Web www.mexicoart.it


HUICHOL
Messico, fotografie della Sierra Madre Occidentale.

La mesa di San Andrés Cohamiata, centro del territorio huichol.
Visita al futuro ecovillaggio nel territorio degli Huichol, voluto e gestito da loro stessi.

MexicoArt: reportage e fotografie di Riccardo Mantovani


Montagne della Sierra Madre Occidentale, le cattedrali degli Huichol

Ixtlan del Rio, Messico - fine marzo 2005
S
i parte per la Sierra degli Huichol dove sentirò la novità: il Governo Tradizionale ha deciso per un'apertura inaspettata verso i visitatori, e questo grazie alla costruzione già in atto di un piccolo villaggio ecoturistico. Il sito è incantevole grazie alla vista che si gode dall'altopiano e a pochi minuti di cammino si trova il principale centro politico e cerimoniale degli huichol, San Andrés Cohamiata, nello stato di Jalisco, un posto magico e incontaminato, solo da poco allacciato alla rete elettrica. E' la prima volta che questa popolazione, nascosta da secoli fra le montagne della Sierra Madre Occidentale, invita gli stranieri. Rosalio Rivera Sanchez mi racconta con entusiasmo che nel villaggio ci sarà un templo ceremonial e un temazcal per i bagni di vapore. Si potrà incontrare lo sciamano designato proprio per questa funzione oltre che per presiedere alle feste cerimoniali. I corsi di arte huichol completano il panorama delle principali offerte e vedere i raffinati artisti che con con fili colorati su tavole di legno disegnano le visioni dei miti, ancora straordinariamente vivi del popolo Wirrarika, darà una visione generale della cultura di questo straordinario popolo di sciamani ed artisti, ispiratore del Don Juan di Carlos Castaneda.
1° Viaggio nella Sierra degli Huichol (vedi fondo pagina)

 

1 DECOLLO (clicca sulle foto per ingrandirle)

 


Partenza da Ixtlan con un piccolo aereo da turismo. Si potrebbe anche prendere un autobus pubblico che parte una volta alla settimana, dovrei però spostarmi molto più a nord ed avere più tempo a disposizione.

 

Un vulcano da superare subito dopo il decollo! Forse era meglio l'autobus. Nella foto a destra gli altri intrepidi passeggeri.

 

Campi coltivati si distendono nella poca pianura sottostante, come eleganti labirinti (sinistra).
Le gole scavate dal fiume Chapalagana (destra), sulle cui sponde vivono ancora i giaguari, animali sacri per i popoli precolombiani, che però non amano essere disturbati visto gli incidenti che periodicamente avvengono.

 


Le montagne di struggente bellezza della Sierra Madre Occidentale, fra le più impervie del Messico.

 

2 ATTERRAGGIO

 


La mesa di San Andrés Cohamiata all'orizzonte (fotografata da San Miguel Huaistita).

 

Stiamo arrivando, dai finestrini si vede la pista di atterraggio in terra battuta di San Andrés Cohamiata.

 

3 SALUTI

 

Il riso aperto dei giovani huichol mi dà il benvenuto (sinistra). E' nato da poco il primo nipotino di Faustino, eccolo (centro) insieme ai genitori. Ma anche lui (destra) si è dato da fare nell'ultimo anno!

 


I suoi figli hanno occhi vivi come carboni accesi. Di solito i bambini sono molto accuditi e specialmente molto amati dai genitori e da tutta la comunità. Eppure si possono vedere rotolare liberi nella terra polverosa della strada senza che nessuno abbia da ridire, per contro nella Sierra non ho mai sentito una lite familiare o visto un bambino fare i capricci. Decisamente per noi italiani questo è davvero un altro mondo!

 

Non passo inosservato, tutti mi guardano molto incuriositi ma riservati, solo pochi mi sembrano infastiditi e non posso biasimarli visto la cattiva e meritata fama dell' "uomo bianco", e specialmente qui, in queste valli irraggiungibili, dove gli huicholes si sono rifugiati per sfuggire dalla furia omicida dell'esercito spagnolo dei "monos blancos" (scimmie bianche), circa cinque secoli fa.

 


Nel piazzale cerimoniale, centro nevralgico di San Andrés, si attende l'inizio della grande Festa per il ritorno dei Peyoteros dal pellegrinaggio a Wirikuta (alla sacra montagna del Cerro Quemado a Real de Catorce, stato di San Luis de Potosí, che dista ben 450 Km).

 


Incredibilmente io potrò partecipare alla festa e avrò addirittura il permesso dal Gobernador di San Andrés (foto sopra) per scattare foto e filmati, naturalmente tutto non programmato, se penso ai fotografi yankee del National Geographic coi loro permessi governativi, cacciati via dal villaggio poco tempo prima! Mi raccontano che infilavano l'obiettivo nelle case e senza chiedere il permesso, forse credevano di trovarsi tra i selvaggi. Non ci vuole molto per essere rispettosi o almeno educati, ma con rassegnazione in Messico dicono, "Ah, los gringos!", e questo in genere mette fine allo spinoso argomento.

 


Il mio mezzo di trasporto per la Sierra è il mitico camion Chevrolet anni '70, col carico di canne. Faustino dice: "E' il migliore!", ma non ho capito fra quali mezzi sarebbe il migliore.

 

4 VISITA AL VILLAGGIO IN COSTRUZIONE

 


Marcelino, l'unico libero dagli impegni per la preparazione della festa, è la mia giovane guida per il villaggio, che si trova a pochi minuti da San Andrés. Alle sue spalle nella foto si intravvede il tempio in costruzione di forma rotonda.

 

Altri lavori in corso nascosti tra i pini. Fra gli alberi si nota il chiarore che indica il bordo del burrone.

 

Arrivati allo strapiombo sul fondo si intravvede il piccolo rancho de Las Guayabas, finito nei testi di antropologia perchè qui gli esploratori del secolo scorso incontrarono gli huicholes per la prima volta.

 


Il panorama è così vasto da togliere il fiato, questo è tutto territorio huichol, il cuore incontaminato della Sierra Madre Occidentale.

 


Anche Marcelino rimane incantato dalla maestosità del paesaggio, sono le cattedrali dei Wirrarika, più splendide e grandiose di qualsiasi opera umana.

 


Offerte votive testimoniano la natura fortemente sacra di questo luogo incantato.

 

Per informazioni e aggiornamenti sull'ecoturismo huichol SCRIVICI e ti terremo informato. Il turismo responsabile serve ad aiutare e quindi a salvaguardare le popolazioni a rischio.

(vedi altre foto)

lo staff di MexicoArt

reportage e fotografie di Riccardo Mantovani

 

Home Page