei perdonato.

Il calore ti consuma nel corpo e nella mente. Non si smette MAI di sudare, giorno e notte ininterrottamente. Le persone si conoscono con una rapidità a noi sconosciuta, poiché ci si riconosce come appartenenti alla stessa dimensione passeggera e sradicata. Qui dai una mano gratis a chiunque con umiltà e pazienza. Qui il denaro ha un valore parallelo e poco comprensibile... Sei sempre l'ultimo arrivato ma il primo degli amici.

Non so come l'aria di qui ti permetta di subire e affrontare cose che in una città italiana ti manderebbero diritto alla neuro. Tra ieri e oggi per poco non mi “clausurano” il negozio, abitudine di qui dove a volte emergono sistemi da età della pietra. Non hai effettuato un pagamento di bolletta? Ti tagliano telefono o luce il giorno dopo. Non hai effettuato un pagamento di imposte? Ti chiudono il negozio con impietosi nastri adesivi che recano la scritta CLAUSURADO davanti a porte e vetrine e ti impediscono di lavorare, oltre che rovinarti la faccia. Qui ieri mi e' arrivata l'IMSS (nostra INPS) minacciandomi di un trattamento simile se nell'arco di 24 ore non avessi pagato ben 4 mesi di pagamenti pendenti del 1999 (!) più multa annessa. Ho fatto i salti mortali insieme al contador per racimolare quei soldi entro oggi alle 13. L'unico caso in cui un messicano e' più puntuale di un orologio svizzero. Appena l'altra settimana mi era capitata la stessa cosa con permessi comunali mancanti dal passato, con ispettori inviati dal Comune. Questa e' la situazione in cui ti lasciano qui. O corri o sei fuori. Ma in qualche modo, ci si barcamena. Ti viene solo da dire: "Ho perso questo, ho perso quello.... ma come diavolo si fa ad essere tristi qui??".

E anche oggi e' andata. Ora mi manca solo la Finanza e ho fatto strike... Ma sono ormai certa che troverei la soluzione anche al più intricato diagramma cartesiano. QUESTO TI FA PLAYA...

Amici sono qui, venite quando volete. A presto.

Sonia Serravalli

LETTERA n° 9

Oggi sul tardo pomeriggio tra le zanzariere di casa mia ho scorso una famiglia messicana che si radunava in un cortile di fronte... Le famiglie sono numerosissime, in spiaggia fanno tutti il bagno vestiti, forse perché non si possono permettere i costumi o non sono interessati. Si sono radunati lì per mangiare dopo la spiaggia. Erano in tanti, adulti e bambini polverosi, seduti su seggiole vecchie, stretti stretti davanti alle baracche dove vivono di fronte a me, parlavano quieti, e all'improvviso da un vecchio registratore hanno fatto partire una bachata messicana bellissima. E sono rimasti lì, beati, apparentemente felici, ad ascoltare quella musica da quel registratore da anteguerra... Io dietro le mie zanzariere con i miei vestitini europei e il profumo e il frigo pieno e ... mi sono sentita un verme. La prossima volta che capita voglio potere, senza dire niente, su quella bachata, accostare la tendina e fare l'amore con una persona che mi stia vicino... Non molto diverso da quello che farebbero loro. Voglio che io e questa persona compagna passeggiamo col naso per aria a sceglierci la palafitta o la capanna che più ci aggrada, voglio che viaggi con me, e che la notte ci uniamo alle coppiette sul bagnasciuga, che c'inciampiamo nel mare che cerca di sedurmi, che la domenica anche lui si trovi a passeggiare tra bambini mori bagnati che rotolano verso casa tra ciabatte perse e sassi, mentre rischiano di cadere per girarsi a guardarlo come se fosse un maragià.

