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POESIA DI VIAGGIO

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Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo. "Per andare dove, amico?" Non lo so, ma dobbiamo andare. J.Kerouac

 

Elena Nutini

 

"Salve, vi invio alcune poesie scritte in Portogallo".



Colonne D’Ercole (Albufeira di Cacela Velha-) Portogallo

 

Qui finisce il mondo: giù ci sono i draghi.

Ora soffia sui miei sogni vento antico.

Ondulata spiaggia d’ostriche gentili,

latte di conchiglie,

schegge gigantesche, arrotondate,

veli rosa delle rosee unghie delle fate,

velo di memorie, fine, opaco,

strato principesco sopra terre emerse,

magma, sentimento, bolla d’acqua e fuoco,

fame del tuo intimo segreto, sabbia..

Silenziosa, come serpe, calco impronte,

sguscio su distese d’ombre d’ibis, di cicogne,

territorio sconfinato seminato di scoperte,

di miraggi e dune, di assolati sogni:

“..strano cercatore d’orme..

calcherai il mio petto col tuo passo delicato

varcherai le porte nuove, nuovo,

sul ventricolo del cuore, senza enigmi.”

Mostri addormentati sull’abisso.

 

FINE MONDO CONOSCIUTO.

Mouras Encantadas* (Mèrtola-Portogallo)

Ubriaca di mura, di fortezze e sagrati,

dentro un bianco di calce

che sa ancora di agguati,

di turbanti, di cristiani e di mori.

E’ vacanza infinita..

Troppo lisce le strade,

così liscia la vita e strani,

curiosi i versi di civette

e il coro di rumori delle rane.

E le mouras encantadas...Solitarie...souzignas**.

Cavalli e cavalieri appollaiati

al posto di fontane

e merli ricamati come orli

sui bordi seghettati della notte.

Da sola, abbarbicata,

in bilico e in ciabatte

fra bimbi che rincorrono ululati

di lupi, giù, nascosti nelle selve,

nel fondo della mesa***, nel coro di cascate

e nidi di cicogna su tetti di mesquitas.****

Sbiadita è la Polare,

si perdono le strade conosciute.

Si tengono per mano da sempre,

nel buio, più lontano, le stelle.

Si scorgono nel gioco siderale a nascondino

le amiche per la pelle:

sorelle nell’universo astrale:Antares e Mizar.

*mura incantate **solitarie ***pianura ****moschee

 

Notte Islamica (Mèrtola-Portogallo)

Graal questa sera, nel cielo.

Il carro della vita mi rallenta

su ciottoli di strade

che insistono in salita, più strette.

Civette e cicogne mi dormono negli occhi.

Il tarlo in letargo del pensiero, riposa.

Finalmente.

E mille fenicotteri flamengo*

mi stringo, gelosa,

in nidi e piume rosa,

nella mente.

Cammino ancora sola su un labile confine:

la trama della luna.

Viaggio in quattro quarti senza fine.

Le trine delle torri, tenerezza.

Il mio notturno volo

carezza con un’ala il tuo castello.

La piuma di un uccello

sdraiata sul sentiero giù in pianura..

Un cane trapezista sulle mura..

Le foglie che galleggiano…farfalle.

Canoe, nel dormiveglia ozioso.

L’amore è solo un salto fiducioso

nel buio profumato della valle.

Dall’alto. Senza spada.

 

 

Sara Bizzotto

"Ciao...
dopo tanto tempo...
mi è venuta voglia di riscrivere in versi dopo tanto tempo..."

"... Alice nel Paese delle Meraviglie finirebbe divorata in questo mondo, nel profondo però la mia natura è ancora incline all'idealismo, e le mie passioni sono ancora le stesse di sempre... adoro leggere, qualsiasi genere tranne di guerra ( perchè mi indigna profondamente la follia collettiva che porta all'olocausto di tanti innocenti per lo sterile arricchimento di pochissimi) e scrivere, viaggiare ( ho studiato lingue anche per quello), la montagna, la musica e il cinema..tutte le emozioni sublimi che mi accarezzano l'anima."

"Nonostante tutto sono innamorata della vita, anzi ne ho fame..sono sempre alla ricerca di nuova bellezza che mi nutra interiormente".

 

SEMPLICITA'

Degno di ammirazione è per me chi è puro nell'intimo

e sa coltivare dentro di sè i tesori più veri,

i doni più preziosi:

non il fascino sfacciato dell'apparenza ma la ricchezza del cuore,

non lo sfavillio del lusso che abbaglia ma non illumina,

promettendo un'illusione di felicità fuggevole come il brillio di una stella;

chi sceglie i raggi della semplicità di cui scorge l'ombra in mille anfratti

ma che splendono solamente nel firmamento dell'onestà e della dignità,

rischiarando l'animo con la potenza della pace interiore,

l'unica promessa di autentica felicità.

(2012)

 

CIELO DI MONTAGNA

I miei occhi non hanno mai visto questo...

visione di sogno, fiaba ammaliante...

Eden immerso nelle nebbie, lontano reame nel cielo.

Etereo, magico, irreale paesaggio!

Se da un lato innalza l'anima che spazia in terre sconosciute,

lungo strani ed incantevoli sentieri di nubi,

la conduce verso chimere mai immaginate

ed ora follemente desiderate...

dall'altro la rende triste, malinconica, colma di struggimento...

una nostalgia verso quei luoghi che mai potrà raggiungere,

dei quali mai prima d'ora ha avuto coscienza!

E che l'hanno attirata a sè per sempre

e che le donano l'essenza di una fantasia senza confine,

le spalancano la consapevolezza dell'eternità.

Non mi rimarrà forse questo nel cuore per sempre?

Oggi i miei occhi hanno conosciuto la vita!

Un'esistenza che si estende oltre...

oltre la terra, il cielo, la mia anima...

ma che da lei nutre il primario nutrimento...

una bellezza senza eguali,

un incanto che mi è dato conoscere fuggevolmente

e che non può che rapirmi...

