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CIVILTÀ TOLTECA


 
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Stabilitisi negli altopiani dell'interno, ma a varie riprese spostatisi verso la costa, i Toltechi furono senza dubbio il popolo più civile del Messico preazteco. In un primo tempo (200 a.C. - 900 d.C.) il loro centro fu Teotihuacán, gigantesca città-tempio gravitante intorno alle due piramidi dedicate al Sole e alla Luna che fu il prototipo di tutte le successive città-santuario del Messico.

L'architettura tolteca è semplice e severamente monumentale, eseguita con una tale perizia che i costruttori toltechi godettero di una fama ininterrotta fino alla conquista spagnola. Uguali caratteri di monumentalità hanno la pittura parietale (a fresco) e la scultura dai profili netti e dalle masse larghe.

Successivamente i Toltechi abbandonarono Teotihuacán, spostandosi verso la costa: i loro centri principali furono Tula, Xochicalco, Chichén Itzá. In questo periodo l'arte tolteca conobbe una fase involutiva, volgendosi verso una fastosità decorativa e una sovrabbondanza di particolari che alterano le linee severe dello stile di Teotihuacán.

Sottomessi dagli Aztechi, i Toltechi diedero loro la scrittura e la tecnica costruttiva: il loro nome restò sinonimo di raffinato gusto artistico e di perizia artigianale.


Rovine tolteche


Gli atlanti di Tula, alti 4.60 mt.Rappresentano Quetzalcòatl (il Serpente Piumato) nella sua funzione di "Stella del Domani".



Teotihuacan - Viale dei Morti


Nuova tomba scoperta a Teotihuacan

La città degli dei

Non sappiamo ancora chi costruì la metropoli di pietra di Teotihuacan. Gli Aztechi avevano una vera venerazione per questo luogo, che chiamavano "La città degli Dei" non riuscendo infatti ad immaginare chi, se non i numi, potesse aver eretto qualcosa di simile. Il terrore superstizioso impedì agli Aztechi di occupare Teotihuacan e, quando vi giunsero i Conquistadores, il luogo era coperto da densi strati di fango alluvionale.

MISTERI

Teotihuacàn era una riproduzione esatta del sistema solare. Una grande piramide rappresentava il Sole (detta appunto Piramide del Sole) e un viale dirittissimo (il Viale dei Morti) in cui vi erano alcuni contrassegni. Le distanze reciproche tra i contrassegni corrispondevano alle distanze dei pianeti del sistema solare. C'erano tutti. Da Mercurio a Plutone, compresa la fascia degli asteroidi. Ma Plutone non è certo visibile ad occhio nudo... occorre un telescopio. Avevano anche un telescopio i maya ? Ovviamente gli storici dicono che è semplicemente un caso e che i contrassegni sono casuali. Inoltre, per finire, la piramide del Sole, aveva una particolarità. Il rapporto tra il lato di base e l'altezza era pari al numero irrazionale pi-greco proprio come per la Grande Piramide di Giza, in Egitto. Non conoscevano la ruota, ma conoscevano il pi-greco che serve per calcolare la circonferenza. Spero che nessun archeoscienziato pensi che sia un puro caso. Gli indizi a sostegno della tesi che tutti questi edifici siano stati costruiti dagli stessi autori, in un'epoca antichissima, intorno al 10.500 a.C. sembrano farsi sempre più numerosi. Decine di piramidi con le stesse analogie si trovano in Cina e le leggende sono in tutto simili. Il mito dell'arca di Noè, ad esempio, è presente in più di 500 leggende di popoli antichi da tutte le parti del mondo. Si usano nomi diversi, ma in tutti i casi, un uomo fu avvisato dalla divinità di costruire un'enorme barca per scampare un imminente diluvio e salvare il salvabile. Nel 10.500 a.C. un immenso diluvio ci fu veramente. Ma da dove venivano questi "stranieri" civilizzatori e come scomparirono ?