Oggi sulla spiaggia passeggiavo con l'ultimo di Shakira nelle orecchie. Appena sono arrivata al mare caraibico e' partito un pezzo reggae... indescrivibile su quel panorama. La sua musica! E ho sentito che stavo toccando il paradiso. L'ho scritto anche in uno dei miei scritti: “In certi momenti si e' per certo immortali”... Ho la netta sensazione che non si potrebbe mai morire in un momento così. E allora ho rivisto tutti i posti che qui vivo come conquiste, li ho rivisti tutti all'improvviso in un'altra chiave: viverli dentro, a contatto, tutti i giorni… E ho guadagnato un mondo. Inaspettatamente, oggi ho vinto tutto un mondo, e pensare che qui già mi sembrava bello prima... Finalmente. Ho aspettato un mese lunghissimo questo momento: serviva solo il relax per arrivarci. Oggi ho vinto un paese nuovo… Oggi ho finalmente vinto il Messico.

Sonia Serravalli

LETTERA n° 8

Da oggi sono l'unica responsabile ufficiale mollata qui, accendete un cero.... Sul banco del negozio scrivo “notas de ventas” con le formiche che camminano normalmente tra le righe, formiche piccole che non danno fastidio a nessuno.
Il commercialista che mi da' appuntamento il lunedì, di nuovo, e io che tanto aspettavo il venerdì per risolvere presto tutte le cose, macché... Gli chiedo: “Sì ma il lunedì a che ora?”, è presente anche la commessa, beh non si mettono a ridere in due? Scuotono la testa, ridono: “El lunes, no sé!!!”, lunedì, non so quando… Ridono di gusto come se fosse assurdo che io già da subito voglia sapere l'ora esatta, non lo concepiscono. Ridono per quello che di inconcepibile dico, perché mi scaldo per quello che loro non possono capire, ridono già consapevoli del fatto che la perderò, questa mia pelle che mi porto dall'Europa, che se non voglio ammalarmi la perderò, sicuri del fatto loro, ridono guardandola questa pelle, come se fosse un oggetto strano ed esotico che io ho portato qui da un altro mondo… Questo strano abito di conti e di tempo centellinato e codificato... Qui il tempo non ha senso d'esistere.
I fornitori iniziano a dirmi “hai assunto il colore caraibico”, il nome con cui chiamano l'abbronzatura qui. Il lunedì ho poi aspettato il commercialista un'ora sulla strada polverosa nel sole. Doveva arrivare in un attimo a prendermi, stando alla sua telefonata, e invece... Mi appoggio tra una bibita e un gelato per non farmi scendere troppo la pressione quando avverto i primi sintomi. E dopo ho voglia dell'odore di bucato di un letto pulito, dell'odore di un dopobarba, del ricordo della civiltà, ma e' una voglia controllata e dolce, una ricompensa che mi spetterà un giorno. Per ora il sole mi ripaga di tutto, e così il colore della vegetazione, e il mare sempre là dietro, come una droga. Poi di notte c'e' un vento caldo che non mi fa capire niente.
Ogni giorno mi attraversano la strada iguanas enormi: sono bellissime. E meno male che non sono pericolose, con quella stazza. Quanto a me, ogni tanto torno a lottare come una pazza sclerotica per liberare casa mia da uno “scarafone” (cucaracha) che si e' di nuovo auto-invitato - solo per l'ultimo ho usato una mezza bomboletta spray - prima o poi mi ricoverano x intossicazione.
L'altro giorno al supermercato ho preso solo un frutto di ogni tipo di tutti quelli che non conoscevo per provarli - sembravo una pazza, - secondo me non tutti hanno un nome in italiano... Mi guardavano strano. Ora sono reduce da un “beverone” di ananas, limone e spinaci: squisito. Ho scoperto anche le foglie di cactus: sono buonissime!
Ho scoperto che Yucatàn significa: “non capisco”... Affascinante vivere su una penisola che si chiama “non capisco”… Era più o meno la frase con cui i Maya hanno accolto i conquistadores spagnoli quando questi hanno chiesto loro come si chiamasse questo posto. I conquistadores poi raccontavano, “strano, dicono che questo luogo si chiami Yucatàn, ma tra di loro lo chiamano in un altro modo...”. Peccato che il nome maya originale, in questo modo, sia andato perduto per sempre...
Oggi come sound-track solo mariachis ubriachi e niente Bono Vox o altre voci suadenti, caldo sui 30 gradi, ventilato, mare sempre un po' mosso e luna obliqua come una ciglia di luce. Non come lì. Niente è come lì.