Mai ho visto il creato più bello,

sognante e fugace...

tanto pervaso di magica leggerezza e sospeso

al di fuori del tempo!

(2005)

Sara Bizzotto

 

 

Annalisa Serraino

Le donne di Aleppo

Avvolte, coperte, congelate curiose
si infilano nei vicoli.

Lo spazio del cuore vorrebbe capire.

Ci prova, attende
non trova risposta
solo l'umiliazione di una carne

nata donna e trattata come bestia.
L'antichità mi sfugge ma io mi
sollevo pensosa su un mondo astruso non oggi non ieri.
Eppure le donne hanno aria di donne di bestie mai nate.
L'occhio mio gioca a sentire anche solo un respiro lontano.
Le magiche corse, l'aurora incantata , le stelle,
le passeggiate veramente lunghe il sorriso quello che
posso dare lo verso nel calice oppresso di manti, di vuoti
di prigioni dorate con la speme che ognuno ha in fondo poi
la sua fortuna.

Il mondo continua a girare chissà perché
ostinatamente ed il tempo qui sembra davvero essersi fermato.

Annalisa Serraino

 

Sonia Serravalli

 

SE MI GUARDANO ADESSO

Se mi guardano adesso
sono finiti,
e sono finita.

Se mi guardano adesso
ho un occhio azzurro e uno nero.
Ho cellule nuove
ballerine con veli bianchi
mi volteggiano piroette
nella mente
nel cuore
e chitarre imbottite di farfalle,

se mi guardano adesso
sono acqua impazzita
sono leggenda sono estensione
pianura e selva
argilla e cristallo,
coppie scure che ballano strette
sul bordo di uno specchio,
pietre colorate che filtrano male
pensieri indisciplinati
e incantesimi maledizioni
forme d'arte non invitate
che si siedono a mangiarmi tutto,

se mi guardano adesso,
musica che sanguina
ridendo di gioia,
esplosioni all'orizzonte della gola,
Dio che scrive
ma vuole la mia penna,
e tucani azzurri,
vele sole come uomini,
logiche infedeli come coppie.

Se mi guardano adesso
e' grazie a te che scrivo
che mi faccio male
che mi libero
che spicco il volo
e finalmente impazzisco
per dare a un dio ubriaco
la penna e la mano che non si e' creato.

Se mi guardano adesso
sono luna sono Messico
sono rovine sono cenotes maya
con tutta la vita e tutti i loro morti
sono una parola scritta male
sono un errore di valutazione
sono un pazzo che picchia la parete
con ruedas cubanas negli occhi
all'incrocio tra la notte e l'impotenza

l'impotenza assoluta
anche di fronte a un insetto.

Sonia Serravalli
10 maggio 2003

TIEMPO

Finalmente
il tempo ha un senso
e mi contiene.
Ci saranno sempre
centimetri di noia
da riempire con un prestito
di genio.
Così è il mondo,
un fiume di linfa
tra due valli di vuoto.
Un secondo solo
di equilibrio perfetto
fra tre parole.

Poi arriva il mare
e rovescia tutto.

Sonia Serravalli
17/5/03

 

A MÉXICO

Terra di amori e disperazioni
terra di gnomi e fattucchiere.
Respiro forte nello stupore
di vivere ancora.
Un ragno mi ha rubato l’anima
un’aquila mi ha abbagliato gli occhi
un corallo consola il pianto
del mio sangue zingaro versato.
Con gli insetti condividiamo
nascondigli e attacchi di panico.
Con le lune eclissate nel mare
tutto il lutto dell’essere fragili.
Terra di scosse e d’incantesimi
terra di rettili e farfalle.
Ti ho amato di colpo senza sapere
se mi vuoi salva o vuoi la mia anima.

Sonia Serravalli
2 giugno 2003

 

ASPETTANDO CHE SPIOVA

Aspettando che spiova ti dico.
Se sei per questa selva
allunga una mano e trovami.
Se sei il motivo di questo,
piano fatti riconoscere.
Se anche tu senti la luna,
vieni fuori dall’oceano.
Se pensi che possa capire
forse e’ presto oppure sbagli.
Se sei dietro le mie notti vuote
dimmi almeno che mi vedi.
Se sai cose più di me
vieni presto a rivelarle.

Perche’ si dissangua il senso
del letto vuoto
del corpo vivo
la penna stanca
il silenzio truce
la selva calda
la spiaggia nuda
il vento che si capovolge
con sabbia che scolpisce nomi
con l’acqua che inonda le calles
per ordinarmi ancora una volta

C’E’ UN MOTIVO

e tutto il resto e’ solo
confusione.

Aspettando il destino.

Che strana la vita
aspettando che spiova.

Sonia Serravalli
16 luglio 2003

 

TROVEREMO LA MANIERA

Troveremo la maniera
di aprirci strade di silenzio
con selciati di cera e lune di perla
per attendere con il cappio pronto
la nera solitudine, quando viene.
Troveremo la maniera
di continuare a giocare anche nell’evidenza
trascinante, impalpabile,
rumorosissima e terribile
della guerra.
Troveremo la maniera
di trasformare in oro i momenti semplici,
adulare il tempo perchè ci aspetti,
piangere nel buio quando diventiamo
una persona sola.
Troveremo la maniera
di interpretarci negli occhi costellazioni,
di riconoscere odori di altre vite
e pensieri che abbiamo già fatto
sotto nevi perenni o lune di pietra.
Troveremo la maniera
di raccogliere in fiori e conchiglie
- e farne monili per le donne tradite,
e farne gioielli per bimbi e sirene, -
tutte le volte in cui mi salvi la vita.
E non ci sarà più un tunnel
nel mio cuore
dove possa rifugiarsi un singolo fantasma.
E non ci sarà la mano tetra
del freddo
ad esortarmi ad andare a morire da sola.
Perchè troveremo la maniera
di abitare terre in bilico
di liberare i sogni in ostaggio
e di redimere quelli che dicevano
che non si poteva.

