Faustino Salvador
Ortiz (rappresentante) |
Due
rappresentanti del popolo Huichole del Messico, grazie al lavoro dell'associazione
Totoyari nel Mondo, sono venuti in Italia, per un giro di incontri
informativi. Gli Huicholes sono una etnia che, grazie all' isolamento geografico
(valli isolate e impervie), ha mantenuto ben saldo il legame con la tradizione
precolombiana. Sono stati conosciuti dalla nostra civiltà solo sul finire
degli anni 60, attraverso i loro incredibili quadri di filo, le Nierikas,
visualizzazioni di visioni sciamaniche, e per l'uso rituale di un cactus allucinogeno,
il peyote.
Per far conoscere i loro
problemi e per portare un messaggio a tutti quelli che vorranno
ascoltarlo hanno intrapreso questo lungo viaggio... Il loro messaggio esordisce
con una poesia e nel ricordo del nostro incontro rimane tanta dolcezza e genuinità
e l'invito ad andarli a trovare...
Alejandro Carrillo
Carrillo (marakame) |
TESTO
DELLA CONFERENZA STAMPA
FAUSTINO
SALVADOR ORTIZ,
rappresentante del governo huichol
di San Andrés Cohamiata:
"COME
NELLA NATURA, COME NELLA FLORA E NELLA FAUNA,
SOFFRENDO E RESISTENDO GIORNO
E NOTTE NELLA PROPRIA CARNE
PER LO SFRUTTAMENTO DI CINQUECENTO ANNI.
L'INDIGENO
HUICHOLE DEL MESSICO HA SOFFERTO TANTO
QUANTO TUTTI GLI INDIGENI DEL MONDO"
"Gli
indigeni Huichol vivono al nord del paese, nella Sierra Madre Occidentale dello
stato di Jalisco, ad una altezza massima di 1800-2000 metri. Il motivo della nostra
visita in Italia è quello di far conoscere la nostra cultura e i nostri
diritti e di far sapere alla comunità internazionale come viviamo.
Il nostro modo di vivere è quello di lavorare i campi, facendo attenzione
alla nostra cultura e ai nostri luoghi sacri. Parlando di cultura, parliamo ora
di un luogo, un luogo sacro, Wirikuta, al nord dello stato di San Luis de Potosi,
nel 1994 fu riconosciuto come luogo sacro e meta del pellegrinaggio huichol. Nel
2000 l'UNESCO e il WWF hanno riconosciuto, con un decreto, Wirikuta, in San Luis
de Potosi, come luogo sacro. Successivamente il governo di questo stato non ha
rispettato questi riconoscimenti e non ha risposto alle nostre giuste richieste,
sfruttandoci politicamente per richiedere aiuti. Il Nepal, insieme a paesi europei,
ha dato aiuti economici allo stato di San Luis Potosi, il quale però non
li ha utilizzati per questi luoghi ma li ha tenuti per sè, forse perchè
il governatore dello stato non è huichole. Per la nostra comunità
indigena questo è molto triste perchè noi vogliamo che i nostri
territori vengano giustamente riconosciuti. Anche per quanto riguarda la nostra
cultura è la stessa cosa, non abbiamo avuto rispetto nè riconoscimento.
Ultimamente è stata fatta una legge nazionale sulle comunità indigene
che non è stata rispettata, come non è stata rispettata la marcia
zapatista di Marcos. Per questo noi siamo qui, per esporre i nostri problemi e
per chiedere aiuto alla comunità internazionale".
(Aiuti
- crediamo di capire grazie all'intervento di Daniela - che non arrivino da associazioni
governative, di cui loro non si fidano più, come l'Istituto Nazionale Indigenista,
che procura loro sementi transgeniche che loro non vogliono, ma da associazioni
indipendenti che rappresentino la società civile. Le richieste sui diritti
degli indigeni fatte durante la marcia zapatista di 2 anni fa sono state da pochi
giorni respinte dal governo messicano, altra riprova del disinteresse del governo
verso le comunità indigene, ndr).
Ancora
Faustino dice:
"La nostra comunità di San Andrés Cohamiata, riconosciuta internazionalmente,
è aperta a tutti i turisti stranieri, altre comunità huichol, per
decisione delle assemblee, non accettano gli stranieri. La raccomandazione della
nostra assemblea, che diamo ai turisti, è di venire a vedere ma di rispettare
il luogo sacro di Wirikuta e il peyote che vi cresce
(cactus allucinogeno utilizzato ritualmente da sempre dagli indiani huicholes).
(...) A causa di persone estranee alla nostra cultura il governo dice che il peyote
è una droga, ma non è una droga per noi. (...)
(...) Sarebbe
lungo parlare della nostra religione, il fondamento principale è il rispetto
della natura e il rispetto dei luoghi sacri. Abbiamo molte credenze ma ognuno
è lasciato libero di credere a quello che sente, durante i culti noi non
chiediamo offerte. Ci sono molte feste nella vita huichol, sei o sette feste,
ma per me la più bella è quella del peyote. Per partecipare al pellegrinaggio
di 400 Km fino a Real de Catorce ci si deve confessare pubblicamente di tutti
i peccati commessi, come, ad esempio, con quante donne si è stati, questo
vale sia per le donne che per gli uomini".
Conclusione
di Faustino:
"Passano i secondi, i minuti, i giorni, le settimane, i mesi e gli anni,
ma noi indigeni continuiamo a sperare nell'appoggio della società civile
internazionale, questo vale anche per le generazioni che verranno. Noi speriamo
che questa non sia l'ultima volta che verremo. In particolare il nostro ringraziamento
và all'associazione Totoyari che ci ha dato la possibilità di partecipare
e lanciamo l'invito anche ad altre associazioni che vogliono collaborare. Tante
grazie ".
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