Que les vaya bién, su alma gitana les saluda con una sonrisa.

Sonia


"Lasciati accarezzare dall'aria: è piena di angeli" - Carmen Martin Gaite (Nuvolosità Variabile)

 

LETTERA n° 7

Ore 22,14, Playa, gradi centigradi: sui 28, colonna sonora di questo buco: Enrique Iglesias, ventilatore piantato addosso ma almeno non il solito frigo...

Cristo santo amici, se vi racconto le giornate che faccio qui non ci credete.... La situazione sul lavoro e' a dir poco critica... Domani se ne parte anche l'ultima persona rimasta sopra di me ed io rimango unica responsabile a tutti gli effetti. Non voglio neanche pensarci, perché qui davvero se non vivi minuto per minuto pensando a far fronte solo ai problemi man mano che ti arrivano addosso impazzisci... E infatti ogni giorno e' valso come tre, e ve lo posso giurare.

La sera sul balcone tropicale ascolto Eric Satie, ed esclusivamente Sinead O' Connor quando passo lungo la foresta tropicale, tra il paese e la spiaggia...

L'altro giorno ad un uccello e' scivolato il pranzo, e mi son ritrovata un serpente vivo e vegeto davanti alla bicicletta: roba che se passavo un attimo prima mi piombava addosso! Amici che lavorano nella foresta si trovano quotidianamente nei containers scorpioni e perfino tarantole....

Ma io sono sfinita.... Faccio veramente fatica a connettere, non ho ne' il tempo ne' le energie per ritrovare un senso famigliare alle cose note, e' tutto così saturo, denso… Forse e' il modo più rapido ed efficace per crescere.

Qui si cerca di rubare notizie dai titoli dei quotidiani messicani passando velocemente sulla strada per il lavoro, o dalle chiacchiere degli italiani che possiedono un televisore, e che la sera nelle pizzerie qualche volta mi aggiornano... Sto davvero vivendo fuori dal mondo, lontana da ogni senso di guerra che non sia quella del mio adattamento…

Per la strada tutti continuano a salutarti dai negozi... a chiamarti amore solo perché ce l'hai scritto in faccia, da dove vieni. Ti urlano dietro “guapa”, il tassista ti saluta con quei loro saluti così dolci di formule magiche: “che passi una buona notte”. Non sa che per questo non sono ancora capace di bastarmi.

Che volete che vi dica, io tengo botta, e certo se il posto non fosse così dannatamente seducente non sarebbe possibile resisterci. Vi dirò di più: non venite, se non volete rischiare di non tornare più indietro... :-)

Vi abbraccio tutti forte forte.

Per oggi e' tutto, ora mi sa che vado a salutare il mare… Ancora sono riuscita a inviarvi i miei segnali di fumo... Mi sembra di essermi catapultata in una dimensione parallela alla vostra. Forse di modi di morire ce ne sono tanti, e questo e' stato uno. Dimostrazione del fatto che morte e rinascita non sono separabili...

Molto più esaurita e svanita di lì, ma sono qui... :-)

