José
Benítez Sánchez artista huichol (Messico)Di
Juan Negrín, dal catalogo edito a cura della Secretaria de Educacion
Publica: Nierika- Espejo entre dos mundos - Arte contemporaneo huichol
Museo de Arte Moderno, Bosque de Chapultepec, Mexico, D.F. julio - septiembre
1986 Traduzione di Luigi Picinni Leopardi 
particolare tratto da "La Nascita del Mondo"
Il più fecondo e inventivo degli artisti Huicholes è José
Benítez Sánchez "Yucauye Cucame" (il Viandante silenzioso),
il gran maestro dell'arte Wixárica, riconosciuto come tale fin dal 1971
da dozzine di apprendisti artigiani da lui formati e da altrettanti i quali cercano
di copiare la sua opera. Quando sono giunti Grandi Sciamani delle zone più
tradizionali della Sierra, li ho visti meditare sulle sue opere, lasciandosi ammaliare
dalle visioni di Benítez, riconoscendo una lucidità ineguagliata,
interpretando le opere alla loro maniera. Le opere di Benitez si sono fatte
sempre più complete e sofisticate, senza perdere la forza e la chiarezza
che distingue le sue prime opere importanti (
) ogni quadro è un vero
libro in immagini. Nessuna figura, nessun simbolo sono superflui, nella prospettiva
visuale e dal punto di vista tematico. Tutto si compone in un corpo organizzato
di motivi e idee coerenti, nonostante la loro molteplicità. Interpretate
come un codice o come arte astratta sono comunque una prova di abilità.
José Benítez è nato nel 1938 in una località chiamata
San Pablito in Nayarit. La sua tradizione religiosa e le sue relazioni famigliari
lo vincolano alla comunità di Huautua. Cresciuto dal suo patrigno e da
un nonno, ambedue Sciamani, fu iniziato all'età di 8 anni perché
seguisse il cammino riservato agli specialisti religiosi. I vivaci sogni ricordati
e la sua capacità di concentrazione erano doni che segnalavano come sua
la carriera sciamanica. Ciò nonostante, la sua inclinazione all'avventura,
gli fece interrompere gli studi e si trasferì sulla costa del Nayarit,
per lavorare tra i meticci.
Quando lo conobbi nel 1971, lavorava nel Centro di Coordinamento per lo Sviluppo
della Regione HUICOT (ovvero la regione Huichol, Cora e Tepehuana), collaborando
a molti lavori dove era necessario un'interprete bilingue, nelle dispute di confine
con le proprietà dei meticci così come in promozioni educative,
di vaccinazione, ecc.. Allo stesso tempo fungeva da compratore di artigianato
per il Centro Indigenista, classificandolo e selezionandolo, oltre a dedicarsi
alla sua propria produzione. In seguito ad un pellegrinaggio che facemmo insieme
a Teacata, al principio del 1972, si dedicò esclusivamente a sviluppare
il suo talento artistico ed a riannodare i suoi legami con la propria tradizione
religiosa. I
suoi voti lo perseguitavano nelle notti piene di sogni agitati, dai quali si risvegliava
con ricordi di immagini ossessive, fino a che le esteriorizzava nei suoi quadri.
In uno di questi quadri illustrò gli elementi di vari incubi che ebbe durante
un viaggio negli Stati Uniti. Gli apparvero i suoi defunti genitori, i quali gli
annunciarono che non gli restavano più di 4 anni di vita; mentre in un
altro sogno gli Dei reclamavano il suo ritorno alle tradizioni. Nello stesso quadro,
Benítez compose le figure di 2 coppe votive, per simbolizzare la promessa
di completare i pellegrinaggi al Mare ed a Wiricuta, il posto del peyote, dove
lo aspettavano gli Antenati Divini e gli spiriti dei suoi genitori. Vale menzionare
che in un anno aveva ottemperato alle sue promesse ed aveva partecipato a tutte
le fasi del culto relativo alla coltivazione del Sacro Mais. Vi è qui
un altro elemento base della sua ispirazione: la partecipazione totale con la
quale persegue i suoi obiettivi, in questo caso di rinnovamento
spirituale. La sua partecipazione intensa nei pellegrinaggi e nelle danze, che
gli provocano visioni, risultanti dalle privazioni fisiche imposte dal rituale
"senza mangiare e senza dormire e senza cose materiali e senza sapere dove
vanno, poveri e innocenti, però ricchi della loro anima e della loro vita"
così spiega l'artista. Avvinto dalla contemplazione degli Dei, José
Benítez compose una canzone al violino huichol, nella quale dice a Tamatsi
Cauyumarie (lo spirito del Cervo): "al Mio Fratello Maggiore nei disegni
dei suoi braccialetti, nei segni tracciati sul volto, non terminino mai le sue
parole e i suoi simboli, i suoi disegni, il suo pensiero". Inoltre, essendo
cosciente che questi disegni degli Dei sono riflessi nei suoi quadri, l'artista
aggiunge: "rimarrà qui ( nelle tavole) la nostra memoria". Ciò
vale a dire, che i quadri di José Benítez sono impressioni visive
che percepì in compagnia del Venadito (il cerbiatto azzurro), sua guida
spirituale, e che dopo rimasero registrate nei simboli e nelle immagini composte
di filo. In conseguenza delle sue fluide fonti di ispirazione nel subcosciente,
lo stile di José Benítez è di una spontaneità sfrenata.
Juan Negrín Dal libro "ARTE HUICHOL"
Arte de Mexico, N. 75, anno 2005 José
Benitez Sánchez nacque nel 1938, in un ranch chiamato San Pablito, nella
sierra huichol di Nayarit. Intraprese la via per diventare sciamano da giovanissimo,
in conseguenza della cattura di un cervo col lazo. Ricevette quindi il nome di
Yukaye Kukame, "il viandante silenzioso". Il suo apprendistato però
si interruppe anzitempo: all'età di quattordici partì per il mondo
straniero della costa pacifica. Ristabilì i suoi legami religiosi dopo
un viaggio, patrocinato dal professor Miguel Palafox Vargas, al deserto sacro
di oriente. Nel 1971 fummo a Te'akata, il centro cerimoniale ubicato nella sierra,
dove fu iniziato in gioventù. Dopo partecipammo ad una decina di viaggi
nei siti sacri. Comprai vari suoi quadri di filo dal 70' fino ai primi anni 80'.
Nel 2000, Benítez mi informò che era riuscito ad essere un mara'akame,
o sciamano. Aiutò quindi la nascita del centro ceremoniale di Zitak+a,
nei dintorni di Tepic. Tre anni dopo ricevette il Premio Nazionale per le Scienze
e le Arti ed attualmente è da considerare come uno degli artisti più
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