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TEONANACATL
,
CARNE DEGLI DEI
PSILOCYBE E IL CULTO DEI FUNGHI MAGICI IN MESSICO
Funghi-pietra, trovati nel 1898 da l'archeologo tedesco Carl Sepper in Guatemala, risalenti dal 2000 a.C. al 900 d.C. Inizialmente creduti raffigurazioni falliche dimostrano l'uso antichissimo dei funghi.
Maria Sabina con Roger Wasson nel 1955 a Huautla, quando la sciamana rivelò il culto ed il potere dei funghi agli stranieri, rivelazione di cui poi si pentì amaramente, fino a morire di alcolismo, accusando Wasson di averla imbrogliata.
"Quando arrivammo a Huautla de Jimenez il tempo era fresco, il cielo gonfio d'acqua, ma non piovve."

Geograficamente è vicina ad Oaxaca ma è molto lontana a giudicare dal viaggio di parecchie ore su una corriera malridotta, attraverso una strada altrettanto provata dal tempo. Sul tavolo di una locanda troviamo un ciclostilato di una comunità locale di frati Francescani, non credo ai miei occhi, io, venuto qui (1979, allora ero molto giovane) perchè i Pink Floyd vennero qui, da Maria Sabina, curandera divenuta celebre grazie alle pubblicazioni dell'antropologo R. G. Wasson sul culto dei funghi allucinogeni, i francescani, dicevo, definiscono il fungo "carne di Dio"! e hongo sagrado! Dimostrando che il sincretismo religioso non è diffuso solo tra gli indios poco istruiti. Questo è stato il primo contatto coi funghi messicani. Lo stesso tipo di sacralità l'ho ritrovata anche rispetto all'uso del peyote, più a nord, nello stato di San Luis de Potosi. Comunque è sempre presente in Messico nei riti tradizionali che riguardano l'utilizzo di allucinogeni naturali. Molto diverso è l'uso voluttuario che se ne fa di essi nelle società tecnologiche. I mazatechi avvertono: ti fanno diventare pazzo se non sei cerimonialmente pulito. Cioè purificato dal digiuno e dall'astinenza sessuale. R.

 

1 - MARIA SABINA, SCIAMANA MAZATECA

 


Psilocybe mazatecorum, il fungo utilizzato da Maria Sabina
Maria Sabina

Un etno-botanico americano, Richard Evans Schultes, fu il primo occidentale a partecipare a una velada a Huautla de Jimenez, nello stato di Oaxaca, nel 1937. Da allora in poi, la fama del culto attrasse sempre più visitatori, studiosi e viaggiatori da ogni parte del mondo. Nel 1953, un ex-bancario, poi diventato uno dei più grandi studiosi di etno-micologia a livello mondiale, Roger Wasson, si trovò a prendere parte a una velada in Huautla con il curandero Aurelio Carreras, nel corso della quale ebbe una dimostrazione pratica dei poteri di chiaroveggenza conferiti dal fungo. Aurelio, senza conoscere nulla di Wasson né della moglie, rivelò particolari della vita presente e futura della coppia in maniera sorprendente. In seguito i Wasson fecero anche la conoscenza di Maria Sabina, una curandera di Huautla, che era in grado di guarire diversi tipi di malattie fisiche e nervose con le informazioni ricevute dai niños sagrados, di cui arrivava a prenderne fino a trenta paia durante la velada.

Mazatechi preparano i funghi (Psilocybe mazatecorum) per l'essicazione

I curanderos apparivano anche in grado di risolvere attraverso la chiaroveggenza i piccoli contrattempi della vita quotidiana, come furti e ricerca di persone scomparse. La velada di Maria Sabina consisteva in una cerimonia svolta di notte, implicante l'ingestione di funghi (Psilocybe mazatecorum) precedentemente benedetti e nell'accompagnamento canoro del viaje da parte della curandera, la quale riceveva sotto forma di visioni o parlando con lo Spirito Santo le informazioni richieste al fungo. Il canto mazateco di Maria Sabina, pubblicato e studiato da Wasson nella sua opera, appare una componente fondamentale della sua velada:

 

Psilocybe cubensis
( Stropharia cubensis)
detta San Isidro

Donna che tuona io sono, donna che suona
Donna-ragno io sono, donna colibrì io sono…
Donna aquila io sono, donna aquila importante io sono.
Donna mulinello del turbine io sono, donna di un
luogo sacro, incantato io sono,

donna delle stelle cadenti io sono…

(un canto di Maria Sabina)

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2 - GLI HIPPIES SCOPRONO HUAUTLA (ma anche i Beatles, i Rolling Stone, i Pink Floyd, etc.)