La vostra Sonia

LETTERA n° 6

Testimonianze…: mi hanno detto che a 15 kilometri da qui c'e' una baia in cui di notte si possono vedere i delfini che dormono… Mi hanno detto che tra settembre e ottobre qui non fa autunno, ma in compenso ci sono... gli uragani! Mi hanno detto che se ti inoltri nella foresta oltre i centri turistici e abitati qui si trovano ancora puma e caimani…
Quanto a me, di animali al momento ne ho abbastanza: convivo con un geco giallo carinissimo… Ma l'altra sera si voleva unire una specie di "scarrafò" volante, Madonna che schifo, sembravo una pazza, ho quasi distrutto casa per mandarlo fuori… Meglio il geco, oltretutto ogni tanto sento il suo verso! Non sporca e non da' fastidio, non vola ed e' anche molto bellino. A parte lui, vivo sola. Comincia a farmi compagnia.
Le nostre case sono state strappate alla foresta tropicale da pochissimi anni. Tuttora Playa e' in veloce espansione. Solo le catapecchie oltre casa mia non hanno ancora l'acqua corrente… Alle spalle delle spiagge, tra le spiagge e le case, ti circondano ancora spessi tratti di foresta vergine… Qui con gli insetti ci devi familiarizzare per forza, manca poco che il contratto d'affitto non devi stipularlo con loro.... :-)
Le farmacie sono le più strane che io abbia visto: a parte che vendono di tutto compreso i panini, commerciano perfino le sigarette!!!
Alle ore pasti ci sono degli omini con le loro carrette che passano gridando 'gas!' o 'agua!' o 'sandia!', sì insomma, non e' Piazza Maggiore ma non e' che ci sia molto silenzio…
Ho scoperto che le persone originarie di qui in famiglia parlano ancora la lingua maya! Ma non e' stupefacente? Ho sentito solo qualche parola: ha dei suoni incantevoli.....
Amici qui fa caldo, da 2 giorni abbiamo sui 32 gradi e non parliamo dell'umidità perché e' il nostro ossigeno quotidiano... Se vieni qui devi fare i conti con l'umidità sui tessuti, sulla pelle e tra i capelli, e con la polvere... Ci devi bene o male convivere. Mi pare il minimo tributo da pagare per risiedere nel territorio della foresta... Per questo poi certe febbri e certe malattie tropicali... A me sembra sempre qualcosa di fondamentalmente sacrilego aver rubato posto alla grande Signora Foresta... C'e' ancora il suo umore e la sua aura dappertutto. Basta guardarsi attorno per rivederla sbucare da qualche parte.
Voi come ve la passate??? Il Dio Sole vi ha salutato da parte mia??
Ciao bimbi, vedo di smaltire la nebbia mentale del lavoro con un breve giretto da esploratrice - senza soldi (che palle!) - e poi mi abisso… Buona settimana a tutti!!!!!
Sonia