(Sonia Serravalli, 28/04/2004)

Sonia Serravalli

 

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2 maggio 2008

Leopold non c'è più, ha lasciato gatti e parenti ed è volato via, libero e liberato dalla sofferenza, la nostra ultima lacrima non è stata per una sua poesia ma per la poesia della sua vita.

L'ultima struggente poesia di Leopold, scritta durante la malattia che l'ha ucciso, ringraziamo la moglie che ha voluto comunicarcela.

Ciao Leopold
Riccardo mexicoart.it

IN ONORE E MEMORIA
di


Leopold Persidi

 

FINO A QUANDO

Dopo lunghe notti insonni
s'annuncia l'alba minacciosa e temeraria
che non allevia il mio soffrire.
Mi umilio, imploro, tu aurora non sorgere più
mi porti danno, rinnovi con oltraggio i miei affanni
Mi sento solo immerso nel dolore,
gemendo o strepitando abbraccio me stesso per consolarmi.
Accanto al mio letto c'è la dea Astured che paziente aspetta.
Colei che toglie il pane, il frumento, la vita;
colei che gelida presiede alla nostra morte.
Un fremito percorre tutto il mio corpo,
la mia anima è pervasa da una desolante
sensazione d'angoscia.
Desidero cadere sulle braccia di Morfeo,
ma la pazza Machebet mi ha ucciso il sonno.
Ch'io sia liberato ora da ogni pena
e non quando la vita s'è sbarazzata della mia presenza...
cosi' per tutte le creature che soffrono.
Liberato dalla morte nessun tormento mi toccherà.

Leopold Persidi Roma 06-09-2007

C'è sempre posto nel mio cuore per tutte le creature che soffrono.

 

LE POESIE

Leopold Persidi

 

POVERI SVENTURATI

Non sono un nuovo messia,ma l’indesiderato!

A schiera si riuniscono in lacrime e chiedono la carità,

alcuni in preghiera,altri piangono in silenzio senza far rumore

una moltitudine che soffre e non fa parte dei cavalieri di dio,

ma di una molteplice folla di poveri sventurati,

che espiano in questo luogo,i peccati loro e degli altri.

Altrove si muovono come torme invasate

tormentati dalla fame,dalle malattie,

da ogni sorta di privazioni;

senza credo e senza meta,vagano come anime disperate

alla ricerca di un graticcio ove riposare il capo,

poi dormire e sognare di aver mangiato a sazietà;

forse è bello così morire,sazi di nulla,

non svegliarsi più da si lieto sonno

e portarsi con se le orme dell’estremo bisogno.

Il mondo li ha catturati come preda e gli ha tolto tutto!

Le promesse son diventate pene perpetue,

causate e volute da coloro che predicano la santa povertà;

mentre,ipocritamente, vivono nella prosperità

e opulenza senza ritegno.

Si sono dissolte,la carità,l’amore,la pietà,la misericordia;

si vive senza pace e senza concordia.

E’ la sollecitudine di molti ad arraffare tutto,

anche il poco di coloro che non hanno più nulla,

gelosi, persino, della precarietà. Ingordigia!

A nessuno importa del sermone di colui ch’è nei cieli

e si dice,che si prende cura di tutti…

In realtà nessuno si prende cura dei miseri,

se non quelli che finiscono di spogliarli.

E’un esercito d’ipocriti,pochissimi sono gli eletti.

Tutto si risolve qui!

Non c’è nessuno e nulla di là che ci aspetta.

Tutto qui si determina in questo mondo

piccolo,piccolo abitato da uomini gnomi.

Leopold Persidi Roma.26-11-2005

 

PIANGEVANO

Piangevano tutti,intorno,senza lacrime,io ebbi pietà

e in me li accolsi stringendoli sul mio cuore.

Dai miei occhi pieni di pianto

caddero lacrime sui loro occhi, si da vedere

la tristezza e la delusione della speranza che fuggiva.

Per dannosa superficialità e presunta competenza,

c’è l’aggravarsi dei malanni e i decessi dello spirito;

c’è una parte del nostro cervello degenerata,

che diventa ostinatamente assassina,

fa soffrire e uccide le creature del creato.

Chi si prenderà cura della mia anima che soffre,

chi guarirà il mio spirito inquieto ammantato d’amore?

Nessuno era con me mentre, annientati, li raccoglievo,

nessuno era presente mentre li seppellivo,

attanagliato dall’angoscia che mi opprimeva.

Mi uscivano le ultime lacrime dello strazio,

consapevole di essere solo nel dolore;

i più vicini in spirito restano lontani,

separati dalle distanze reali o presunte tali,incalcolabili.

Siamo tutti colpevoli e disgraziati figli delle miserie,

non ci resta che piangere e consumarsi sino alle viscere

per le morti cruente di tanti poveri figli abbandonati.

Voi cuori sublimi piangete con me e volate

col vostro pensiero sopra le spoglie di chi non c’è più.

Il cielo sia invaso benignamente dal vostro affetto

e cada come pioggia ristoratrice sui sofferenti.

Leopold Persidi Roma 24-02-2006

 

SON VENUTO

Non so s'è stato scritto nel cielo,
o sono stato prescelto dal fato.
son venuto a lenire le sofferenze
di queste emarginate creature.
Vado elemosinando la pietà
per salvare questi infelici.
Soggiogato da elevati sentimenti
non vengo mai meno al mio operato di carità.
Sto esplorando le anime nei loro intimi segreti
e scopro una desolante miseria nei più.
L'umanità è avvolta in un sudario,
che ha impresso orrori e sangue.
E' il dolore che mi unisce agl'infelici
e mi porta lontano dagl'indegni,
procacciatori diabolici del male.
Cerco d'inondare di luce accecante
quelle cose che sono rimaste sempre in ombra
le coscienze ,invano sono già morte!
Non ricevo che offese e negazioni.
Provo sdegno, repulsione,poiché
maleficamente celate, nascoste,
preferiscono l'oblio e morire nel buio.
Se ci dovesse essere un paradiso, gl'infelici
li troveremo di là che ci aspettano.
altrimenti c'è stato soltanto l'inferno.
tanto valeva non nascere.

