Ixtlan
del Rio, Messico - fine
marzo 2005 Si
parte per la Sierra degli Huichol dove sentirò
la novità: il Governo Tradizionale ha deciso per un'apertura inaspettata
verso i visitatori, e questo grazie alla costruzione già in atto di un
piccolo villaggio ecoturistico. Il sito è incantevole grazie alla vista
che si gode dall'altopiano e a pochi minuti di cammino si trova il principale
centro politico e cerimoniale degli huichol, San Andrés Cohamiata,
nello stato di Jalisco, un posto magico e incontaminato, solo da poco allacciato
alla rete elettrica. E' la prima volta che questa popolazione, nascosta da secoli
fra le montagne della Sierra Madre Occidentale, invita gli stranieri. Rosalio
Rivera Sanchez mi racconta con entusiasmo che nel
villaggio ci sarà un templo ceremonial e un temazcal per
i bagni di vapore. Si potrà incontrare lo sciamano designato proprio per
questa funzione oltre che per presiedere alle feste cerimoniali. I corsi di arte
huichol completano il panorama delle principali offerte e vedere i raffinati artisti
che con con fili colorati su tavole di legno disegnano le visioni dei miti,
ancora straordinariamente vivi del popolo Wirrarika,
darà una visione generale della cultura di questo straordinario popolo
di sciamani ed artisti, ispiratore del Don Juan di Carlos
Castaneda. 1° Viaggio nella Sierra degli Huichol (vedi fondo pagina) 1
DECOLLO (clicca
sulle foto per ingrandirle) 
Partenza da Ixtlan con un piccolo aereo da turismo. Si potrebbe anche prendere
un autobus pubblico che parte una volta alla settimana, dovrei però spostarmi
molto più a nord ed avere più tempo a disposizione.
Un
vulcano da superare subito dopo il decollo! Forse era meglio l'autobus. Nella
foto a destra gli altri intrepidi passeggeri. Campi
coltivati si distendono nella poca pianura sottostante, come eleganti labirinti
(sinistra). Le gole scavate dal fiume Chapalagana (destra),
sulle cui sponde vivono ancora i giaguari, animali sacri per i popoli precolombiani,
che però non amano essere disturbati visto gli incidenti che periodicamente
avvengono.  Le
montagne di struggente bellezza della Sierra Madre Occidentale, fra le più
impervie del Messico.
2
ATTERRAGGIO 
La mesa di San
Andrés Cohamiata all'orizzonte (fotografata da San Miguel Huaistita).
Stiamo
arrivando, dai finestrini si vede la pista di atterraggio in terra battuta di
San Andrés Cohamiata. 3
SALUTI Il
riso aperto dei giovani huichol mi dà il benvenuto (sinistra). E' nato
da poco il primo nipotino di Faustino, eccolo (centro) insieme ai genitori. Ma
anche lui (destra) si è dato da fare nell'ultimo anno!  I
suoi figli hanno occhi vivi come carboni accesi. Di solito i bambini sono molto
accuditi e specialmente molto amati dai genitori e da tutta la comunità.
Eppure si possono vedere rotolare liberi nella terra polverosa della strada senza
che nessuno abbia da ridire, per contro nella Sierra non ho mai sentito una lite
familiare o visto un bambino fare i capricci. Decisamente per noi italiani questo
è davvero un altro mondo!
Non
passo inosservato, tutti mi guardano molto incuriositi ma riservati, solo pochi
mi sembrano infastiditi e non posso biasimarli visto la cattiva e meritata fama
dell' "uomo bianco", e specialmente qui, in queste valli irraggiungibili,
dove gli huicholes si sono rifugiati per sfuggire dalla furia omicida dell'esercito
spagnolo dei "monos blancos" (scimmie bianche), circa
cinque secoli fa.  Nel
piazzale cerimoniale, centro nevralgico di San Andrés,
si attende l'inizio della grande Festa per il ritorno dei Peyoteros dal
pellegrinaggio a Wirikuta (alla
sacra montagna del Cerro Quemado a Real de Catorce, stato
di San Luis de Potosí, che dista ben 450 Km).
 Incredibilmente
io potrò partecipare alla festa e avrò addirittura il permesso dal
Gobernador di San Andrés
(foto sopra) per scattare foto e filmati, naturalmente tutto non programmato,
se penso ai fotografi yankee del National Geographic coi loro permessi
governativi, cacciati via dal villaggio poco tempo prima! Mi raccontano che infilavano
l'obiettivo nelle case e senza chiedere il permesso, forse credevano di trovarsi
tra i selvaggi. Non ci vuole molto per essere rispettosi o almeno educati, ma
con rassegnazione in Messico dicono, "Ah, los gringos!",
e questo in genere mette fine allo spinoso argomento.
 Il
mio mezzo di trasporto per la Sierra è il mitico camion Chevrolet anni
'70, col carico di canne. Faustino dice: "E' il migliore!", ma
non ho capito fra quali mezzi sarebbe il migliore.
4
VISITA AL VILLAGGIO IN COSTRUZIONE  Marcelino,
l'unico libero dagli impegni per la preparazione della festa, è la mia
giovane guida per il villaggio, che si trova a pochi minuti da San Andrés.
Alle sue spalle nella foto si intravvede il tempio in costruzione di forma
rotonda.
Altri
lavori in corso nascosti tra i pini. Fra gli alberi si nota il chiarore che indica
il bordo del burrone. Arrivati
allo strapiombo sul fondo si intravvede il piccolo rancho de Las Guayabas,
finito nei testi di antropologia perchè qui gli esploratori
del secolo scorso incontrarono gli huicholes per la prima volta.  Il
panorama è così vasto da togliere il fiato, questo è tutto
territorio huichol, il cuore incontaminato della Sierra Madre Occidentale.
 Anche
Marcelino rimane incantato dalla maestosità del paesaggio, sono le cattedrali
dei Wirrarika, più splendide e grandiose di qualsiasi opera umana.
 Offerte
votive testimoniano la natura fortemente sacra di questo luogo incantato.
Per
informazioni e aggiornamenti sull'ecoturismo huichol SCRIVICI e ti terremo
informato. Il turismo responsabile serve ad aiutare e quindi a salvaguardare
le popolazioni a rischio. (vedi
altre foto) lo
staff di MexicoArt reportage
e fotografie di Riccardo Mantovani |