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Conosciuta dagli specialisti come il "Bel Rilievo" di Palenque, l'immagine sopra, benché eseguita in quello "stile Waldeck" (pittore ed esploratore) che aggiunge ai maya un tocco di Grecia classica, ha un valore inestimabile, se non altro perché l'originale è andato interamente distrutto. Il re è seduto su un trono di giaguaro bicefalo che ricorda molto quello di Pacal. Sulla colonna di glifi a destra, si notano diversi particolari incongruenti, come il flauto di Pan o alcuni segni cuneiformi, partoriti dalla fantasia di Waldek.


Una profusione di immagini copre questo vaso maya. Due Serpenti delle Visioni antropomorfi si fronteggiano sotto un mostro celeste a forma di coccodrillo. Per ottenere il complicato effetto di luci ed ombre, l'artista ha usato la tecnica "appliquè" , che consiste nel tagliare in forma pezzi di creta, applicandoli poi, strato dopo strato, sulla superficie del vaso.


Una vittima di un sacrificio dei prigionieri emette un urlo di dolore, fissato per sempre nella pietra. E' stato scotennato, eviscerato, le mani ed i piedi sono stati stritolati ed i pezzi di legno legati alla sua schiena potevano poi essere bruciati.


Il serpente è la creatura naturale più ricorrente nell'arte maya. Dalla sua bocca aperta esce spesso un essere umano o fantastico: per i maya è questo il modo di rappresentare la manifestazione nel nostro mondo di un essere appartenente a un altro.Le stilizzazioni delle teste sono un artificio inteso a raffigurare concretamente un potere divino.


Uxmal, il Palazzo detto del Governatore porta un nome senz'altro attinente alla sua funzione effettiva. Si tratta di un edificio a tre corpi, sulla facciata di quello centrale si aprono sette ingressi, tre dei quali ammettono nella stanza principale. In cima all'ingresso centrale campeggia l'immagine di un principe in trono. I due edifici laterali, più piccoli, erano inizialmente separati da quello centrale da due passaggi coperti. Come mostra l'incisione di Catherwood, in seguito i passaggi sono stati ostruiti.


In questa veduta pittoresca del cortile del Palazzo di Palenque Maximilien de Waldeck ha rappresentato, al centro in basso, una buca ancora aperta, risultato di uno scavo "selvaggio". Secondo lui, i "rumori orribili", prodotti dal vento tra gli alberi che circondavano la torre, alimentavano la credenza che quei luoghi fossero abitati da fantasmi.


Questa testa di stucco, uno dei due pezzi trovati sotto la tomba del re Pacal a Palenque, si pensa che fosse il ritratto di Pacal stesso e che provenga da una statua intera.


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