Leopold Persidi Roma.02-07-2004

"La poesia è uno stato d'animo ch'io spronato assecondo e mi lascio andare.
I poeti sono come i profeti, non sanno neanche loro quello che scrivono"
Leopold Persidi

Aforisma dedicato ai miei piccoli amici gatti:
"Aspettano pazienti, abituati come sono alla contemplazione dell'eternita".

 

GALDINO

Appena in tempo per portar via
i teneri fratellini da te,
allontanarli dalla contagiosa
e micidiale malattia che ti aveva colpito*
Innocente tra gli innocenti,
puro micino, forse, di un mese.
Rimasto solo, non un flebile lamento,
in silenzio senza un saluto,
senza dirmi addio sei andato via;
misero ti sei visto abbandonato,
in un momento degli addii eterni.
Non ti ero accanto, perché addolorato,
per la tua estrema condizione di dolore,
preoccupato per i tuoi fratellini,
che partivano per altri siti
incontro a diverso destino a te
repentino e senza pietà avverso.
Desolazione per la mia anima che piange,
non ancora assuefatta alla morte dei piccini,
non rassegnata all'affidamento forzato
degli altri piccoli verso una precaria salvezza.

*Gastroenterite

Leopold Persidi Roma.12-05-2005

 

Come un Giglio

Non si può dire di una luce che non si vede,

che non esista.

Ci sono stelle che si vedono ancora accese,

malgrado la loro luce sia spenta.

Altre che vedremo presto o tardi la luce,

che sono in viaggio.

Così ho visto nei tuoi occhi la tua anima sorridere,

con un’espressione d’intensa commozione.

Ho percepito un lieve segno di malinconia,

ma sempre pieno di dolce umanità.

Ho sentito vibrare la toccante armonia

di un amore comprensivo per i miseri.

Ho colto nel giardino dei miei pensieri,

la tua commovente dedizione e la promessa d’aiuto,

per coloro che vivono con gli animali.

E’ un sollievo per la mia anima in pena,

sempre riversa in difficili situazioni.

Hai dimostrato rispetto e pietà,

per le mie povere creature;

cos’ io porgo, con il cuore, rispetto dignitoso a te,

come giglio che orna l’altare.

Leopold Persidi Roma. 12-12-2005


Due mie poesie dedicate a Dolcissima, una piccola gattina che ormai non c'è più.
Dicono che l'amore che trapela in queste poesie sia un'amore universale, da trasferirsi a tutte le creature che soffrono e muoiono. Con affetto leopold e i piccoli a-mici.

Dolcissima

Dolcissima piccola creatura
venisti da me sperduta
e con gioia t'accolsi.
Piccola tra le piccole,
misera tra le misere,
appena cresciuta tra le non cresciute.
Occhi velati, adombrati, appena aperti,
non svezzata,
bisognosa ancora della mamma.
Non ci sono che io,
vieni vicino al mio cuore;
quando avrai fame ti sfamerò,
quando piangerai ti consolerò.
Ti sento quando abbracciata
sei presso di me.
C'è più dio nel battito del tuo cuoricino,
che in tutti i sermoni e le preghiere
che si recitano in chiesa.
C'è infinita profondità e dolcezza
negli occhi di questa piccola,
resa fragile e vulnerabile
da un mondo a lei ostile,
che nella profondità dei cieli.

Leopold Persidi Roma.27-06-2004

 

Dolcissima Non C'è Più.

Per oscuro fato, per una sorte inclemente,
la morte l'ha ghermita e l'ha portata via.
Non sono bastate le cure, l'amore
che delicatamente le donavo
è stato tutto vano.
nel volger di un giorno se n'è andata,
lasciandomi solo a piangere,
unica madre, unico padre degli affetti.
Rimane l'ineluttabile che mi affligge,
forse non sono state vane le mie carezze
da lei gradite, sentite e vissute,
non sono stati vani gli abbracci,
i dolci sussurri bisbigliati lievemente,
perché piccola creatura aveva bisogno di preghiere.
Il mio cuore rimane lacerato,
se n'è andato il mio piccolo angelo,
dallo sguardo misero, dolce, dagli occhi cerulei,
increduli per le delicate attenzioni.
La vita, visto le cattiverie, ha avuto pietà,
le ha detto no ! E l'ha mandata via.
s'è spenta silenziosamente, misera tra le misere
in mezzo alle sue compagne
con le zampette che le coprivano il musetto.
Forse ha voluto morire, per non subire,
per non vedere le brutture di questo mondo.

Leopold Persidi Roma.17-07-2004

 

UN SOGNO

Un sogno dentro un sogno che poi svanisce come rugiada,
come delicato fiore di ciliegio,
che nella tempesta il vento porta via
così svanisce la speranza degli indifesi.
La notte silenziosa sta morendo
e cede all’alba già rumorosa.
In questo mondo pieno di sporcizia,
prendete il capo dei sofferenti
appoggiatelo vicino al vostro cuore,
poi piangete sino a liberarlo dalle sofferenze
e dalle piaghe causate da spiriti immondi.
Sognate un paesaggio assolato pieno di luce
e nell’ombra calda immaginate un brusio
indaffarato di passeri sui tetti
una montagna che splende di un azzurro cupo,
ma con limpidezza sulle creste
sui crepacci rossi del monte degli olivi,
sui quercioli bistorti e polverosi
e nelle strade il canto delle cicale che assorda.
Prendete la penna e scrivete con l’inchiostro di cinabro
e imparate a scrivere! E’ come un rivolo di sangue
che sgorga dalla pienezza dell’anima
sul candore della pergamena, sì da sembrare
che ogni pena sia leggera.
Quando ti svegli da questo sogno
il sole sta declinando e sporge gli occhi dorati
tra le strade, tra i vigneti e le “reste” dei grani maturi
che ti “paiono” un biondo mondo felice.
Vivere smarriti nella pace del creato.

