2
maggio 2008 Leopold
non c'è più, ha lasciato gatti e parenti ed è volato via,
libero e liberato dalla sofferenza, la nostra ultima lacrima non è stata
per una sua poesia ma per la poesia della sua vita.
L'ultima
struggente poesia di Leopold, scritta durante la malattia che l'ha ucciso, ringraziamo
la moglie che ha voluto comunicarcela. Ciao
Leopold Riccardo mexicoart.it IN
ONORE E MEMORIA di  Leopold
Persidi
FINO
A QUANDO
Dopo lunghe notti insonni s'annuncia l'alba minacciosa e
temeraria che non allevia il mio soffrire. Mi umilio, imploro, tu aurora
non sorgere più mi porti danno, rinnovi con oltraggio i miei affanni
Mi sento solo immerso nel dolore, gemendo o strepitando abbraccio me stesso
per consolarmi. Accanto al mio letto c'è la dea Astured che paziente
aspetta. Colei che toglie il pane, il frumento, la vita; colei che gelida
presiede alla nostra morte. Un fremito percorre tutto il mio corpo, la
mia anima è pervasa da una desolante sensazione d'angoscia. Desidero
cadere sulle braccia di Morfeo, ma la pazza Machebet mi ha ucciso il sonno.
Ch'io sia liberato ora da ogni pena e non quando la vita s'è sbarazzata
della mia presenza... cosi' per tutte le creature che soffrono. Liberato
dalla morte nessun tormento mi toccherà.
Leopold Persidi Roma 06-09-2007
C'è sempre posto nel mio cuore per tutte le creature che soffrono. |
LE
POESIE Leopold
Persidi POVERI SVENTURATI Non
sono un nuovo messia,ma lindesiderato! A schiera si riuniscono in
lacrime e chiedono la carità, alcuni in preghiera,altri piangono
in silenzio senza far rumore una moltitudine che soffre e non fa parte dei
cavalieri di dio, ma di una molteplice folla di poveri sventurati, che
espiano in questo luogo,i peccati loro e degli altri. Altrove si muovono
come torme invasate tormentati dalla fame,dalle malattie, da ogni
sorta di privazioni; senza credo e senza meta,vagano come anime disperate
alla ricerca di un graticcio ove riposare il capo, poi dormire e
sognare di aver mangiato a sazietà; forse è bello così
morire,sazi di nulla, non svegliarsi più da si lieto sonno e
portarsi con se le orme dellestremo bisogno. Il mondo li ha catturati
come preda e gli ha tolto tutto! Le promesse son diventate pene perpetue, causate
e volute da coloro che predicano la santa povertà; mentre,ipocritamente,
vivono nella prosperità e opulenza senza ritegno. Si sono
dissolte,la carità,lamore,la pietà,la misericordia; si
vive senza pace e senza concordia. E la sollecitudine di molti ad
arraffare tutto, anche il poco di coloro che non hanno più nulla, gelosi,
persino, della precarietà. Ingordigia! A nessuno importa del sermone
di colui chè nei cieli e si dice,che si prende cura di tutti
In
realtà nessuno si prende cura dei miseri, se non quelli che finiscono
di spogliarli. Eun esercito dipocriti,pochissimi sono gli eletti. Tutto
si risolve qui! Non cè nessuno e nulla di là che ci
aspetta. Tutto qui si determina in questo mondo piccolo,piccolo abitato
da uomini gnomi. Leopold Persidi Roma.26-11-2005
PIANGEVANO
Piangevano
tutti,intorno,senza lacrime,io ebbi pietà e
in me li accolsi stringendoli sul mio cuore. Dai
miei occhi pieni di pianto caddero
lacrime sui loro occhi, si da vedere la
tristezza e la delusione della speranza che fuggiva. Per
dannosa superficialità e presunta competenza, cè
laggravarsi dei malanni e i decessi dello spirito; cè
una parte del nostro cervello degenerata, che
diventa ostinatamente assassina, fa
soffrire e uccide le creature del creato. Chi
si prenderà cura della mia anima che soffre, chi
guarirà il mio spirito inquieto ammantato damore? Nessuno
era con me mentre, annientati, li raccoglievo, nessuno
era presente mentre li seppellivo, attanagliato
dallangoscia che mi opprimeva. Mi
uscivano le ultime lacrime dello strazio, consapevole
di essere solo nel dolore; i
più vicini in spirito restano lontani, separati
dalle distanze reali o presunte tali,incalcolabili. Siamo
tutti colpevoli e disgraziati figli delle miserie, non
ci resta che piangere e consumarsi sino alle viscere per
le morti cruente di tanti poveri figli abbandonati. Voi
cuori sublimi piangete con me e volate col
vostro pensiero sopra le spoglie di chi non cè più. Il
cielo sia invaso benignamente dal vostro affetto e
cada come pioggia ristoratrice sui sofferenti.
Leopold
Persidi Roma 24-02-2006 SON
VENUTO Non so s'è
stato scritto nel cielo, o sono stato prescelto dal fato. son venuto a lenire
le sofferenze di queste emarginate creature. Vado elemosinando la pietà per
salvare questi infelici. Soggiogato da elevati sentimenti non vengo mai
meno al mio operato di carità. Sto esplorando le anime nei loro intimi
segreti e scopro una desolante miseria nei più. L'umanità
è avvolta in un sudario, che ha impresso orrori e sangue. E' il dolore
che mi unisce agl'infelici e mi porta lontano dagl'indegni, procacciatori
diabolici del male. Cerco d'inondare di luce accecante quelle cose che sono
rimaste sempre in ombra le coscienze ,invano sono già morte! Non
ricevo che offese e negazioni. Provo sdegno, repulsione,poiché maleficamente
celate, nascoste, preferiscono l'oblio e morire nel buio. Se ci dovesse
essere un paradiso, gl'infelici li troveremo di là che ci aspettano. altrimenti
c'è stato soltanto l'inferno. tanto valeva non nascere.
Leopold Persidi Roma.02-07-2004 |