Gli storici affermano che il complesso monumentale di Teotihuacan venne edificato intorno al 200 d.C. e che venne saccheggiato dai Toltechi nell’856 d.C. Ma alcune prove dimostrano che le piramidi messicane sono molto più antiche di quanto dichiarino gli studiosi. Secondo l’archeologo britannico H.S. Bellamy, per gli scavi di Teotihuacan fu necessario rimuovere strati di terreno che misuravano più di un metro di spessore ciascuno. Lo stesso Bellamy crede che la costruzione delle piramidi risalga approssimativamente al 5.000 a.C. Il mistero dell’origine di Teotihuacan nelle antiche tradizioni viene risolto con la presenza delle divinità (visitatori dallo spazio?) e degli onnipresenti giganti, apparsi prima o poi in tutte le culture del mondo. Un testimone dei tempi coloniali, Fernando de Alba Ixtilxochitl, riferiva nei suoi scritti che "esistevano giganti nella Nuova Spagna (il Messico): le loro ossa si possono trovare ovunque. Gli storici Toltechi li chiamano Quinametzin e narrano che contro di loro sono state combattute molte guerre e che hanno causato grande dolore in questa terra...". Ossa gigantesche, dunque, forse appartenenti a mastodonti o altri mammiferi, ma descrizioni di creature chiaramente non umane abbondano nelle antiche cronache. Fray Andreas de Olmos, citando fonti indigene, sottolinea l’origine "divina" di questi giganti: "I quattro Dei crearono i giganti, uomini molto alti, dotati di forza sufficiente a sradicare gli alberi con le mani... gli Indios hanno di loro impressionanti ricordi e li chiamano Quinametzin Huetlacame, che significa ‘uomini grandi e deformi’". Il cronista delle colonie aggiunge un curioso dettaglio: i giganti avevano paura di cadere, perché gli era impossibile rialzarsi (forse a causa della forza di gravità terrestre?). Secondo la tradizione, i giganti furono incaricati di realizzare i monumenti di Teotihuacan per scopi ignoti. I codici Nahuatl arrivano a menzionare un loro re, Tlatlotl, "che costruì grandi cose e venne considerato un Dio". E una ulteriore cronaca descrive come Xelhua, un altro gigante, costruì una colonna artificiale "di forma piramidale". Stranamente, il Codice Vaticano 3738 raffigura proprio uno di questi giganti.


CIVILTÀ TOTONACA


Stabilitisi lungo la costa orientale (distretto di Veracruz) intorno al 400 a.C., i Totonachi vi rimasero fino alla conquista spagnola: centro principale fu El Tajín. Tributari dei Toltechi nell'architettura (piramide di El Tajín) e della civiltà di La Venta nella ceramica, sono originalissimi scultori: oltre alle consuete statue di dei, restano di loro piccole figure intere di giocatori di pelota e di offerenti dalla tipica espressione estatica ("teste ridenti").

I Totonachi, gravitanti intorno alla capitale Campoala, città costruita a terrazze, veneravano una triade di divinità, costituita dal dio del sole, dalla dea del mais e dal loro figlio. Fra i riti propiziatori destinati ai loro dei, principalmente per ottenere buoni raccolti, vi era il gioco dei voladores, conservatosi fino ai nostri giorni. In questo rito, alcuni danzatori mascherati da uccelli si arrampicavano lungo un alto palo sormontato da una croce girevole, dalla quale, legatisi con delle funi, i danzatori si lasciavano calare lentamente verso terra. Il rito si svolgeva a Campoala, in un grande spiazzo in prossimità del tempio principale della città, costituito da una piramide a gradini che ospitava diversi sacrari.





Voladores


CIVILTÀ HUAXTECA

Comparsi intorno al X secolo al confine settentrionale del Messico sulla costa orientale, gli Huaxtechi rimasero ai margini della civiltà messicana, cui furono annessi solo con la conquista azteca. Ebbero il loro centro a Tampico. La loro architettura è piuttosto rozza, anche se di proporzioni spesso eccezionali; scultura e ceramica si accostano a quelle olmeche, ma con caratteri abbastanza poveri.


Chiamate sculture "aphoteosis" queste grandi statue avevano un fronte (a sinistra) ed un retro (a destra), in questo caso uomo e scheletro.



CIVILTÀ DEI TARASCHI

Indubbiamente la più povera di tutte le civiltà messicane fu quella sviluppatasi sulla costa del Pacifico, accidentata e poco fertile: si tratta di tribù relativamente eterogenee, che ci sono note solo per la produzione ceramica e tessile vivacemente colorate. Il momento più brillante coincide col dominio dei Taraschi, scultori, costruttori e orefici: dopo un breve periodo di fioritura (regno di Michoacán) furono sottomessi dagli Aztechi.


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