Roma, 28-01-2005


SEDETE OSSERVATE

Sedete e osservate questa umanità,
cercate di rilevare immagini in bianco e nero
di questa società, di vecchi rugosi, barboni,
drogati, ubriaconi, malati, miserabili, sventurati
e non dimenticare di evidenziare a colori
i bambini e le povere creature del creato
immersi nella sofferenza.
Non c'è paradiso per gli infelici,
visto le brutture di questo mondo
e impossibilitato a porci rimedio,
iddio si è suicidato!
C'è tanto da fare oltre ogni dire!!!
Bisogna dar tempo alla mia anima
di raggiungermi, è una notte senza stelle
troppo corta per la mia stanchezza.
Chi rimarrà al mio fianco
dopo la mia sconfitta, sono stanco
infinitamente stanco;
sono solo ma non mi sento tale e sono felice.
Chiunque abbia amato e sofferto sa
quanto ci addolora rinunciare agli affetti.
Dopo una notte gelida tutto rimane sospeso,
il cuore, l'anima, i pensieri.
Ho combattuto in diversi campi,
in diversi tempi, ho perso, ho vinto
in diversa guisa, ero sempre io
che mi elevavo sopra le stelle.
Non togliere alla terra quello che non puoi ridargli;
non togliete a me quello che non potreste ridarmi!
Ci saranno meno colpevoli candidati per il cielo.

Roma, 29-10-2004


Il MIO SOLE

Il mio sole sta calando è in declino,
la mia giornata volge al termine, è finita.
Se guardo verso est non riesco a vedere l'alba,
se guardo verso ovest, una notte buia,
mi nasconde ogni cosa.
Io sono il cuore e il corpo di questi sventurati,
anche se lascerò questa terra,
sarò sempre vicino a loro;
passerà del tempo prima che vengano da me.
Sarà dolce questa notte parlare di libertà,
sono un irrinunciabile dono della natura,
vigili come angeli custodi, una serenità;
un afflato di gioia di scambievoli ronfi e sussurri.
Il terrore non s'impadronisce di me
quando la morte si avvicina.
Simbolo della vita è il ricordo
con i suoi tramonti straordinari
ed enormi distanze,
in un groviglio di giorni lunghi e dolorosi
che hanno cambiato la mia esistenza.
Forse la missione e l'intensa vita
è causa della mia morte,
che mette a nudo la mia anima, anelito di disperazione.
Credo in ciò che faccio, contrasterò il dolore
e se avrò modo di svegliarmi, vedrò gli "amici",
che sono diventati miei nemici.
L'uomo non sempre può scegliere,
quando e come morire;
viene quando non la si attende,
chi la dà vigliaccamente la teme e ha paura.

Roma, 13-05-2005

Leopold Persidi


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Donatella Galeotti

IL MIO VIAGGIO

Come alla stazione
sul binario della vita mia
un treno tanto atteso appare..........
salgo e, afflitta,
il posto cerco di trovare...

Pesante è il mio bagaglio
e al posar dei ricordi colmi di sconfitte...spero!

Spero ad uno scambio
e senza scesa,
spero di trovar la speranza in dolce attesa.

Mi seggo pensosa
e dall'andirivieni dei passanti
scelgo tra questi....i piu' importanti....
dai ragazzetti del primo batticuore
al grande amore
che è sempre l'ultimo che muore.

Odo un fischiettar furioso
riprende il treno la sua corsa sul binario
e dopo averlo visto ancora una volta già distante
mi accorgo di esser rimasta a terra
con il mio bagaglio ancora piu' pesante.


Donatella Galeotti

 

Jara Centanni

"Ho sempre avuto la passione della poesia
è una cosa che mi mette in contatto con il mio IO piu' profondo
scopro sempre nuove parti di me
e sò che non finirò mai di scoprirmi..
un bacio a tutti i poeti romantici".

 

Rimani per un minuto

per un sole muto

per un giorno del nostro assoluto

per questo e quant'altro non hai

ancora vissuto...


...rimani

 

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una stella...

è scesa sulla terra,

bagnata di luce,

la sua pelle ora scende le maree...


Perle di comete

dentro alghe di desideri,

scivolano sugli scogli...

Ascoltano conchiglie penetrare la sabbia,

addormentata sorveglia la sua luna...

per sempre medusa della notte,

mentre scorrono ansiose e velate

le parole di un veliero sospeso ad un cuore vero...

 

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La musica celeste delle stelle

Labirinto estatico
piccole luci
sobrie ed ebbre
lucidi ed ubriachi mondi
vagano ed urlano nell`uragano
alieno ed oscuro
notturno sogno porgo...
Sono sfere raccolte
dietro lunghi capelli sciolti...
isolate dalle altre correnti
seguono un unico sole...
Tu piccolo pianeta occulto verrai amato
circondato e poi clonato
ma mai dimenticato...
Accenderai verità
sublimi eternità...
Ti allineerai ai tuoi due mondi, unico fuoco
occhio smeraldo
mani di corallo
accette di memoria
scolpiscono visi
ammantano sorrisi
ombelico di stella
diventi la mia terra...

Jara Centanni

 

Viejo - Mexico (niente assistenza sanitaria pubblica)

 

 

Alessandro Antonelli

Dedicato alla piccola rana rossa che vive soltanto nel bosco di Foglino a Nettuno, e’ una specie che non possiamo permettere che scompaia ("ecco forse dobbiamo cominciare a sentire quel canto"). A.A.