 

foto: Robert Altman, 1968, "L'estate dell'amore" (elaborazione ric)

"Siamo venuti per cercare Dio" dicevano. Mi rimaneva difficile spiegare loro che le veladas non si fanno per il solo desiderio di incontrare Dio, ma unicamente per lo scopo di curare le malattie (...) In seguito seppi che i giovani dai capelli lunghi non avevano bisogno di me per mangiare le "piccolo cose" (...) Quelli li mangiavano stando in qualsiasi luogo; per loro era la stessa cosa, li masticavano seduti all'ombra delle piantagioni di caffe, oppure su di un masso su qualche sentiero di montagna. Quei giovani, biondi e bruni, non hanno rispettato le nostre tradizioni. Mai che io ricordi i ninos santos sono stati mangiati con tanta mancanza di rispetto! Per me le veladas non sono un gioco. La persona che le fa semplicemente per sentire gli effetti puo diventare pazza".
(Maria Sabina, in ESTRADA, 1981: 90-91)

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3 - LA TEORIA DI R. G. WASSON SUL FUNGO SACRO

 

Quando Wasson conobbe il rituale mazateco, si pose come compito quello di studiare e rendere noto il ruolo svolto dal fungo allucinogeno nella storia dell'umanità. Nessuno prima di lui aveva messo in relazione le pietre-fungo (mushroom stones) - trovate già dal 1898 dall'archeologo tedesco Carl Sapper in Guatemala e risalenti al 2000 a. C.- con l'esistenza di un culto dei funghi sacri, tuttora esistente e praticato nel Messico centro-meridionale. Un culto così antico che fece elaborare a Wasson una teoria in cui la religione del fungo è vista come la base delle religioni, una mitica spiritualità primigenia, anteriore a tutte le altre. La teoria, che elaborò insieme alla moglie, stabiliva che:

1) alla base di tutte le grandi religioni dell'umanità c'è l'esperienza mistico-sacrale indotta da una pianta allucinogena, che spesso è un fungo;

2) equivalenti della Psilocybe messicana sono individuabili in tutte le regioni del pianeta: dall'Amanita muscaria degli Iperborei, antenati degli Europei, al soma dei Veda indiani; dall'Ergot (parassita della segale, precursore dell'acido lisergico) usato nei Misteri di Eleusi al Boletus responsabile della mushroom madness dei Kuma (Nuova Guinea);

3) alla fase successiva di sistematizzazione delle religioni corrisponde un processo di rimozione del culto del fungo, non più accettabile agli occhi dei preti cristiani o dei bramini vedici.

Non sappiamo se questa teoria è ritenuta ancora valida dagli antropologi contemporanei, ma è comunque un tema fondamentale su cui varrebbe la pena indagare, considerando anche, su altri fronti, la presenza di fenomeni di massa diffusi tra i giovani, quali l'uso di ecstasy in modo comunitario, durante estenuanti notti di danze rituali, tribali o liberatorie chiamati rave. Forse assistiamo alla nascita di un neo-sciamanesimo?

(rispondi: ECSTASY, TRANCE, RAVE: STA NASCENDO UN NEO-SCIAMANESIMO? VAI! )

Ricordiamoci che gli sciamani seguono un lungo periodo di apprendistato ed affrontano notevoli sacrifici per essere all'altezza del compito ad essi affidato, intrufolarsi nell'altro mondo, non tutti possono farlo, occorrono anche qualità innate che solo il maestro sa vedere nell'apprendista, quest'ultimo non ha scelta, solo in seguito gli sarà data la responsabilità di decidere se continuare il lungo cammino di preparazione. Questa scelta non viene presa con leggerezza. L'attività dello sciamano è spesso pericolosa, si ha notizia di sciamani morti durante una lotta mortale con entità invisibili, entità che lo sciamano cerca nell'altro mondo e di cui si serve come alleati per compiere azioni impossibili, guarigioni di malati o divinazione del futuro, gli alleati però sono piuttosto scorbutici, solo se lo sciamano è abile riesce a non esserne distrutto.