LETTERA n° 5

Pronti x le ultime?? Ieri sera x poco non ci arrestano.... Ero su con un altro italiano, e' responsabile di un cantiere in cui stanno costruendo un hotel.... E' venuto qui con la promessa di un auto, oltre che di un buono stipendio, solo che quando e' arrivato i suoi superiori dall'Italia si sono rimangiati la parola sull'auto.... Fatto sta che ora hanno solo un gran furgone in 5, e lui raramente può usufruirne - lavorano e dormono quasi in mezzo alla foresta e non proprio vicino a Playa del Carmen.... L'altro giorno c'e' stato un incidente in cantiere e purtroppo un ragazzo di qui ci ha rimesso la vita proprio sotto quel furgone... Gli operai locali lavorano in condizioni impensabili… Ora c'e' un processo in corso e il furgone e' sotto sequestro... Solo che se mai ieri l'italiano voleva unirsi a noi e uscire dal "bush" come lo chiama la mia capa (cioè la selva, il cespuglio) l'unica era servirsi di quello.... Non aveva nemmeno la patente internazionale ma solo quella italiana.... Beh, ma non ci fermano con tanto di altoparlante all'ultimo momento, sulla carretera, quando ormai la serata era finita??? Qui per certi reati ti mettono dentro 48 ore prima di sbrigare le ricerche del caso; mi ero già vista a passare la notte in un carcere messicano, il ché vi assicuro che non e' proprio raccomandabile… Fatto sta che mentre lui faceva lo gnorri parlando loro solo in italiano e fingendosi turista io ho iniziato a pregare… I poliziotti hanno riconosciuto di che furgone si trattava in 2 minuti, parevano già informatissimi, sanno quel che e' successo, e cosa fanno?? Trovano da dire perché la sua patente e' stropicciata e perché non abbiamo le cinture!! Beh, prega pure, uno di loro stava già scrivendo la multa… ma non se ne esce all'improvviso dicendo: "Vai, però la seconda volta se ti troviamo sono problemi...." ??? Madonnina santa no ti prego Vale non tingerti i capelli bianchi che ti faccio venire prima che io li veda...!!! :-)
Amici.... Qui la luna si vede rovesciata, quando cala perde spicchi dall'alto anziché da un lato.... Se versi acqua su un tavolo ci vogliono ore perché si asciughi a causa dell'umidità … I cani fanno l'amore a tutte le ore per le strade. Davanti a casa mia l'altro giorno due di loro dormivano su un tetto. Bambini scuri sporchi e scalzi mi osservano incantati quando esco di casa... Non so come e quanto metabolizzerò o potrò accettare queste scene, così come il fatto di sapere che le due commesse locali in negozio da me prendono quattro volte meno dei nostri stipendi medi, così come tutti qui che non siano europei o americani, e vivono in baracche di latta… Cosa fate lì, andatevene in giro, non fa bene pensare che in tutto il mondo sia come a casa propria...
E' partita una canzone tristissima e bellissima dei REM. La mia mente e' perennemente in viaggio... Questa l'ascoltavo da sola tornando dal mare su quel bellissimo viale alberato che e' via Pomposa... Non so neanche come si chiama ma e' di quelle....
L'altro giorno ho fatto correre un poliziotto (e qui ne hanno bisogno!) che mi ha dovuta acciuffare al volo per dirmi - credo che fossero 2 minuti che mi fischiava dietro ma io ero soprappensiero..... - che sulla Quinta (pedonale) non si può andare neanche in bici!!! Poverino, girano tutti con il mitra e poi sono così bonaccioni… Fischiano di continuo, stanno al posto dei semafori che non hanno. E voi, allora, quand'e' che venite un po' qui a sgridarmi?? J
Bene. Comincio se Dio vuole ad avere di nuovo un colore da essere umano vivo... Qui mi vogliono dare in mano un negozio mentre io sento sempre più il bisogno di dimenticarmi le scarpe e di unirmi alla locale comunità hippy... :-) Mah!
A presto amici, di nuovo su questi schermi stellati e assolati!
:-** Sonia

LETTERA n° 4

Bene amici, vedo che state aumentando!! :-) Oggi? Prima di tutto ho trovato un monolocale carinissimo con zona notte separata dal resto da un muretto bianco, un gran sole dipinto sul letto e colori ovunque: e' di un italiano in pensione che viene qui solo in vacanza: mi lascia pure la sua bici in prestito!!!!!! Per arrivarci ho preso il solito taxi perché ero in ritardo, dico al tassista l'indirizzo e, proprio oggi che avevo fretta, salta fuori dopo un po' che sta girando a vuoto perché non ha un'idea di dove sia la calle che gli ho indicato e chiede a me ad ogni strada : “E' questa?” A me??!! MA COME SI FA A PAGARE UNO COSI'???!!

Al ritorno mi dà un passaggio la persona che si occuperà del contratto d’affitto, una signora argentina, sulla sua “auto” – una specie di trattore tenuto su a nastro adesivo… AUTO?? Una di quelle cose che si vedono spesso passare per le strade di qua: larghe e appariscenti, paiono limousine ma fanno acqua da tutte le parti, un rumore di ferraglia assordante, e a volte penso perdano qualche pezzo qua e là… Dentro hanno spazi enormi, sedili superimbottiti di pelle tutti lacerati, non parliamo della polvere e degli sportelli che non si chiudono o che stanno su con funi e pezze.... Beh poi non mi capita un'esperienza simile un'ora fa per tornare dal lavoro con colleghe messicane? Questi mezzi ti fanno ricordare veramente quale fosse e quale dovrebbe essere VERAMENTE il solo scopo delle auto: FUNZIONARE E PORTARTI A DESTINAZIONE, altroché comodità e optionals, quella di stasera sembrava lo sgabuzzino di mia nonna, e faceva un caos che dovevamo urlare per parlare, ma le loro risate superavano ogni barriera del suono: ci stavamo su in 5 e si rideva si rideva, che io capissi o no di che, si stava ridendo.