LA RANA ROSSA

POCHE VOLTE T’APPARE , LA RANA ROSSA,

MA SUBITO SCOMPARE

QUANDO LA VEDI E’ PERCHE’ TI VUOL PARLARE .

NEL BOSCO DI FOGLINO A VOLTE LA VEDI SALTELLARE

E’ PICCOLA , TIMIDA , MA A VIVERE NON VUOL RINUNCIARE,

OGGI A FINE OTTOBRE , LO SCIROCCO NELL’ARIA

CON LE RAGANELLE L’HA FATTA CANTARE .

SCRIVE IL VENTO LA MUSICA PER IL SUO CANTO ,

CHE SOLTANTO LE FRONDE DEL BOSCO RIESCON A SUONARE .

CHI POTEVA SENTIRE E’ RIMASTO INCANTATO ,

MA LA GENTE PASSAVA , ED ERO SOLO AD ASCOLTARE.

30/10/2004

Alessandro Antonelli

 

Andrea nel sito

Andrea Ruwett

Un viaggio per mare

iniziato

col freddo del mondo

fra risacche e scogliere

la mente si affolla

di mostri marini

meduse e chimere

e sirene

che col canto

incantano il cuore

fino in punto di morte

sulle rive

del lago

del Lete

Andrea nel sito

Andrea Ruwett

 

Rudi Aj Maj

LE OMBRE VERTIGINOSE

Tra passi eterni senza orme
le ombre vertiginose dell'oscurità
ballano mano nella mano con
raggi antichi e moderni di venti
multidirezionali...
soffiano ed esplodono deserti e città
come cuori scatenati
come frecce alla velocità della luce...
verso i soli delle nuove dimensioni.

Menti invadono, intrappolando
uomini in trappole conosciute,
gabbie d'oro e illusione...
facendosi strada con l'abuso
e l'inganno meschino....
però esseri nuovi e antichi
guerrieri
costanti...continuano conservando
gli animi e forze di antenate culture
di frutti sempre freschi...
d'albe brillanti, dorate d'amore e
risplendente coscienza,
musica silenziosa... omni presente
danzando insieme ai cambi costanti
della luce e della terra.
Terra così piena di segreti e saggezza
violentata per secoli e secoli
da stupidità e aggressioni umane... disumane.
Come colibrì ...uccello guerriero
porta in sé un pezzo di sole
dà vita eterna ai fiori di un istante...
e mille quelli del suo cuore
fugaci e presenti, come bagliori
mille mondi e dimensioni
ogni giorno sempre più vicini.
Ogni giorno sempre più visibili.

rudi aj maj nel sito

Lettera in forma di poesia

La vita e` un sogno, un sogno nel sogno,
non sapendo mai quand'è il risveglio,
non sapendo esattamente se si è già svegli
da tempo, e già ricominci il sogno.
Questa vita tanto bella, e incontrollabile,
così piena di sorprese, di successi e cadute
di graffi e carezze, di amarezze e dolcezze.
In un piccolo frammento d'infinito,
la nostra coscienza viaggia silenziosa in
isole di idealizzazione, proiezioni, illusioni
sogni, incubi, storie, morti e rinascite.
Così bella e così atroce a volte questa
bella vita, che aspetta solo d'essere vissuta,
d'essere presa tra le braccia con un caldo bacio.
Tra le fessure del tempo e le circostanze
la danza continua impetuosa, instancabile
ogni giorno comprendo un po di più, tra
la mia agonizzante ignoranza, il grande
regalo di condivivere la grande esperienza
dell'essere vivi, in corpi, su questo
terreno verde......verde di speranza,
rigoglioso d'amore ed odio, un terreno in cui
l'essere umano sta calpestando vigorosamente
senza capire i danni a sè stesso che sta facendo.

La natura, la vita, continua con o senza di noi,
in armonia con il cosmo, girando i suoi cicli
le sue forme i suoi colori, la sua magia.

Che il nostro sogno componga un sogno ancor più
grande, più completo, dove nessuno è
escluso, dove niente lo e'.
Che la complessa semplicita' dell'esistenza
dia luce al cuore ed all'anima umana, prima
che sia troppo tardi, prima di distruggere
questo specchio in frantumi.

Questo specchio dove ci confrontiamo tutti
i giorni, in moltitudini di situazioni diverse,
pazze, annoiate, tremende, bellissime, ammaglianti.
I nostri riflessi sfacettati in milioni di parti,
quelle parti che siamo noi,
che sono gli altri.

Spero che sempre tu possa imcontrare quello
che cerchi, che sempre le tue intenzioni
sfondino le barriere inesistenti dell'uomo ignorante.
Tutto è in nostro potere, se guidato
con il cuore, sembrerebbe retorica
o banalità, l'amore è il motore,
la benzina, e la corsa stessa che alita
nella carne incredula, che dà vita
all'inesistente, alla bellezza, che dà vigore
alla luce, e potere al proposito.

Sempre di più spero il meglio per questo
mondo triste e deluso, frustrato dall'ambizione
e cieco nel cuore, so che questa positività
che ho acquisito durante il tempo non e' invano.
Presto i semi torneranno in fiore,
dal fango, come il fiore di loto, rinasceranno
i raggi di vita fresca, per tutti, a tutto.

Vi ho nel cuore profondamente, profondamente
come il sogno che vivo sveglio e a volte
assopito, il sogno, che è un po' il sogno di
tutti........ il sogno d'essere libero
d'amare, e fondere la coscienza alla
consapevolezza universale..........