Esistono anche sciamani chiamati brujos, tutt'altro che positivi, che, a pagamento, eseguono ogni sorta di malefici. I funghi allucinogeni non sono uno scherzo dice Maria Sabina e mai andrebbero assunti per scopi superficiali. E se lo dice lei che li ha rivelati al mondo...

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4 - storia

 

Le testimonianze dei primi conquistatori e viaggiatori in centro America insieme ai numerosi reperti, come le pietre-fungo, indicano l'esistenza di un culto antichissimo del fungo allucinogeno, specialmente in Guatemala e Messico, che è perdurato fino ai giorni nostri.
Il culto può essere fatto risalire all'arrivo dei primi nomadi paleo-siberiani nelle Americhe circa 30.000 anni fa dalle steppe asiatiche, attraverso lo stretto di Bering. Nel 7.000 a. C. circa i paleosiberiani arrivarono anche in America Latina.

 

XOCHIPILLI, PRINCIPE DEI FIORI (divinità azteca)

 



Il dio azteco Xochipilli, Principe dei fiori, in atteggiamento ieratico. Divenne l'ispiratore degli hippies di tutto il mondo.
Il dio azteco dei fiori, delle feste, della danza, della creatività. La sua bellissima statua (sin.) a grandezza naturale, conservata al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico, fu trovata alla metà dell'800, sulle pendici del vulcano Popocatepetl, a Tlalmanalco. Sul corpo e sulla base della scultura si trovano parecchi disegni in rilievo di fiori, piante e funghi. Tra cui:

mushrooms (Psilocybe aztecorum)

tobacco (Nicotiana tabacum)

morning glory (Turbina corymbosa)

sinicuichi (Heimia salicifolia)
 

possibly cacahuaxochitl (Quararibea funebris)

Oltre ai funghi Psylocibe aztecorum anche molte delle specie vegetali trovate sulla statua hanno effetti allucinogeni.


TESTIMONIANZE DEI PRIMI OSSERVATORI STRANIERI SULL'UTILIZZO DI PSILOCYBE

Codice Vindobonensis: Nove divinità ricevono consigli da Quetzalcoatl
sull'origine e l'uso dei funghi sacri. - Mixitec kingdom (Schultes and Hofmann 1979).
Molte sono le testimonianze letterarie che i contemporanei della Conquista spagnola ci hanno lasciato circa l'uso del funghi sacri, come la Historia de las Indias de Nueva Espana del frate domenicano Diego Duran. Nel capitolo denominato Cronica X, viene narrato dei festeggiamenti che seguirono l'incoronazione del re Tizoc (1481) e di come, alla fine di un sontuoso banchetto, vennero serviti dei funghi:

"Tutti i Signori e i Grandi delle Province si alzarono in piedi e, per rendere ancor piu solenne I'avvenimento, mangiarono dei funghi silvestri che dicono far perdere la ragione, e dopo tutti si prepararono per le danze". (II, XL 40)

"Una cosa ho notato (...) che non vi e prova che essi bevano vino o che si ubriachino con qualcos'altro che non siano i funghi silvestri. Che mangiano crudi e con cui (...) si rallegrano, diventano felici, e in qualche modo ebbri: non si fa cenno al vino, eccetto che nei sacrifici o ai funerali; si fa soltanto cenno alla cioccolata, che bevono in abbondanza durante i momenti di esaltazione". (II, XLII 16)

All'incoronazione di Monteczuma (1502) i festeggiamenti durarono quattro giorni consecutivi, con alla fine dei sacrifici umani:

"Il sacrificio ebbe termine, e i gradini del tempio e del patio grondavano sangue umano, allora tutti incominciarono a mangiare dei funghi crudi, con questi persero la ragione peggio che se avessero bevuto molto vino. Così ubriachi e senza ragione che molti si uccisero tra loro a mani nude, e con la forza di quei funghi avevano visioni e rivelazioni per il futuro, il Diavolo in persona parlava loro in quell'ebbrezza".

Forte è il sospetto di una posteriore manipolazione da parte di coloro che redassero i manoscritti originali di Duran. Altra fonte di informazione ci viene dal francescano Bernardino de Sahagun, la cui opera complessiva è immensa, conservata in parte a Madrid e in parte a Firenze, nella Biblioteca Laurenziana.