Oggi prima di tornare al lavoro mi sono fatta due passi sul mare, ho seguito una deviazione per pedoni, dovuta a lavori in corso sulla spiaggia, poi da lì mi sono ritrovata su una lingua di sabbia che dopo un paio di curve, tra una palma e l'altra, mi ha portato dentro un resort con piscina e ricconi a bagno… Insomma, tanto per cambiare ho realizzato che mi ero appena persa..... Non avevo idea di come tornare sulla strada, ma tanto qui ormai e' d'uso girare come drogati, spaesati guardandosi attorno come se tutto ciò che ti circonda potesse assorbirti.... Cammina cammina mi ritrovo dentro l'atrio di un hotel extra lusso, enorme, faccio la gnorri ma ormai e' tardi, per fortuna sono tutti vestiti da “esseri nomadi” come me.... Mi ci e' voluto un bel po' a tornare alla miseria della strada prospiciente, ma ce l'ho fatta… Playa del mio karma, Playa dei colori, Playa delle discriminazioni, Playa dei soprusi che i turisti non vedono…

Qui in paese ci sono al massimo 3 buchette della posta in tutto... I tassisti raccolgono passeggeri man mano che procedono, e non importa se hanno già su un’altra persona da portare da un'altra parte.... A volte hanno i vetri rotti...

Nelle baracche locali a volte non scrollano neanche la tovaglia prima di servirti. O ti portano la bottiglia d'acqua e si dimenticano il bicchiere, io ci ho rinunciato da un pezzo, tanto credo che la bottiglia alla fine sia più pulita.......

E' così strano, fa buio presto ma pare estate, non ho mai vissuto un fenomeno del genere.

Ragazzi finalmente ho un posto dove stare e potrò disfare per bene i miei bagagli e farmi una spesa seria!!! Mi sembra un mese che vivo da accampata. Mi chiedo entro quanto tempo diventerò irriconoscibile, irreversibilmente nomade com'e' da sempre la tendenza del mio destino… Ma se mi venite a trovare mi farò riconoscere, ve lo prometto!! Un bacione a tutti, e spero tanto di trovare presto un attimo x il mareeeeee!!!!!!!!!!!!!

Sssssssssssssssssssssssonia

LETTERA n° 3

Hola amigos!! Arieccome in un internet cafe' che da solo e' gia' tutto un programma... (il solito italiano da cui vado, E., oggi e' chiuso per trasloco – un tipo che di solito lavora in pareo, scalzo, e che per farti un caffe' usa una moca che ci mette un quarto d'ora a far bollire l'acqua…).

La boutique: sono seriamente abbastanza avvilita per le mansioni che sto ereditando sul lavoro. Ho il terrore di ritrovarmi a dover solo far fronte a scartoffie e "beghe" burocratiche, tra INPS, commercialista, Finanza, banche e simili..... e da quel che vedo si tratta proprio di questo, solo un po' piu' complicato che in Italia, con piu' code e con un'altra lingua... Temo che l’attività di vendita e il contatto diretto coi clienti da tutto il mondo sara' solo un 10 percento di cio' che mi aspetta... Se questi “alti vertici” della Francorosso entro 20 giorni hanno in mente di mollarmi qui da sola - e cosi' deve essere perche' Sandra se ne va il 15 e la mia “capa”, giunta oggi, già tra 2 settimane, - si potrebbe ipotizzare l’idea che siano veramente matti da legare. Sono qui da soli 10 giorni! Spero solo di non dover rispondere dei miei errori (certi) per il resto della m ia vita… Nautilus: trattasi dell’unica boutique di Francorosso esterna ad una struttura quale villaggio turistico. La sottoscritta: trattasi dell’unica responsabile qui, dall’altra parte del globo rispetto ai proprietari…

Ma passiamo a cose piu' catartiche (Bisio, non essere frivolo!…J ) :

comincio ad abituarmi a particolari che invece dovrei raccontarvi, perche' LI’ non erano normali... Come al fatto che qui non esiste formalita', che in qualsiasi ambiente lavori si può vivere in pareo ed infradito, quando non addirittura scalzi, sul paseo... Accumulero' cavigliere e capelli schiariti; le mie meches rossicce sono ormai capelli biondissimi e chissa' come mi diventeranno al prossimo bagno di sale e sole... Tutto e' piu' lento, perfino i telefoni, i computer e internet, perfino la stampante del negozio, che funziona un giorno sì e un giorno no... L'altra sera camminavo veloce e un messicano mi ha ripresa dicendomi (ed ero a piedi!) in un italiano-mezzo-spagnolo: vai piano, vai piano, che vai sano…!!