Rudi Aj Maj 31/12/2003 San Pancho, Nayarit, Messico.

amor y luz

Rudi Aj Maj

 

Pierfrancesco Sampaolo

LUNGO I VIALI *

Ritorno al centro dell'alba
Puntando il muso fra orizzonte
E pagine di aurora rosa
Cresce il rombo meccanico
Sordo vibra il motore
Palpitano i miei occhi
sfiorano alberi, case bianche, paesaggi in rapido scorrimento

Ed è proprio lì che i nodi si sciolgono
Imbevuti di sudore e vecchi ricordi

Radenti accarezzano l'asfalto
Che lascio dietro i miei passi

Spingo più forte
Abbottono la giacca
lascio che vada….ancora
……..ancora una volta.

Pierfrancesco Sampaolo

* (...) Credo comunque che la poesia si riferisca all'inizio di una fuga, sia fisica che mentale; una fuga amica e disperata che vede luoghi nuovi ed a questi cerca di modellare il suo stato d'animo; al termine o nel corso della comune ricerca di se stessi credo che cominci la ricerca del contesto nel quale il "te stesso" trova compenetrazione verso una condizione stabile e finale, possibile causa, fralaltro, dell'inizio della fuga. E' chiaro che ha radici in questioni personali, come non potrebbe.. Lascio che vada...ancora...ancora una volta, si riferisce sia alla macchina lanciata che, più internamente, alla mia mente verso una nuova occasione di fuga, di viaggio verso ed alla ricerca, come amici del bar, di quei punti fermi che armonizzano lo spirito come l'alba, la strada, la polvere sull'asfalto, la solitudine contemplativa del viaggio... (Pierfrancesco Sampaolo, dalla lettera del 10 novembre 2005 a Mexicoart)

Quello che segue invece è il testo di una canzone, sempre di Pierfrancesco, dall'album "Spazi Aperti" Torino 1999.

SENZA PIU' VIA DI SCAMPO

Ora che tutto mi sorride
E il sole sembra più vicino
Io chiedo a me chi sei e che cosa in fondo ti dirai
Nel momento che ti passa
Nel dolce fare male
Io vedo sbarre qui
Levarsi alte tutto intorno

E sento il mio cuore bussare più veloce
Quasi uscisse da quaggiù
Per poter battere un momento più su

Può bastare un soffio ad arginare il vento
Smettendo di danzare senza andare a tempo

Ma il cerchio si chiude attorno a me
E non lascia scampo
E mento a me stesso su tutto il mio tempo
E mento a me stesso su tutto, su tutto

Senza più via di scampo

E spengo un poco gli occhi
Troppo avidi di sogni
E prego sempre che sia lì
Il più grande giorno dei miei giorni

Sollevandomi da terra
Per raggiungerti davvero
E sciogliermi dentro te
Per fare parte poi del mondo intero

Può bastare un soffio……

 

ODE A TUTTE LE COSE (canzone)

Propongo un brindisi
In questa giornata felice
In questa festa di scoppiettanti applausi, E di clamori e di coriandoli.

Propongo un brindisi ai visi incolti
All'invisibile trasparenza delle cose non dette
Alla terribile coscienza dell' "avremmo voluto dirle"
Ai glicini che fanno da sipario a questo sole
Al sipario che cala davanti agli occhi
Agli occhi che sanno solo guardare
A coloro i quali è imputata cecità nel semplice atto di vedere
Alle rose rosse ed agli sconquassi chiassosi
Alle verdi pianure ed alle prigioni costruiteci sopra
Agli occhi di mia madre
Alle spalle di mio padre

Propongo un brindisi
Lo propongo alle coscienze degli ipocriti
Ai filantropi di mestiere
Al deserto che ci divide
All'invidia che ci erode
Alle pagine dei libri ed alle foglie dell'autunno
Che tutte e due cadono nel vuoto un giorno silenzioso
Ai passi cadenzati
Alle sere quando fa freddo
A chi non ha freddo
A chi ,per fortuna, non ha più freddo
A chi vuole che gli altri ne continuino ad avere per mai doverlo condividere

Ai voli delle rondini
Alle carezze del vento
Ai baci delle donne
Alle esplosioni sulle case degli altri
A tutte le cose di dominio pubblico
Al dominio dei pochi che sanno cosa vuol dire
Alle perle date ai porci ed ai gioielli che brillano nelle grotte
Alle soglie dei millenni
A chi pensa per gli altri
Agli altri che nemmeno pensano
All'indifferenza ed alla bontà meschina che ne deriva
Propongo un brindisi… fatelo pure in mia assenza, devo andare…

Pierfrancesco Sampaolo, 10.11.05

 

Davide Donzella

Distante

Rimane distante dal mare.(onderadio elargiscono fede)
Quel soffice viaggio ricordi?
Non era che il mio ultimo sogno.
Quel soffice viaggio rimane distante dal mare.
Tenera la televisione riluce gaudente(la mia piccola luna).
Le stelle salaci brucano oro dai tuoi capelli .
Rimane distante dal mare.(onderadio elargiscono fede)
Quel soffice viaggio ricordi?
Non era che il cibo di un tenero stolto.
Quel soffice viaggio rimane distante dal mare,
la marea pigia sopra l'ultimo mio viso.

 

Francesca Genzano

QUANTE PORTE HA LA NOTTE


Voglio una tunica bianca,
non per farmi statua
ma per contemplarmi ali.

Voglio un balcone sul mare
per ascoltare fiaccole azzurre
e danzare tra onde di gigli bianchi.

Quante porte ha la notte..

per violare le grotte

dove il mistero

silente

si nutre.

poesia tratta da "CON ALI DI CIELO" raccolta di poesie inedite di Francesca Genzano, pubblicata da Casa Editrice Montedit, 2005

 

 

Sonia Serravalli

 

ZINGARI


Vandalo dei sogni.
Sanguini dalle ali.
Riassumi il trono della notte
e torna all'ossigeno
del tuo sacro migrare.

Non volevo farti del male.

Ma ho cellule randagie
e nomadi paure
di non poter guardarti
mentre ami e ti condanni.

Non volevo farmi del male.