Codice Magliabecciano : Un celebrante mentre ingerisce una coppia di funghi sacri. (Schultes and Hofmann 1979).

"La prima cosa che mangiano sono dei piccoli funghi neri che loro chiamano nanacati che li inebria e provoca allucinazioni, e a volte anche lussuria. Li mangiano prima del sorgere dell'alba, accompagnandoli con bevande di cacao. Li mangiano col miele e quando incominciano ad arrivare alla testa, si mettono a danzare e qualcuno canta, qualcuno piange, perche incominciano ad essere ubriachi dei funghi. Qualcuno non canta, ma rimane seduto in casa, tutto assorto in se stesso. Qualcuno ha la visione di essere sul punto di morire, e per questo si mette a piangere, altri credono di essere divorati da qualche belva feroce; qualcuno ha la visione di catturare molti nemici in battaglia, altri di essere diventati ricchi, altri di possedere molti schiavi o di aver commesso adulterio e venire lapidati per il reato; altri vedono di aver rubato qualcosa e di essere puniti per questo, altri ancora credono di aver commesso un omicidio o di venire uccisi; altri credono di stare per annegare, altri hanno visioni di vivere e morire in santa pace, altri ancora di
precipitare da un dirupo (...) Poi quando I'ebbrezza dei funghi è terminata, si mettono a discutere delle visioni avute".
(Codice di Firenze, Libro IX)

Anche Toribio de Benavente, meglio conosciuto come Motolinia, parla del teonanacati:

"Posseggono un altro mezzo per inebriarsi, che accresce la loro crudeltà: usano certi funghi che crescono nelle loro terre come pure in Castiglia, ma i loro sono cosi selvatici che, mangiati crudi, per la loro amarezza devono essere presi con il miele; e subito dopo essi hanno migliaia di visioni soprattutto di serpenti; completamente fuori di se, sembra loro di avere corpo e gambe ricoperti di vermi che li divorano vivi, e cosi deliranti escono dalle case invocando che qualcuno li uccida; in ragione di questa bestiale ebbrezza (...) può succedere che qualcuno si uccida, o che nei confronti di altri sia ancora piu crudele. Nella loro lingua chiamano questi funghi teonanacati, che significa "carne degli dei", o meglio del diavolo, che essi adorano, e che, con questo cibo amaro, ricevono come loro crudele dio". (Ritos antiguos, Sacrificios y idolatrias de los Indios de la Nueva Espana)

II fungo sacro attirò l'attenzione, sfortunatamente per gli Indios, dell'lnquisizione. Con la caduta dell'impero azteco la furia e l'avidità degli Spagnoli ebbe il sopravvento sulle antiche divinità. In un baleno tutto venne distrutto dalla brama di potere di un regno lontano e dall'intolleranza di una religione estranea. In pochi anni l'oblio avrebbe ricoperto il millenario passato del Messico.

II primo documento inquisitoriale che tratta dei funghi è datato 1537, quando il Vescovo di Città del Messico, il francescano Juan de Zumarrega, presiedette il giudizio contro due indiani, Mixcoatl e Tlaloc. Questi erano accusati di resistenza all'autorità spagnola, di aver organizzato una rivolta armata contro gli oppressori e di aver invocato l'aiuto dei loro dei affinchè assicurassero loro la vittoria. Nel corso del processo i funghi furono menzionati cinque volte e considerati un simulacro dell'eucarestia (Arch. Gen. Mes. "Procesos de Indios, Idolatrias y Hechicerios, vol. III).

La durissima persecuzione fece perdere le tracce del culto per tre secoli, dalla fine del Seicento fino al 1936, quando R. Weitlaner e poi R. E. Schultes nel 1938, non ne riscontrarono l'uso fra gli indiani mazatechi. Il culto si era arricchito, attraverso l'influenza cristiana, di forti aspetti sincretici:

"So che gli stranieri non utilizzano i funghi, ma Gesù Cristo ce li ha dati perchè noi siamo poveri e non possiamo pagare né un dottore né le costose medicine". (ragazzo mazateco di 21 anni, tratto da una lettera a Wasson del 1953) .

tratto dall'articolo di G. Camilla e S. Busignani "I funghi sacri del Messico"
in Altrove n. 9 - rivista SISSC (vedi i links)

 

 

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