Qui ti salutano - quando ci si separa - con formule bellissime, come “che tutto ti vada bene”, “che tu faccia una buona giornata”, “che tu stia bene”, “abbi molta cura di te”... Piu' che saluti sembrano auguri magici e sempre piu' intimi della conoscenza che effettivamente si ha dell'altra persona, perche' li usano perfino i commessi dei negozi e i tassisti.

Ho smesso di rispondere a tutti i saluti e a tutte le domande per la strada perche' mi sono resa conto che in quel modo avrei perso ore a chiacchierare, oltre che nell’arco di un mese tutti gli abitanti di Playa avrebbero saputo tutti i fatti miei!

Nella catapecchia dove sto questa settimana, recito nahm myo ho renge kyo sul letto e brucio incenso al sandalo per nascondere l'odore che arriva dalle fognature... Da qui a domani fermo un bel monolocale con angolo cottura, e poi si inizia a ragionare. Sogno già lampade esotiche, tappeti, batik, tessuti messicani, candele, mamma mia mi gira la testa solo a pensarci... Poi vediamo se il lavoro ingrana, o se entro i 3 mesi di prova io non mi renda conto che sarebbe meglio ritornare a casa… a casa?? Non so… Al momento ho i miei dubbi sia sulle mie capacita' che sui miei gusti… Anche se sono qui, nel mio cervello è ancora “nebbia in Val Padana”… Per ora. E nell’attesa di un’illuminazione da qualche impronunciabile dio maya, vi saluto tutti con un abbraccio stritolante dal sapore d’estate! Sonia

LETTERA n° 2

Che fatica poter entrare in paradiso! In questi giorni il mio umore ha un po' risentito della preoccupazione che mi ha messo Sandra (la ragazza che sono venuta a sostituire) su certe malattie tropicali da noi sono sconosciute ................- che quindi si possono curare solo da qui con farmaci di qui che di solito sono piu' pesanti dei nostri. Lei x esempio si e' beccata due volte l'ameba, in ogni caso si tratta sempre di parassiti tropicali... E comunque, credo che se tutti questi italiani rimangono ne varra' pure la pena...! :-) Per il resto, sara' anche la suggestione, ma oggi il sole mi aveva fatto gonfiare gli occhi (picchia che è una bellezza) e tengo dolor de cabeza, poi ci si aggiungono tutte le ore di lavoro e al PC, con questa tensione dell’assoluta novità... Devo dormire!

Quanto al mio lavoro (responsabile di boutique italiana), l'unica cosa che posso dire e' che non credo sia una cosa risolvibile in 3 mesi visto che servono anche cambi di firme nelle banche e altre lungaggini burocratiche x il cambio.

Qui uomini e donne sembrano piccole sculture. Gli europei qui si sentono importanti, si sentono guardati come giraffe, per la loro statura e a volte anche perchè vengono considerati gente benestante... I messicani di questi luoghi del profondo sud discendono dai Maya. Un’amica mi ha scritto che dice gli Aztechi erano i piu' “scatenati”, mentre i Maya passavano il loro tempo con il naso all’aria a scrutare le stelle persi nei loro complicatissimi calcoli…

Incredibile, in questo bar hanno appena messo su un pezzo di Montecarlo Night! Fantastico, dà l’idea che il mondo sia così piccolo! Qui Neck canta in spagnolo e la Pausini va per la maggiore, bleah! :-)

Domani vado per la prima volta a Cancun con Sandra: mi deve mostrare alcuni uffici ma intanto ne approfitteremo per vedere il centro e alcuni negozi che qui a Playa ce li sogniamo. Non so come si troverebbe qui una persona abituata al confort nostro, faccio fatica io... ;-) Sandra è incredibile, sembra avere sempre tutto sotto il suo controllo, ha delle risorse inaspettate per risolvere qualsiasi situazione imprevista, e vi assicuro che qui non mancano.....