Ma il treno sta partendo,
stavolta più non guarderò
gli occhi tuoi zingari
miei affini
............... bellissimi inganni.

Porgimi solo
un'oncia di luce e una rosa.

Io sarò in giro
per il mondo a cercarti.

Rossella Capodici

 

FRASTUONI

Aspettarti ancora. Non rimane altro di te.
Dentro lo spazio che abito, mi circondi.
Non mi prendi. Lasci che io possa ancora scappare.
Dovresti: bisognerebbe un rumore.
Per stordirsi un po'.
Per sentirsi ancora risuonare dentro.
Come dirti anche ora che ti amo?
Ti amo. In silenzio.

Rossella Capodici

 

Rossana Lepidi

Cala della Pergola

Cala della Pergola
goccia di terra beata
trasparenti acque
e rupestri ulivi
profumi intensi, solari respiri
silenzi immensi
sciabordio sommesso
negli occhi, dorati baluginii
dolci abbandoni
sull'acciottolato greto

Cala della Pergola
goccia di terra beata

Rossana Lepidi

 

Rossana Lepidi

Riconciliazione

E cento di giorni
o forse mille
in fila
uno dietro l'altro
scivolarono lontano
a me stranieri

E forse oggi
immemore del tempo
il fiato leggero della vita
su di me, nell'aria
nelle cose
carpito nelle mani
toccato e riconosciuto
nell'enfasi di un attimo
di felicità.

E su per l'erta
nel tripudio fiorito
nel tumulto profondo
per un'annunciata riconciliazione.

Rossana Lepidi

 

Lorenzo Polo

IL VIAGGIO DI RITORNO

Abbaiando il motore verso casa
nella notte spenta di un nuovo giorno
aspettando l'alba crescente di colore,
guardavo luci opache e sfumate
corrermi incontro per poi fuggire
verso luoghi sconosciuti e lontani.
Abbracciavo lo sterzo lento e secco
in cerca di artificiali protezioni,
e mentre tutto sembrava finire,
qualcosa di stupendo stava iniziando.
Con ritmo asimmetrico
e basse vibrazioni.

SUL PRIMO TRENO

M'imbarcai sul primo treno
e non sapevo dove mi avrebbe portato.
Camminai verso i binari appiattiti
con l'animo sorretto dall'acqua
che incessantemente lava le cose.
Parola chiara mi consigliò di partire,
lasciai alle spalle quella vita.
Così accettai l'esito della natura
e le mie scarpe baciarono i gradini
verso il primo treno in partenza.
Il mio bagaglio trovò riposo
e dal finestrino salutai il passato.
Sulle rotaie di un destino proiettato,
su quel treno,
accarezzato dal destino..
Non sapevo dove mi avrebbe portato.

 

 

 

 

 

Nota al piede per
"Urlo"

Santo! Santo! Santo! Santo! Santo! Santo! Santo! Santo!
Santo! Santo! Santo! Santo! Santo! Santo! Santo!

Il mondo è santo! L'anima è santa! La pelle è santa! Il naso è santo! La lingua e il cazzo e la mano e il buco del culo sono santi!
Tutto è santo! tutti sono santi! ogni luogo è santo! ogni
giorno è nell'eternita! Ogn'uomo è un angelo!
Il vagabondo è santo come il serafino! il pazzo è santo come tu anima mia sei santa!
La macchina da scrivere è santa la poesia è santa la voce è
santa gli udenti sono santi l' estasi è santa!
Santo Peter santo Allen santo Solomon santo Lucien santo Kerouac santo Huncke santo Burroughs santo Cassady santi gli ignoti sodomizzati e gli accattoni che soffrono santi gli abominevoli angeli umani!
Santa mia madre nel suo ospizio! Sante le minchie dei
nonni del Kansas!
Santo il gemente sassofono! Santa l'apocalisse be-bop!
Sante le jazzband marijuana fan del jazz pace peyote
tamburi & cornamuse!
Sante le solitudini di grattacieli e marciapiedi! Santi i
selfservice colmi di milioni! Santi i misteriosi fiumi
di lacrime sotto le strade!
Santo lo juggernaut! Santo il vasto agnello della borghesia
Santi i pazzi pastori di rivolta! Chi ama Los Angeles è Los Angeles!
Santa New York Santa San Francisco Santa Peoria &
Seattle Santa Parigi Santa Tangeri Santa Mosca Santa Istanbul!
Santo il tempo nell' eternita santa l'eternita nel tempo
santi gli orologi nello spazio santa la quarta dimensione
santa la quinta Intemazionale santo l' Angelo nel Moloch!
Santo il mare santo il deserto santa la ferrovia santa la locomotiva sante le visioni sante le allucinazioni santi i miracoli santo il bulbo oculare santo l'abisso!
Santo il perdono! la pietà! la carità! la fede! Santi!
i nostri! corpi! sofferenza! magnanimità!
Santa la soprannaturale extra lucente intelligente gentilezza dell'anima!

Allen Ginsberg, Berkeley, 1955

 

Hermann Hesse

Canzone di viaggio

Sole illumina il mio cuore,
vento disperdi le mie pene e i miei lamenti!
Piacere più profondo non conosco sulla terra
se non di andare lontano.

Per la pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi;
per condividere la vita della nostra terra
dischiudo festoso i miei sensi.

E così ogni nuovo giorno mi deve
nuovi amici, nuovi fratelli indicare,
finché lieto posso tutte le forze celebrare,
e di ogni stella diventare ospite e amico.

 

 

 

 

 

Felicità

Finché insegui la felicità,
non sei maturo per essere felice,
fosse pur tuo quanto ti è più caro.

Finché piangi quel che andò perduto
e hai mete e ti affanni,
non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando ad ogni desiderio rinunci,
non hai più mete e brame,
né la felicità con nomi chiami,

allora al cuore più non giungerà il flusso
degli eventi, e la tua anima riposerà.