| Sir Edward James arrivò a Xilitla nel '45. Ricco ed eccentrico, frequenta artisti di grande talento, pittori, scultori e musicisti. Misconosciuto padre del surrealismo ed amico di Salvador Dalì. | ![]() |
![]() | La sua opera, durata una vita, è Las Pozas, nel folto della foresta. Innumerevoli costruzioni surreali si confondono con la straripante foresta tropicale, un vero giardino delle meraviglie. |
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Insieme all'inseparabile
Plutarco Gastelum ed altri artisti locali lavorò vent' anni al suo progetto.
Alla sua morte lascia Las Pozas a Plutarco. Attualmente la parte abitabile è
stata trasformata in albergo. | ![]() |
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Il fascino che emana
da questo luogo è incredibile. Nelle descrizioni dei visitatori le parole
"strano" e "incantato" sono ricorrenti. |
| Pino Cacucci, grande conoscitore di "cose messicane", racconta Edward James Edward
James si definiva "anarchico ma fedele alla corona britannica", era
amico - e mecenate nei tempi degli esordi - di Picasso, Dalí, dei più
celebri surrealisti e dei più estremi dadaisti, frequentava Bunuel, Brecht
e Huxley, dirigeva la leggendaria rivista "Minotaure", spendeva una
fortuna per acquistare un bombardiere da donare alla repubblica spagnola nel '36...
Poi, nel 1945, venne in Messico. E un giorno, in un luogo sperduto, nuotando in
un torrente detto "delle sette pozze", rimase avvolto da uno sciame
di farfalle. Lo interpretò come un segno del destino. Sarebbe rimasto lì,
a Xilitla, oasi di giungla nel desertico San Luis Potosí, la verde Huasteca
Potosina, inseguendo il sogno di costruire quella che altri avrebbero chiamato
"La Casa Infinita". Per quarantanni ha diretto un esercito di muratori
nella creazione di un delirio in cemento variopinto cercando l'armonia con la
natura, mantenendo fede all'impegno di non tagliare un solo ramo e non recidere
neppure un fiore. Archi orientali ricoperti di muschio, colonne rigonfie percorse
da vertiginose scale a chiocciola che portano immancabilmente nel vuoto, gabbie
aperte per animali che possono entrare e uscire a loro piacimento... come il puma
che non è più tornato da quando l'inglés ha cessato di preparargli
il pasto quotidiano, o l'anaconda che dopo tanti anni si comportava corme una
gatta affezionata. E le voliere senza reti sovrastano la piccola dimora, unico
luogo chiuso da tetto e pareti dove visse per anni in assoluta solitudine, progettando
sogni mutilati da lui stesso: perché la frenesia di realizzarne di nuovi
lasciava incompiuta oqni opera. Che probabilmente doveva essere così: incompiuta
perché interminabile, infinita. Si è venduto tutto, compresi i dipinti
più amati: Dalì, Picasso, Magritte... Molti di loro lo avevano immortalato
in quadri oggi così famosi che nessuno si chiede quale sia il volto di
Edward James. Il destino, che lo portò quaggiù, gli ha giocato uno
scherzo crudele: è morto nel 1984 in Inghilterra, lontano dalla sua Xilitla,
durante uno dei rari e fugaci viaggi, per vendere l'ultima tela di quella che
fu una collezione invidiata nel mondo intero. Veleva pagare i muratori e continuare
a sognare. Pino Cacucci
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