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LA TEOLOGIA MAYA

La civiltà maya, fiorita tra il IV ed il XV secolo d.C., si sviluppò nei territori corrispondenti agli odierni Stati messicani dello Yucatán, Campeche, Chiapas e Tabasco, oltre che in Guatemala, Honduras, El Salvador. In seguito allo spostamento della maggior parte dei Maya nello Yucatán Settentrionale le città principali divennero Chichén Itzá, Mayapán e Uxmal, confederate nella lega di Mayapán (1007-1204).
Nel periodo fra il 1520 e il 1541, dopo la conquista spagnola, la cultura maya iniziò a manifestare segni di decadenza. Considerata la più importante fra le culture indie del continente americano, la cultura maya si distinse per le cognizioni acquisite nel campo dell’astronomia, della matematica (particolarmente per l’uso dello zero), dell’urbanistica e della scrittura ideografica (glifi); quest’ultima è decifrabile soltanto in parte, anche se negli ultimi vent'anni gli studiosi hanno compiuto notevoli progressi.

L'ESSERE SUPREMO E LE ALTRE DIVINITÀ

L’Essere Supremo venerato nello Yucatán era Hunabku (hunab, uno, e ku, dio), creatore del cielo e della terra e padre degli dei. Fra le divinità maggiori Itzamná (la casa gocciolante, il cielo) è il dio del Sole e del cielo e il nume del patrimonio culturale, della scienza medica, dell’agricoltura, della scrittura e del calendario.
Figlio di Hunabku e consorte di Ixchel, Itzamná è padre di Bacab (figli). Il suo secondo nome, in riferimento al disco solare, era Kinich Ahau (il signore con il sole in fronte); nello Yucatán veniva designato col nome di Yaxcocahmut (lucciola verde). Ixchel (donna che giace) è la dea della Terra e della Luna, nonché della fertilità e del parto, ed è la compagna di Itzamná.
Protettore dei sacerdoti è la divinità celeste Kukulcan o Kukumatz (serpente piumato verde), al quale erano consacrati un tempio e una fonte a Chichén Itzá. Nelle testimonianze scritte superstiti, il dio che ricorre più spesso è Chaac (dio del tuono, dio della pioggia); veniva raffigurato nell’atto di afferrare il fuoco, che simboleggia il fulmine.
Hurakan (con una sola gamba) è una divinità del tuono e della tempesta oltre che della fertilità.
Da Hurakan discendono Orkan e Hurrikan. La divinità del grano era Yumkaax (signore dei boschi) mentre Ah Bolom Tzacab era il dio dell’agricoltura.
Vi erano anche gli dei della terra e del terremoto Zipakna e Kabrakan (rispettivamente bipede e terremoto). Sul regno dei morti (metnal) dominava Hunakau (il capo), raffigurato da uno scheletro.
Dea del suicidio è Ixtab (la signora della fune), che faceva entrare direttamente in paradiso coloro che si impiccavano.


La fine del mondo:
sarà il giorno...

tratto da: L'INIZIO DEI TE MPI: LE PROFEZIE SUL 2000 E IL GIORNO DEL GIUDIZIO di Pablo Ayo

LA QUINTA ERA DEI MAYA

Secondo i Maya ci furono cinque Ere cosmiche, corrispondenti ad altrettante civiltà. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali.
Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà - quella distrutta dall’Acqua - era Atlantide. Nel Popol Vuh dei Maya Quiché, si legge: "un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo... una pesante resina cadde dal cielo.. la faccia della terra si oscurò, e una nera pioggia cadde su di essa, notte e giorno".
Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta, governata dal dio Quetzalcoatl) terminerà nel 2012. Cosa ci dobbiamo aspettare? Secondo i ricercatori Maurice Cotterell e Adrian Gilbert, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici, descritti dallo storico Immanuel Velikvosky nel suo libro "Earth in Upheaval":


"...Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti... La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e spaccature immani. I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno... Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro... Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo... Nel caso di un rapido spostamento dell’asse terrestre, molte specie di animali sulla Terra e nel mare sarebbero distrutte e la civiltà, se ancora esistesse, sarebbe ridotta in rovine".

Lo scenario ipotizzato da Velikovsky, oltre a ricalcare le leggende Maya, espone scientificamente le profezie del monaco Basilio. Cotterell, in base ai suoi studi sull’attività delle macchie solari e sul calendario Maya, ha concluso che la profezia relativa alla fine della quinta Era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista per il 2012. Chissà, forse fu proprio uno spostamento dell’asse terrestre che circa 10.500 anni fa fece sprofondare Atlantide e Lemuria e provocò il Diluvio Universale.

 

 

 

 

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