Oggi ho comprato un pareo bellissimo, nero con soli dorati!!! Sono qui da più di una settimana e non avevo ancora avuto umanamente il tempo di comprarmi qualcosa per me tra tutto questo ben di Dio…

Bene vado a vedere se trovo ancora qualcosa da mangiare x cena (oh alle 23 chiudono tutti!!), da Playa passo e chiudo,

:-* SMACK!

Sonia

Per il resto, ah, Marco, ti ho aggiunto alla mailing- list del mio bollettino quasi quotidiano da Playa x tirarti un po' su di morale e tenerti compagnia! (Certo che, dirai, di gente un po' piu' vicina di me magari li' non ne manca.... :-) ). Gracias Luigi para todos los mensajes, de ahora te voy a escribir solo in Español! Por favor haz que mis padres tambien lèn la parte sobre el trabajo asì que se dian cuenta de lo que pasa. Vale non preoccuparti se ancora non hai tempo di scrivermi 'decentemente' come dici, sono messa esattamente come te!!!!! Ue' oggi ho trovato anche una specie di Tzatziki! Solo che chi lo vende viene dalla Svizzera!!!!!! :-) Qui sono scappati davvero da tutto il mondo...... Ciao a tutti amici e spero di sentirvi presto!!!!!!!

Sonia-Maya (no, non quella del cartone animato............) ;-***

LETTERA n° 1

Eccomi amici, pronti per la nuova puntata da Playa del Carmen? Meno male che hanno inventato internet, mi sembra di stare in vostra compagnia tutto il tempo!!! :-*Oggi ho fatto il primo bagno e preso il primo sole. Mentre nuoti ti sorvolano spaventosi pellicani, sono enormi; ..........................
vanno a caccia di pesci avvitandosi in tuffi agilissimi. Quando volano il loro ventre bianco pare azzurro per via dei riflessi, e questo permette loro di mimetizzarsi in modo impressionante con il cielo. Altri animali strani? Ieri sera ho visto un geco! Poi alcuni turisti parlano di un animale esotico che e' a meta' tra un topo, un maiale e un coniglio
. Lo si vede attraversare la strada certe volte, certo che dev'essere tutto un programma ....

Per la Quinta (= leggi Kinta), la strada del passeggio principale parallela al mare caraibico, si avvistano ogni tanto bellissimi ragazzi e ragazze hippy che camminano scalzi. Molti locali usano altalene di legno e corda al posto dei banchi e delle sedie attorno al bar. Cani vagabondi come me e come noi di qui ciondolano avanti e indietro per la Quinta con l'aria di sapere il fatto loro. Certo piu' dei turisti, che come me vagano sbandando col naso per aria asfissiati di meraviglia.

C'e' polvere ovunque, sulle cartoline esposte - che sono tutte foto sfocate e che non sanno rendere il mare come lo puo' vedere un europeo, - sui computer negli internet cafe', per tutte le strade... Qui Shakira canta solo in spagnolo dalle radio, e x le strade risuonano tanti suoi pezzi che da noi non sono neanche usciti. Si sentono spesso i Mana', ovviamente!

(...)

Qui si vive da zingari, abituati a traslocare spesso e a far fronte alle piu' svariate situazioni. C'e' appena dietro l'angolo sempre il colore del mare ad alleviare tutte le preoccupazioni..... Ci sono soli ovunque, di tutti i materiali e rappresentati negli oggetti piu' impensabili. Lampade esotiche colorate fanno brillare i negozi, la notte. Oggi dentro un mini-market un ragazzo e una ragazza ballavano la salsa scalzi.

Amici anche per oggi e' tutto, se vi sto intasando la posta e devo smetterla avvisatemi!!!

Un bacio caliente da Playa!!!

SONIA Serravalli

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