Gli "Artigiani e le Artigiane della lacca di Olinalá", nel 1993 hanno meritato il prestigioso "PREMIO NACIONAL DE CIENCIAS Y ARTES", nella categoria " ARTI E TRADIZIONI POPOLARI".
Di fatto esiste una "denominazione di origine" per le opere degli artigiani olinaltechi, che però sono penalizzati nel commercio delle loro opere dall'isolamento, determinato dalla condizione delle strade e dalla scarsezza dei mezzi di trasporto pubblico. La costruzione di una strada che dovrebbe collegare Olinalá all'arteria diretta a Città del Messico è stata a lungo promessa ma per adesso il progetto si trova ancora sulla carta.
LA LACCA OLINALTECAINTRODUZIONE Il villaggio di Olinalá, nella parte nordoccidentale dello stato di Guerrero, è il luogo più importante del Messico per l'arte della lacca, fino dal diciottesimo secolo e dal periodo preispanico. La lacca è una pittura con la quale si impermeabilizzano e si decorano artisticamente diversi oggetti, viene solitamente utilizzato il legno profumato del linaloé per le scatole, i bauli ed i vassoi, le zucche, invece, provengono dall'albero di jicara.
Il lavoro comincia con la smerigliatura di una scatola di legno o di una zucca. L'oggetto è quindi sigillato con una vernice preparata da terre e pigmenti che si applicano sulle superfici con un fissatore, che può essere olio di chía o olio di lino. Le terre sono estratte vicino ad Olinalá, arrostite leggermente prima della polverizzazione e mescolate con olio. Sono applicate in molti strati, fino a realizzare il tono ed il lustro voluti. Dopo il manufatto ha bisogno di un mese per asciugare. Quindi la parte è pronta per la decorazione, i motivi sono generalmente spontanei. Ogni colore applicato deve asciugare prima che sia posto il seguente. Spesso le spazzole usate per applicare questo colore sono casalinghe, dalle piume d'uccello alle code di cervo.
Durante l'epoca preispanica la tecnica della lacca si estendeva in tutto il centroamerica ed era comune in Messico. Questo artigianato, che ha antecedenti genuinamente autoctoni, è fra i più tradizionali e di più alto livello qualitativo. Attualmente in Guerrero si producono lacche ad Olinalá, Temalacacingo e Acapetlahuaya, ma Olinalá è il centro di gran lunga più importante. Juan Ayala Mejia insieme alla moglie, artigiani di Olinalá, ci hanno spiegato, con una dimostrazione pratica nella loro casa/laboratorio, le tecniche tradizionali della lacca ed i materiali utilizzati, dimostrando grande competenza ed orgoglio per il proprio lavoro.
Grazie alla loro semplice e spontanea amabilità abbiamo potuto filmare le numerose fasi della lavorazione.
MATERIALI L'olio di chía, usato come fissativo, viene prodotto dai semi tostati e macinati ed estratti con acqua bollente. Può essere usato anche olio di lino, acquistato a Città del Messico insieme ad alcuni pigmenti industriali.
Le
terre impiegate sono estratte da cave vicine e sono il tecostle,
il tóctel e il tesicalte. Queste sono
macinate dalle artgiane con il tradizionale mortaio piatto, chiamato metate,
di uso comune nelle cucine messicane. TECNICA Il modo di operare è rimasto praticamente invariato da quello che videro i primi conquistatori spagnoli al loro arrivo in Messico.
Prima si applica il fissatore, olio di chía o di lino, oppure grasso del verme aje, mescolato ad un poco di terre e pigmenti, successivamente, le stesse terre colorate, in polvere fine, vengono cosparse sulla superficie, servendosi di una sorta di pennello a setole lunghe costituito da una coda di cervo.
Con l'ausilio del brunitore si sfrega per fissare la lacca alla superficie del legno e in questo modo, inaspettatamente, compare il colore ed il lustro caratteristico. Questo primo strato impiega almeno 10-15 giorni per seccare ed è la base per i successivi depositi di lacca.
Il secondo strato si applica nella stessa maniera, prima si unge con olio, quindi si spolvera con la mistura di terre e colorante.
Tecnica del "rayado"
Su questo secondo strato viene applicata la tecnica del "rayado", che consiste nel raschiare lo strato superficiale con una spina di cactus, fissata in una piuma d'uccello, scoprendo in parte lo strato inferiore e creando così i disegni voluti.
Altra terra colorata viene applicata sopra il disegno appena formato, quindi si ripassa con la spina fino a scoprire il colore sottostante e ottenere l'aspetto finale.
Tecnica del "dorado"
Si utilizza anche la tecnica del "dorado", che consiste nell'utilizzare la foglia d'oro e la pittura a pennello, con colori simili a quelli ad olio, preparati sul posto secondo le antiche ricette venute dall'Europa e qui sopravvissute fino ai giorni nostri. Altra tecnica è quella del "punteado" con cui si riempono gli spazi con punti colorati, eseguiti con pennello molto fine. Le
varie tecniche possono anche mescolarsi fra loro e tutte servono per decorare
vassoi, bauletti, scatole e zucche. Ma i lavori più tradizionali
e più spettacolari sono i bauli (80 cm x 40 cm), con base a piedistallo,
utilizzati per riporre la biancheria che, grazie al profumo naturale del legno
di linaloé, resta sempre piacevolmente profumata. IL LEGNO DI LINALOÉ
Il legno preferito e maggiormente utilizzato dagli Olinaltechi è il legno odoroso di linaloé, nome scientifico Bursera aloexylon (Schiede ex Schtdl) Engl., che è un tipo di copale, una volta chiamato "xochicopal" e "copalquahuitl".
I copali sono quasi tutti alberi aromatici e produttori di resina ma a differenza di quelli da cui si ottiene l'incenso il linaloé produce una resina volatile ed intensamente profumata che ricorda la lavanda. Questa essenza viene estratta dal legno e dai frutti tramite distillazione in corrente di vapore e da molti anni in Messico è utilizzata per profumare la biancheria e come rimedio naturale per i dolori di testa e le punture di scorpione. Per ottenere un linaloé più odoroso si usa "calare" gli alberi, cioè si praticano delle incisioni diagonali alla corteccia, profonde pochi centimetri, che producono nel legno delle striature scure e molto ricche di essenza, queste parti sono chiamate el "corazón" del linaloé. |