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Nierika: visione, consapevolezza e simbolo.
José Luis Iturrioz Leza

Tratto dalla pubblicazione "Jose Benitez y el arte huichol. La semilla del mundo."
di Gabriel Pacheco Salvador e José Luis Iturrioz Leza - Noviembre 2003 – Mexico D.F.
Traduzione di Luigi Picinni


Nierika di Samuel Carrillo Moreno, elaborazione.

Le tavole di filo si elaborano nell'attualità ispirandosi principalmente al tema rituale denominato nierika che esprime con proprietà il significato di una rete complessa di rappresentazioni simboliche dentro il ragionamento e le pratiche religiose tradizionali. L'antecedente storico di queste tavole sono le semplici tavolette che descriveva Lumholtz (1851-1922) al principio del XX secolo, sulle quali si incollano minute perline (chaquiras) e fili colorati (estambres) mediante cera d'api. Il nierika rituale che si continua ad offrire in dono per devozione nei siti sacri serve come mezzo di comunicazione assegnato a trasmettere messaggi figurati alle divinità. Conformemente alla divinità alla quale sono diretti i messaggi variano i colori ed i motivi. La parola nierika significa "vedere", "star sveglio", "essere vivo", "essere consapevole". Degli avi che hanno acquisito la condizione di divinità, materializzandosi in picchi di montagna o limpide fonti, si narra che guardano, verso il basso o dal fondo, dipendendo ciò precisamente dalla loro posizione. In quanto esseri sovrannaturali non possono essere osservati, però i loro volti, ovvero il nierika formato dalla visione e da un insieme di tratti identificativi, in sostanza le loro identità come potenze naturali immateriali che stanno sotto al mondo delle apparenze, si riflettono nelle più diverse formazioni e processi naturali.

Le divinità osservano, vivono e creano la natura delle cose. La terra e' il nierika di Nostra Madre Yurienaka. L'acqua è il principio di vita e il nierika nel quale si rispecchiano i volti delle divinità madri. Una fonte d'acqua è un nierika che ci permette di vedere fino al mondo sotterraneo. Il Sole è il nierika del cosmo, quello che illumina e permette di vedere tutte le cose. Il peyote è un nierika che schiude la visione interiore verso i simboli che rendono possibile la comunicazione con le divinità. La terra sacra di Wirikuta e' un immenso nierika dove e' registrata la storia del mondo antico. Il coamil (campo di granturco N.d.T.) e' un nierika dove si genera, tanto in senso semiotico quanto materiale, la storia della creazione degli uomini di mais. Nel coamil riprendono a originarsi le divinità con le fattezze del mais e con l'aiuto del mais la natura si trasforma in vita umana. Per estensione si chiamano così altri oggetti rituali che rivelano aspetti del mondo sovrannaturale. Il tepari (disco di pietra che ricopre la cavità sacra dove si depositano le offerte) e' il nierika che apre la visione sul tempo degli avi, rappresenta la terra che ricopre e occulta la vista del mondo di sotto, mentre allo stesso tempo porta inciso su di esso, come il tepari, le tracce ed i segni che ci ragguagliano su di esso. Nierika e' il nama o scudo protettore con forma di disco fatto di giunchi e canne di otate, dentro il quale si tesse una rete di fili di cotone o di altre fibre. L' itari o tappeto fatto di tela nel quale si avvolgono gli strumenti dello sciamano è un nierika dove questi può interpretare e seguire le pratiche degli antenati che costituiscono il tema delle sue canzoni.

Nierika e' la conoscenza che trascende la percezione superficiale delle cose. I disegni circolari che si dipingono sulle gote con colori solari (giallo N.d.T.) sono un nierika che rappresenta lo splendore dell'astro diurno e la comunicazione visionaria dello sciamano e dei partecipanti alle cerimonie. Il volto degli avi si rispecchia in quello dei partecipanti al pellegrinaggio del peyote, cosi' come le gesta degli antenati si riflettono e continuano a vivere nelle usanze dei huicholes.

I huicholes dei nostri giorni sono l'immagine riflessa dei loro avi. La loro esistenza mette in scena le imprese degli antenati fondatori in un dramma destinato a rendere permanente la creazione del mondo e la nascita della vita, rendendo attuale la storia e conferendo profondità storica al presente. Uniti come in un gioco di specchi, gli uomini recitano la parte degli dei, trascendendo la condizione umana, spargendo allo stesso tempo nella madre natura i semi che continueranno a rendere possibile la materializzazione delle divinità ed il loro eterno ritorno nella vita degli esseri umani.

L'arte rende visibile ciò che e' nascosto. Gli artisti huicholes raffigurano le loro esperienze psichiche sovrannaturali del mondo fisico in innumerevoli immagini che si ricompongono nei ricami , nei tessuti e nelle tavole decorate di perline o di filo come le singole parole nelle composizioni testuali. Le tavole moderne sono una estensione artistica del simbolo religioso che viene ad arricchire anche il campo di referenza del termine nierika fuori del contesto religioso, però senza per questo allontanarsi dallo stesso, dato che le esperienze religiose continuano ad alimentare la sensibilità artistica degli artefici impregnando di significato le loro creazioni. Se le rappresentazioni simboliche del nierika tradizionale hanno già di per se una dimensione artistica, questa non scompare certo nei moderni quadri di filo, e questi indubbiamente rappresentano molto di più di oggetti decorativi prodotti per ottenere proventi in cambio di soddisfare la curiosità dei forestieri. In un lasso di tempo relativamente breve varie generazioni di artisti sono giunti a perfezionare le tecniche e diversificare gli stili. José Benitez e' una delle figure più rilevanti della prima generazione di questi grandi artisti. Opere di questo genere sono uno strumento di comunicazione nel senso pieno della parola, dove i destinatari non sono più le divinità o coloro i quali fanno parte del medesimo ambito culturale, ma le persone appartenenti a culture diverse mosse dalla volontà di avvicinarsi alle tradizioni ed alle figurazioni simboliche collettive proprie del popolo wixarika.

Un nierika e' lo specchio nel quale si riflettono gli aspetti della loro cultura materiale e soprattutto religiosa, una finestra che ci permette di confrontarci con una realtà differente e con i processi per mezzo dei quali i huicholes vi accedono, creando cosi la propria identità collettiva. Il nierika si è cosi' trasformato in uno strumento di comunicazione interculturale. Da questo punto di vista può rammentare i fregi delle pitture nelle chiese cristiane o gli affreschi degli edifici pubblici, che illustrano scene di testi sacri, della vita dei santi o degli eroi della Rivoluzione. Però attraverso il messaggio di un nierika i huicholes non cercano di convertirci o convincerci, solo ci offrono la grande opportunità di misurarci con il loro mondo, di vedere e comprendere i tanti aspetti della loro cultura che in altra maniera ci risulterebbe difficile scoprire ed apprezzare.

 

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